UNICAL VOICE – Siccità e crisi energetica, intervista al prof. Giuseppe Mendicino
- Postato il 14 ottobre 2026
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Il Quotidiano del Sud
UNICAL VOICE – Siccità e crisi energetica, intervista al prof. Giuseppe Mendicino
La siccità e la crisi energetica pongono sfide continue, ponendo l’accento in particolar modo sul settore agricolo e al conseguente innalzamento dei costi.
Temperature elevate, siccità e crisi energetica: il cambiamento climatico ci pone davanti a sfide quotidiane. Ne parliamo con il professor Giuseppe Mendicino, responsabile scientifico del Centro Studi per il Monitoraggio e la Modellazione Ambientale (CeSMMA) dell’Università della Calabria.
Considerate le elevate temperature che hanno caratterizzato l’estate appena trascorsa, quali potrebbero essere gli scenari futuri?
«Le prospettive richiedono attenzione. Le nostre elaborazioni stagionali hanno indicato per ottobre condizioni potenzialmente piovose, pur con le inevitabili incertezze delle previsioni a lungo termine. Le elevate temperature del Mediterraneo favoriscono la disponibilità di vapore acqueo che, in presenza di condizioni atmosferiche favorevoli, può alimentare precipitazioni intense e concentrate. Non esiste però un automatismo tra caldo estivo e alluvioni autunnali. Occorre quindi rafforzare il monitoraggio, i sistemi di allertamento e soprattutto gli interventi di prevenzione sui territori più vulnerabili».
La siccità prolungata sta compromettendo la produttività del comparto agricolo. In che modo è possibile intervenire?
«Il problema non è soltanto quanta acqua abbiamo, ma quanta riusciamo a conservare e rendere disponibile nei periodi di maggiore necessità. In Calabria dobbiamo passare dalla gestione dell’emergenza a una pianificazione della risorsa idrica: ridurre le perdite delle reti, migliorare la gestione degli invasi e valutare nuove capacità di accumulo, dove sostenibili. In agricoltura servono irrigazione efficiente, monitoraggio e strumenti previsionali a supporto delle decisioni. Lo stress idrico può inoltre rendere alcune colture più vulnerabili a parassiti e malattie».
La crisi energetica degli ultimi anni ha alimentato una forte inflazione, rendendo urgente il passaggio alle rinnovabili. In questo contesto, che ruolo strategico gioca la risorsa idrica?
«L’idroelettrico rappresenta una risorsa strategica, spesso poco valorizzata nel dibattito pubblico. La Calabria dispone già di impianti e invasi che potrebbero essere ammodernati e gestiti con maggiore efficienza. Si possono valutare anche nuovi interventi, purché compatibili con la disponibilità d’acqua e con la tutela degli ecosistemi. La sfida è integrare produzione energetica, approvvigionamento potabile e irrigazione, considerando gli scenari climatici futuri».
Secondo l’UNEP, il superamento temporaneo della soglia di 1,5 °C rispetto all’epoca preindustriale è ormai molto probabile. È ancora possibile invertire la tendenza al riscaldamento globale?
«Il sistema climatico risente delle emissioni accumulate nel passato, ma questo non significa che le temperature debbano necessariamente continuare a crescere per decenni dopo l’azzeramento delle emissioni. Raggiungendo emissioni nette di CO₂ pari a zero, insieme a una forte riduzione degli altri gas serra, il riscaldamento globale tenderebbe a stabilizzarsi. Gli oceani e il livello del mare, invece, continuerebbero a rispondere più a lungo. Per ridurre i rischi occorrono scelte politiche incisive: tagliare rapidamente le emissioni e, nello stesso tempo, adattare territori e infrastrutture. Ogni frazione di grado evitata conta».
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