Un primo semestre 2026 da record per la casa d’aste Sotheby’s (hanno pure venduto il dinosauro più costoso della storia)
- Postato il 14 luglio 2026
- Mercato
- Di Artribune
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Sotheby's chiude il primo semestre 2026 con risultati straordinari, registrando crescite significative sia nei volumi di vendita che nei fatturati complessivi. La casa d'aste londinese consolida la sua posizione di leader nel mercato dell'arte, trainata da collezioni di eccezionale valore. Un evento particolarmente rilevante riguarda l'aggiudicazione di uno scheletro di dinosauro, che stabilisce un nuovo record assoluto per questa tipologia di reperti, sottolineando come il mercato del collezionismo si stia espandendo verso ambiti sempre più diversificati e affascinanti.
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È stato aggiudicato da Sotheby’s per $50,1 milioni “Gus”, uno dei più grandi e completi esemplari di Tyrannosaurus Rexmai scoperti. Dopo una battaglia di offerte di dieci minuti, il fossile si è trasformato nel più costoso dinosauro mai aggiudicato in asta, sorpassando il record precedente per la categoria, che pure apparteneva a Sotheby’s, messo a segno da “Apex”, lo stegosauro che nel 2024 aveva raggiunto quota $44,6 milioni.
Tra i top lot della Geek Week e della Natural History Auction della casa inglese, ancora in corso, Gus diventa la ciliegina sulla torta della stagione di incanti di Sotheby’s, che festeggia i risultati migliori di sempre per il primo semestre del 2026, con i risultati realizzati da gennaio a giugno in crescita netta e un fatturato da $4,4 miliardi.

Il primo semestre da record di Sotheby’s nel 2026
Una cifra da record per la casa d’aste inglese Sotheby’s, quella che vede a quota $4,4 miliardi le entrate del primo semestre del 2026, come riportato da Artnet. E un totale che segna una crescita del 58% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le vendite all’asta sono aumentate del 59%, raggiungendo $3,4 miliardi, mentre sono salite del 52% le vendite private, al loro massimo storico di $826 milioni.

I migliori risultati alle aste di Sotheby’s
A cubare per il 34% sul totale sono stati gli incanti di maggio e giugno, per circa 1,5 miliardi di dollari, grazie soprattutto all’hub di New York (oltre 908 milioni) e a quello di Londra (oltre 556 milioni) e ai munifici cataloghi single-ownerpassati dalla casa inglese, dalla collezione di Robert Mnuchin (173 milioni di dollari) alla Lewis Collection (392,6 milioni di dollari), la collezione privata più costosa mai venduta all’asta in Europa, e alla raccolta di Jean e Terry de Gunzburg (96 milioni di dollari).
Tra gli altri risultati che hanno concorso alla miglior performance di metà anno di Sotheby’s si aggiungono poi i successi degli Old Master a New York, con una sessione da $94,8 milioni, trainata da un disegno di Rembrandt da $18 milioni.
Tutte le analisi riportano la tendenza positiva del primo semestre 2026
I dati di Sotheby’s sui risultati più che positivi sui fatturati di questa prima parte del 2026 da poco conclusa confermano quelli di diverse analisi di settore, che tutte concordano sulla crescita del comparto aste da gennaio a giugno 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025 e ancor di più rispetto alle difficoltà del 2024.
Secondo il database di Artnet, le vendite di opere d’arte di Sotheby’s hanno raggiunto circa 2,3 miliardi di dollari tra gennaio e giugno, con un incremento dell’88% rispetto allo stesso periodo del 2024, quando il totale si era fermato a 1,2 miliardi di dollari, il livello più basso dall’anno della pandemia, il 2020. E le vendite globali all’asta delle “grandi tre”, Christie’s, Sotheby’s e Phillips sono aumentate del 70% su base annua nel primo semestre del 2026, raggiungendo, secondo un nuovo rapporto di ArtTactic, quota $6,8 miliardi: dopo due anni più deboli, è il miglior risultato del primo semestre dal 2022.

I risultati del primo semestre 2026 di Phillips
Anche da Phillips è stato registrato e comunicato un aumento del 60% delle vendite nel primo semestre 2026 rispetto al 2025, con un totale raggiunto di $507 milioni di dollari, in cui molto hanno inciso i record del settore degli orologi da collezione, per il quale la casa mantiene una solida leadership. Nel segmento arte, la casa, sempre secondo i dati di Artnet, ha venduto opere per circa $260 milioni nel primo semestre del 2026, con un aumento del 36,4% rispetto allo stesso periodo del 2025, ma ben lontano dalle competitor che possono contare sui capolavori del Novecento e su più lotti trofeo. Le aste di maggio di Phillips hanno registrato in ogni caso risultati abbastanza positivi: la vendita serale dedicata all’arte moderna e contemporanea, su cui Phillips ha sempre scommesso con particolare forza, ha raddoppiato il fatturato dell’anno precedente, ma con la maggior parte dei lotti coperta da garanzie.
La difficoltà dell’arte contemporanea in asta e dei lotti di fascia media
Intanto fin qui, e sulla base delle informazioni di cui disponiamo, possiamo mettere in fila i numeri sui fatturati, che d’altro canto non significa ragionare sugli utili delle case d’asta. Di certo però, il segno positivo del primo semestre 2026 evidenzia, accanto ai singoli report che nel periodo abbiamo prodotto sulle aste principali, che sui lidi degli incanti globali soffia il vento della fiducia e che compratori e venditori di arte e collezionabili sono tornati con più entusiasmo e convinzione dopo un biennio almeno di grande e lenta prudenza. Almeno sui tasselli apicali del mercato dell’arte, sui grandi e storicizzati capolavori che tornano sul mercato, perché sul resto, sull’arte più contemporanea, la musica è piuttosto diversa. Ne sa qualcosa Phillips, con i suoi numeri quasi del tutto orfani di capolavori blue-chip, e ne ha dato un’idea anche l’accoglienza tiepida della Collezione Zabludowicz, tutta votata al contemporaneo, da Christie’s, unica, per ora, a mancare all’appello dei dati sul primo semestre 2026. E che aspettiamo per fare un altro punto prima delle meritate vacanze estive.
Cristina Masturzo
L’articolo "Un primo semestre 2026 da record per la casa d’aste Sotheby’s (hanno pure venduto il dinosauro più costoso della storia)" è apparso per la prima volta su Artribune®.