UniCal, un successo la presentazione di “Affetti in saldo” a Roseto Capo Spulico
- Postato il 25 luglio 2026
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UniCal, un successo la presentazione di “Affetti in saldo” a Roseto Capo Spulico
“Affetti in saldo”, il progetto dell’Unical sulla crisi delle relazioni approda dalle aule al dibattito a Roseto Capo Spulico.
ROSETO CAPO SPULICO – Un libro nato dall’esperienza universitaria, frutto di un percorso di ricerca e formazione condiviso tra docente e studentesse, è diventato occasione di dialogo pubblico sui temi dell’educazione affettiva e della responsabilità pedagogica. Nell’Atrio Comunale di Castrum Roseti è stato presentato nella serata di giovedì Affetti in saldo, volume ideato e curato dal professore Giovanbattista Trebisacce, docente di Pedagogia Generale e Sociale dell’Università della Calabria, che ha anche coordinato la tavola rotonda con le autrici.
L’iniziativa, promossa dal Comune di Roseto Capo Spulico, ha richiamato un numeroso pubblico, confermando l’attualità di una riflessione che pone al centro la qualità delle relazioni umane in una società sempre più segnata dalla velocità della comunicazione e dalla fragilità dei legami.
Approfondimento pedagogico
Il volume rappresenta un’esperienza editoriale originale perché nasce all’interno del percorso formativo del Corso di Studio in Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche dell’Università della Calabria. Le autrici – Federica Salineto, Erica Spadafora, Serena Spezzano e Miriam Cetera – sono infatti studentesse universitarie che, sotto la guida del professore Trebisacce, hanno trasformato un lavoro di approfondimento pedagogico in un progetto editoriale capace di coniugare rigore scientifico e attenzione ai problemi della contemporaneità.
Nel corso della presentazione, Trebisacce ha illustrato la genesi del libro, spiegando come l’idea sia nata dalla convinzione che l’università debba essere non soltanto luogo di trasmissione del sapere, ma laboratorio permanente di produzione culturale, nel quale gli studenti diventinoprotagonisti attivi della ricerca e della riflessione critica. Da questa prospettiva prende forma Affetti in saldo, un’opera che affronta il tema dell’educazione sentimentale come questione decisiva per la crescita della persona e per la costruzione di una società più consapevole.
La tavola rotonda
Coordinando la tavola rotonda, il docente ha accompagnato il confronto con le autrici, mettendo in evidenza come la crisi delle relazioni affettive non rappresenti soltanto un fenomeno privato, ma una vera emergenza educativa che interpella scuola, famiglia, università e comunità. L’educazione ai sentimenti, è emerso dal dibattito, costituisce infatti una delle sfide più significative della pedagogia contemporanea, chiamata a promuovere relazioni fondate sul rispetto, sulla responsabilità e sulla reciprocità.
Le quattro autrici hanno raccontato il percorso che le ha condotte alla realizzazione del volume, soffermandosi sulle trasformazioni che investono oggi il modo di vivere gli affetti, spesso condizionati da modelli culturali improntati al consumo, all’immediatezza e alla precarietà delle relazioni. Attraverso i diversi contributi raccolti nel libro, hanno proposto una riflessione che invita a recuperare il valore della cura, dell’ascolto e della responsabilità reciproca, riaffermando la centralità della persona rispetto alle logiche dell’individualismo.
Comunità di ricerca
La discussione, sapientemente guidata da Trebisacce, ha favorito un dialogo dinamico tra le autrici e il pubblico, facendo emergere il significato più profondo dell’opera: restituire dignità educativa alla dimensione affettiva, riconoscendola come componente essenziale della formazione integrale della persona.
Particolarmente significativo è apparso il metodo che ha dato origine al volume. Affetti in saldo testimonia infatti una concezione dell’università come comunità di ricerca nella quale il rapporto tra docente e studenti si traduce in un autentico percorso di crescita condivisa. Il libro diventa così il risultato concreto di un’esperienza didattica che valorizza il protagonismo degli studenti, trasformando il sapere accademico in produzione culturale capace di dialogare con il territorio.
Il dibattito
Il dibattito finale con il pubblico ha ulteriormente confermato quanto il tema dell’educazione sentimentale coinvolga trasversalmente tutte le generazioni e quanto vi sia bisogno di occasioni di confronto capaci di mettere in relazione ricerca pedagogica, esperienza educativa e vita quotidiana.
La serata di Roseto Capo Spulico si è così conclusa con un messaggio chiaro: educare agli affetti significa educare alla libertà, alla responsabilità e alla costruzione del bene comune. E proprio in questa direzione il progetto ideato e curato da Giovanbattista Trebisacce assume un valore che va oltre la pubblicazione di un libro, configurandosi come un’esperienza di alta formazione universitaria che affida alle nuove generazioni il compito di riflettere criticamente sulle sfide educative del nostro tempo.
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