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Urso: “Prima pietra per far diventare Brindisi polo della transizione”

  • Postato il 6 luglio 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Urso: “Prima pietra per far diventare Brindisi polo della transizione”

Il Quotidiano del Sud
Urso: “Prima pietra per far diventare Brindisi polo della transizione”

(Adnkronos) – Questa è la prima pietra di un progetto industriale che farà diventare Brindisi un polo nel campo della transizione energetica, un polo nel campo delle nuove tecnologie che servono alla riconversione industriale del nostro sistema produttivo”. Lo ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in occasione della cerimonia di posa della prima pietra del nuovo polo italiano ed europeo integrato per la produzione di batterie al litio-ferro-fosfato (LFP), realizzato da Eni Storage Systems, società di Eni Industrial Evolution e FIB (gruppo Seri Industrial), nell’area industriale Versalis di Brindisi. 

Rispondendo ai giornalisti sull’impianto di cracking, il ministro ha ricordato che “Versalis, come si era impegnata a fare nell’intesa sottoscritta da quasi tutti i sindacati oltre un anno fa, ha nominato un advisor a livello internazionale per realizzare l’attività di scouting che è necessaria a trovare eventuali investitori che intendano proseguire in questa attività”. “E noi – ha continuato Urso – stiamo facendo il resto in sede europea. Abbiamo con Germania, Francia, Paesi Bassi, Repubblica Ceca e Spagna l’alleanza strategica per la chimica per cambiare le regole europee e accompagnare e sostenere” l’industria chimica “nella dura competizione internazionale e nel tragitto verso la tecnologia green”. 

“Se l’Europa ci darà ascolto, anche in questo campo, sarà sostenibile una chimica anche di base nel nostro continente, mentre affrontiamo la grande sfida della transizione energetica e quindi anche della sostenibilità ambientale”. “Noi quando facciamo politica industriale la facciamo in Italia ma anche e soprattutto in Europa, dove ci sono le regole che molto spesso impediscono di realizzare alle nostre imprese, ai nostri Paesi, una politica industriale che consenta di produrre in Europa e quindi tutelare il lavoro europeo”. 

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