Una targa per Darja Dugina, figlia dell’ideologo di Putin: polemica a Vagli di Sotto, in Lucchesia
- Postato il 24 agosto 2026
- Cronaca
- Di Il Fatto Quotidiano
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Vagli di Sotto, 759 abitanti in provincia di Lucca, è diventato il palcoscenico di un caso politico. Domenica 23 agosto nel piccolo comune nel cuore della Garfagnana è stata inaugurata la targa omaggio al Darja Dugina, giornalista e scrittrice russa figlia dell’ideologo di Putin, Aleksandr Dugin, uccisa in un attentato a Mosca il 20 agosto 2022.
La lapide, promossa dall’associazione culturale “Cuore russo”, è stata collocata ai piedi di un monumento marmoreo dedicato ad Aleksandr Prochorenko, il militare delle forze speciali russe morto in Siria nel 2016 durante i combattimenti contro l’Isis. L’opera si trova all’interno del “Parco dell’Onore e del Disonore“, un’area verde nota per ospitare statue e monumenti fortemente divisivi, voluti nel corso degli anni dall’amministrazione locale per celebrare o condannare personaggi della storia e della cronaca contemporanea.
L’elemento che ha sollevato il maggior clamore è stata la partecipazione formale dei vertici della diplomazia del Cremlino. Alla cerimonia erano infatti presenti l’ambasciatore russo in Italia, Alexej Paramonov, e il console russo a Genova, Kirill Ignatov. La loro presenza ha conferito all’evento un carattere di ufficialità che ha travalicato i confini provinciali. Paramonov è stato autore di un intervento molto politico: “Si potrebbe supporre che il martirio di Darya Dugina sia diventato un simbolo distintivo del conflitto in corso in Europa – ha detto il diplomatico -. Da una parte, una giovane donna erudita, esperta di filosofia e proiettata verso il futuro, pubblicista, leader dell’opinione pubblica, ispirata ai valori cristiani, che parlava diverse lingue e si destreggiava con le sottigliezze di Platone e Aristotele; dall’altra, gli attuali governanti dell’Ucraina che, con l’avallo dei loro sostenitori occidentali, si richiamano a nazionalisti trogloditi, a carnefici collaborazionisti di Hitler”.
“Forse il sindaco non conosce il ruolo politico e ideologico svolto da Dugina – polemizza Azione Lucca -. Oppure, più semplicemente, sceglie di non rappresentarlo. Ed è proprio questa omissione a risultare inquietante: la depoliticizzazione di una figura eminentemente politica, trasformata dalla targa in una studiosa e in una paladina della libertà di pensiero. Una rappresentazione che, considerato il contesto, la presenza dei rappresentanti diplomatici russi e il significato assunto da Dugina nella narrazione ufficiale russa, rischia di trasformare una scelta apparentemente culturale e commemorativa in un’operazione di soft power e di legittimazione della narrazione politica del Cremlino”. “Ci chiediamo allora perché, invece di Darya Dugina – aggiunge la sezione provinciale del partito di Carlo Calenda -, non sia stata ricordata Anna Politkovskaja, la giornalista russa assassinata nel 2006, divenuta simbolo della libertà di stampa, del coraggio civile e del dissenso nella Russia di Putin”.
A promuovere l’installazione della targa è stata l’associazione culturale “Cuore Russo”, una realtà attiva nella promozione dei legami culturali tra l’Italia e la Russia, che ha trovato terreno fertile nella linea politica promossa dal sindaco Mario Puglia. “Nonostante le polemiche, noi andiamo avanti per la nostra strada – ha detto il primo cittadino, eletto nel giugno 2024 con una lista civica di centrodestra -. Vagli di Sotto ha tradizionalmente buonissimi e stretti rapporti con la Russia. Nella nostra amministrazione c’è posto per tutte le idee politiche. Il nostro è un comune libero e autonomo, pronto ad accogliere tutti”. Puglia ha annunciato inoltre che nel suo comune “sarà aperta una sede che riunirà tutte le associazioni italo-russe. L’iter è a buon punto, per fine anno ce la faremo”.
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