US Open alla marijuana, Sabalenka ferma la partita per la puzza. Giocatori in rivolta, ma la soluzione non c'è
- Postato il 5 settembre 2026
- Di Virgilio.it
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L’odore di cannabis è caratteristico, inconfondibile. Un odore forte e persistente, piacevole per i fumatori, non di certo per gli altri che la considerano – dal loro punto di vista – una puzza insopportabile. E anche quest’anno l’argomento è diventato oggetto di discussione allo US Open. Cominciano (o meglio: tornano, visto che anche negli anni scorsi è stato così) a essere tante le partite condizionate dal forte odore di marijuana in arrivo dall’esterno. Tra le tante cose a cui prestare attenzione, per i giocatori, c’è anche quella di non lasciarsi influenzare dagli aromi circostanti. Anche Aryna Sabalenka ha detto basta.
- Odore di cannabis, Aryna protesta durante il match con Rakhimova
- Marijuana, Mannarino, Pegula e Boulter infastiditi. L'ironia di Jones
- US Open, il problema non ha soluzione: "colpa" delle leggi di New York
Odore di cannabis, Aryna protesta durante il match con Rakhimova
Nel corso del match contro l’uzbeka Kamilla Rakhimova, vinto piuttosto agevolmente in due set, la Tigre di Minsk a un certo punto ha richiamato l’attenzione del giudice di sedia: “Qualcuno sta fumando erba”, ha detto Aryna avvicinandosi all’arbitro. “Non ti dà fastidio? Perché è così forte”. Il match è ripreso dopo pochi secondi (del resto, gli odori dal di fuori non sono causa di sospensione definitiva degli incontri, almeno per ora) ma sulla questione la campionessa bielorussa è tornata al termine della partita: “È un po’ complicato gestire quell’odore mentre stai cercando di competere al meglio delle tue possibilità”.
[iol_placeholder type="social_twitter" url="https://x.com/awfulannouncing/status/2095941298528432131" profile_id="awfulannouncing" tweet_id="2095941298528432131"/]Marijuana, Mannarino, Pegula e Boulter infastiditi. L’ironia di Jones
Prima di Sabalenka, altri tennisti avevano protestato per la situazione. Tra i primi a lamentarsi, l’esperto francese Adrian Mannarino, uno dei veterani del circuito ATP. Sull’argomento ha detto la sua pure Jessica Pegula, con moderazione, mentre la britannica Katie Boulter ha usato parole meno diplomatiche: “Tutto questo può essere un fattore di distrazione durante le partite”. È da alcuni anni, del resto, che il problema si ripropone. E sono sempre più i giocatori e le giocatrici in rivolta. Anche se c’è chi, come l’inglese Fran Jones, ha trovato il modo di scherzarci su: “Non bisogna stupirsi che stia giocando così bene”.
US Open, il problema non ha soluzione: “colpa” delle leggi di New York
Al problema, molto sentito dai tennisti, apparentemente non c’è soluzione. Sulle tribune di Flushing Meadows fumare è vietato, ma il centro sportivo newyorchese è situato all’interno di un grande parco di libero accesso per chiunque. Da qualche anno nella Grande Mela il consumo di marijuana è stato legalizzato a partire dai 21 anni: chiunque al di sopra di questa età, all’esterno dei campi, ha la facoltà di fumare questa sostanza. Ecco perché al problema non c’è soluzione, a differenza di altri dove i rimedi ci sarebbero. A meno che le autorità di New York non cambino o modifichino il regolamento, applicando restrizioni che però al momento non sono all’ordine del giorno.