Una mostra a Parigi racconta il Benin con un focus sulle guerriere conosciute come Regine del Dahomey
- Postato il 7 giugno 2026
- Arti Visive
- Di Artribune
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A Parigi esiste una fondazione che ha realizzato uno degli archivi fotografici più interessanti d’inizio novecento, dedicato alle culture dell’Africa e dell’Asia. Si tratta della Fondation Albert Kahn. Situato all’interno di un bellissimo giardino botanico il Museo e Giardino Albert-Kahn è uno dei tesori botanici e culturali più affascinanti e insoliti alle porte di Parigi. Questo spazio di quattro ettari fonde una serie di spettacolari giardini storici come il Giardino Giapponese, con arbusti topiati in un tradizionale villaggio di campagna; il Giardino Inglese, con finti ruderi, prati e laghetti; il Giardino alla Francese, con roseti e alberi da frutto.
L’edificio è stato interamente rinnovato e ampliato nel 2022 dall’architetto giapponese Kengo Kuma, il quale ha creato un interessante dialogo tra l’edificio e il giardino.
Il Museo Albert Kahn di Parigi dedicato alla fotografia e alla pace nel mondo
Il museo accoglie oltre 600.000 visitatori all’anno, è dedicato alla fotografia e alla pace nel mondo. Difatti Albert Kahn, appassionato di fotografia e di etnografia, ebbe l’idea di creare un ampio archivio basato sulla convinzione che conoscere meglio altri paesi e altre culture avrebbe ridotto distanze e conflitti.
Le missioni fotografiche in terre così lontane venivano finanziate dallo stesso Khan. Siamo agli inizi del’900, epoca in cui la fotografia è ancora agli albori. Oltre alle fotografie il progetto includeva anche sequenze cinematografiche. L’impresa si interruppe con la crisi mondiale del 1929.
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L’archivio Memory of the World e la collezione Archivi del Pianeta al Museo Albert Kahn
L’immenso patrimonio visivo costituisce oggi un esempio unico, riconosciuto nel 2025 dall’UNESCO come archivio documentario Memory of the World. Il museo conserva una straordinaria collezione antropologica, chiamata gli Archivi del Pianeta (Les Archives de la Planète). Formata da 72.000 autocromie – le prime foto a colori della storia, procedimento su lastre di vetro inventato dai fratelli Lumiere – oltre a 4.000 lastre stereoscopiche, immagini in bianco e nero che ricreano un effetto tridimensionale se guardate con appositi visori. Questo nucleo costituisce la più grande collezione al mondo del genere, oltre a centinaia di filmati d’epoca.
La mostra fotografica sul Benin al Museo e Giardino Albert-Kahn
Attualmente al museo è visitabile la bellissima mostra Bénin, aller-retour (Benin, un viaggio di andata e ritorno). L’esposizione ripercorre la missione antropologica intrapresa nel 1930 nel Dahomey (l’attuale Benin) dal missionario Francis Aupiais e dal regista Frédéric Gadmer per conto degli Archivi del Pianeta. Attraverso filmati d’epoca, immagini in autocromia e oggetti storici (concessi in prestito dal Musée du quai Branly), la mostra documenta i culti voodoo e le cerimonie reali dell’epoca. Molte delle immagini sono dedicate alle famose Regine del Dahomey più precisamente, le guerriere del Regno del Dahomey (l’odierno Benin). Queste donne formavano un temuto reggimento militare d’élite, chiamato Amazzoni del Dahomey. La tradizione attribuisce la loro organizzazione alla Regina Tasi Hangbè. Questi corpi armati femminili venivano addestrati fin da giovani a sopportare il dolore, a non temere la morte e a combattere con machete, fucili e cannoni. Si votavano al celibato e obbedivano solo al sovrano. Queste figure sono state l’unico reggimento militare interamente femminile della storia moderna. Il corpo militare si sciolse definitivamente a fine ‘800, a seguito della guerra con la Francia.
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L’arte contemporanea nella mostra dedicata alle Regine del Dahomey a Parigi
Il percorso espositivo include anche le opere di artisti contemporanei beninesi come Ishola Akpo, Roméo Mivekannin, Angelo Moustapha, che offrono uno sguardo moderno e critico su questa eredità culturale, attraverso opere (molte delle quali realizzate appositamente per la mostra) che combinano pittura, fotografia, installazioni e performance, reinterpretando e dando nuova vita alle fotografie e ai film della collezione.
Claudia Zanfi
Parigi // Fino al 14 giugno 2026
Bénin aller-retour. Regards sur le Dahomey de 1930
FONDATION ALBERT KAHN, 2 Rue du Port, 92100 Boulogne-Billancourt
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L’articolo "Una mostra a Parigi racconta il Benin con un focus sulle guerriere conosciute come Regine del Dahomey" è apparso per la prima volta su Artribune®.