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US Open, Berrettini dura un set contro Navone. "Giornata no, ma almeno ho lottato". Fuori Passaro e Guerrieri

  • Postato il 3 settembre 2026
  • Di Virgilio.it
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US Open, Berrettini dura un set contro Navone. "Giornata no, ma almeno ho lottato". Fuori Passaro e Guerrieri

Cadono le stelle a New York, quelli di ieri, di oggi e (forse) anche di domani. Cade soprattutto Matteo Berrettini, e non è una buona notizia: che Mariano Navone fosse un cliente scomodo non lo negava nessuno, ma i segnali arrivati in precedenza lasciavano presagire tutt’altro finale. Il romano però può dire di non essere poi tanto solo nel condividere il mood negativo: fuori anche Guerrieri e Passaro, a completare una tripletta maledetta per il tennis italiano. Ma fuori ci finisce anche Rafael Jodar, che contro il cinese Bu riesce a mettersi in tasca la miseria di 4 game.

Berrettini, occasione persa: “Non sentivo la palla”

Berrettini ricorderà questa trasferta a Flushing Meadows come una delle più tribolate della sua carriera. Dopo la denuncia legata alle minacce ricevute da gli scommettitori, seppurlegata a fatti accaduti al Roland Garros, contro Navone il problema è stato solo di natura tennistica. Un Matteo spento, poco lucido, quasi frettoloso di voler chiudere lo scambio prima del tempo. Con 77 errori non forzati (54 col dritto), “The Hammer” s’è praticamente consegnato all’argentino, bravo a tenere la barra dritta dopo aver ceduto per 6-3 il primo parziale.

Dal secondo, l’inerzia della partita è cambiata all’istante. “Ho avuto una giornata storta, molto più di quanto potessi temere e immaginare”, ha confessa a fine serata Berrettini. “Non sentivo la palla, forse anche a causa del tasso elevato di umidità, e le luci del campo 12 erano un po’ basse. Ho faticato a trovare il campo, ma sono mancato sia sotto il punto di vista del gioco, sia dell’atteggiamento.

Non sono riuscito ad adattarmi a una condizione diversa rispetto alla prima partita: non voglio cercare alibi, ma ero sempre in ritardo sulla palla e ho fatto fatica in ogni momento dell’incontro, specie a partire dal secondo set. Navone ha meritato la vittoria, io non sono proprio riuscito a prendere campo, mi mancavano totalmente le distanze”.

Matteo c’ha provato, ma ora deve voltare pagina

Berrettini a fine partita è apparso decisamente abbattuto. “Sarà difficile riprendermi da questa sconfitta”, ha ammesso ai microfoni. Non avevo feeling, non mi sentivo bene neppure quando stavo vincendo. Ho provato a stare zitto, poi ad arrabbiarmi, a scuotermi, a parlare col mio angolo, ma non ha funzionato nulla di tutto ciò.

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Ho giocato male le palle break avute sulla racchetta e ho finito per perdere in una giornata dove poco o nulla ha funzionato. Mi porto a casa solo la certezza di averci provato, di aver lottato fino all’ultimo scambio. Avrei voluto un epilogo diverso, ma devo guardare anche al mio percorso stagionale e da dove sono partito. Ora mi prenderò un po’ di riposo, poi penseremo ai prossimi tornei”.

La famosa autostrada che s’era aperta nel tabellone dove i tanti ko. illustri (dopo Djokovic, anche Nakashima fuori) resterà tale. Anzi, diventerà la strada dei rimpianti.

Guerrieri cede a de Minaur, Passaro ko. al quinto

Berrettini contro Navone ha ceduto in quattro set per 3-6 6-3 6-4 7-6. Ne sono bastati tre ad Alex de Minaur per chiudere la bella avventura newyorchese di Andrea Guerrieri, partito dalle qualificazioni e capace comunque di tenere in campo oltre le due ore l’australiano, che s’è imposto per 6-2 6-2 6-4.

Sperava in un finale differente Francesco Passaro, che contro l’olandese de Jong era avanti al momento dell’interruzione per pioggia di martedì, ma che suo malgrado s’è visto costretto a cedere al quinto set, proprio come era successo al Roland Garros sempre contro de Jong. “Sono state due o tre partite nella stessa, visto che ci siamo fermati due volte per la pioggia e poi abbiamo ripreso il giorno dopo.

Alla fine la mia avventura a NY è stata buona: era da tanto che non vincevo tre partite di fila, ho scelto un bel posto per farlo. Rimpianti? Qualcuno si, specie nel quarto set quando ho avuto tre palle break per rientrare e non le ho sfruttate. Adesso devo concentrarmi sul mio gioco e lavorare tanto a livello fisico, cercando quella continuità che spesso mi è mancata. L’obiettivo è tornare in top 100, sono un po’ distante, ma i prossimi tornei mi serviranno per qualificarmi per il tabellone cadetto degli Australian Open”.

Jodar, che scoppola: contro Bu raccoglie appena 4 game

Se per l’Italia è stata una giornata no, per la Spagna (tolto Alcaraz) non lo è stata poi tanto meno. Con Rafael Jodar clamorosamente brutalizzato dal cinese Bu Yunchaokete (tennista peraltro di stanza ad Alicante) che gli ha lasciato in sorte appena quattro giochi (6-2 6-1 6-1) ed è diventato il primo lucky loser a entrare in un main draw slam e battere un top 15.

“Stavo bene, non c’erano segnali che potessi perdere in modo così netto, ma è successo perché il mio avversario ha giocato veramente bene. Sono giovane e nuovo a questo tipo di situazioni, quindi dovrà metabolizzare e imparare da questa lezione. Sono un essere umano, può capitare di perdere e anche in modo netto. Il vero problema sarebbe se dovesse succedere una seconda volta, perché vorrebbe dire che non avrei imparato niente…”.

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Virgilio.it

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