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Un tubo su misura

  • Postato il 10 ottobre 2026
  • Di Focus.it
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In sintesi

Generazione sintesi AI in corso…

Un tubo su misura
Entra sottile e si allarga una volta arrivato a destinazione. È il dispositivo progettato da Fraido, startup trentina, per rendere più sicura l'intubazione, cioè l'inserimento di un tubo nella trachea (il canale che porta l'aria ai polmoni) per far respirare chi non ce la fa da solo. Con il Covid ne abbiamo sentito parlare tutti, ma negli ospedali si pratica ogni giorno, in sala operatoria come in pronto soccorso. Quando c'è il tempo di studiare l'anatomia del paziente, di solito va tutto liscio. Soprattutto in emergenza, però, il passaggio può rivelarsi più stretto o tortuoso del previsto, per un corpo estraneo, un tumore, un trauma o una conformazione particolare delle vie respiratorie. In questi casi si può introdurre prima una guida flessibile e su questa far scorrere il tubo: se è troppo largo, lo si sfila e si riprova con uno più piccolo, fino a trovare quello più adatto. Ogni tentativo a vuoto può ferire la trachea e allunga il tempo in cui ai polmoni non arriva aria: si rischia l'ipossia, una carenza di ossigeno che mette in pericolo il cervello. Quanto sia delicata la manovra lo ha mostrato uno studio coordinato da ricercatori dell'Università di Milano-Bicocca su circa 3mila pazienti gravi ricoverati in 29 Paesi: quasi uno su due ha avuto almeno una complicazione seria, per lo più cali bruschi della pressione, e succedeva più spesso quando non si riusciva al primo colpo. L'idea è nata in corsia. Antonio Maria Vizioli, infermiere di pronto soccorso, quella operazione l'ha vista ripetersi molte volte. Insieme a Elia Fregonese, ingegnere dei materiali che veniva dal settore spaziale, ha brevettato un meccanismo che, con un comando, varia il diametro del condotto già inserito. «Questo consente di utilizzare un solo dispositivo», spiega Vizioli. Non si cambia più tubo, insomma: si cambia la sua misura. L'invenzione di Fraido non risolverà tutte le intubazioni difficili: in molti casi il problema è vedere l'ingresso della trachea, più che farci passare il tubo. Il progetto è ancora in fase di sviluppo. Il primo banco di prova sarà un cadaver lab, dove si fa pratica su corpi donati alla scienza: lì anestesisti e infermieri misureranno quanto tempo serve per intubare con il nuovo tubo e con quelli usati oggi. Se il confronto sarà favorevole, arriveranno le certificazioni richieste per i dispositivi medici e la produzione in serie. Solo allora potrà entrare in corsia. Del resto, la medicina usa molti altri condotti che vanno inseriti nel corpo. Per questo l'azienda ha brevettato lo stesso meccanismo anche per cateteri e drenaggi..
Autore
Focus.it

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