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UNICAL VOICE – Trasporti e rientri, i sedili occupati prima delle vacanze

  • Postato il 3 aprile 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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UNICAL VOICE – Trasporti e rientri, i sedili occupati prima delle vacanze

Il Quotidiano del Sud
UNICAL VOICE – Trasporti e rientri, i sedili occupati prima delle vacanze

Nei giorni prima delle vacanze, i trasporti per ritornare a casa sembrano percorrere un’odissea, rendendo i rientri degli studenti un’avventura.


C’è un momento preciso, ogni anno, in cui l’università si svuota prima ancora che inizino ufficialmente le vacanze. Non è segnato sul calendario accademico, ma si riconosce facilmente: coincide con il suono delle valigie trascinate sull’asfalto, con le pensiline affollate davanti al Ponte Bucci e con gli sguardi rivolti ai pullman che arrivano già pieni.

Nel periodo che precede la Pasqua, il ritorno diventa una corsa. I pullman si riempiono in fretta, spesso anche da giorni prima. Chi ha programmato tutto con anticipo riesce a partire senza intoppi. Gli altri restano lì, in attesa, a fare calcoli veloci: “E se il prossimo fosse di nuovo pieno?”. Spoiler: sicuramente lo è.

VACANZE, L’ODISSEA DEI BIGLIETTI DURANTE I RIENTRI

«Non ho controllato i biglietti. Finora non ne ho avuto necessità e sono rimasto a piedi», racconta Antonio, studente fuori sede rimasto in attesa di tornare dalla sua famiglia a Corigliano.
«Ho aspettato il successivo, ma anche quello era pieno e l’autista mi ha risposto che non può far viaggiare le persone in piedi per motivi di sicurezza chiaramente».
«Fortunatamente un amico di famiglia che lavora a Cosenza mi ha potuto dare uno strappo a casa intorno alle 20» continua a raccontare Antonio.

A pochi metri di distanza, però, c’è anche chi è riuscito ad evitare la stessa sorte. «Io il biglietto l’ho preso una settimana prima», spiega Martina, studentessa diretta a Isola Capo Rizzuto. «Sapevo già che sarebbe stato difficile trovarlo all’ultimo. È andata bene, ma ogni volta è lo stesso: devi pensarci con largo anticipo, altrimenti rischi di restare qui».

TRASPORTI, L’ATTESA INFINITA PER SALIRE SU UN PULLMAN

E allora succede che il viaggio inizi ancora prima di salire a bordo. Inizia nell’attesa, nella frustrazione di chi vede partire un autobus senza poterci salire, nella rassegnazione di chi capisce che dovrà aspettare ore. O magari rinunciare o addirittura farsi venire a prendere.
La questione non è nuova, ma resta in bilico. L’aumento della domanda nei periodi festivi è prevedibile, quasi matematico.

Eppure, l’offerta per alcuni studenti e fuori sede sembrerebbe non adeguarsi mai davvero. I collegamenti sembrerebbero ancora insufficienti rispetto al numero di studenti, in crescita negli ultimi anni, la maggior parte che cerca di lasciare Arcavacata nello stesso momento nelle settimane che precedono le festività.
E così, quella che dovrebbe essere una partenza semplice si trasforma in un piccolo percorso a ostacoli.

LE PRE-VACANZE DEI FUORI SEDE

La storia di Antonio racconta cosa significa viaggiare da fuori sede al Sud, divisi tra il luogo in cui si studia e quello in cui si torna, ad appena qualche chilometro di distanza.
Alla fine, qualcuno riesce a partire. Altri restano ancora qualche ora sotto quella pensilina, con il telefono in mano a controllare orari e disponibilità, sperando che il prossimo pullman abbia almeno un posto libero.
E quindi a Pasqua si torna, ma non sempre è così facile.

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