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Un patto tra governo imprese e banche per superare la guerra

  • Postato il 9 maggio 2026
  • Economia
  • Di Libero Quotidiano
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  • 6 min di lettura
Un patto tra governo imprese e banche per superare la guerra
Un patto tra governo imprese e banche per superare la guerra

Concrete novità all’orizzonte non se ne vedono, il quadro complessivo dell’economia globale resta in ambasce. Il fattore energia pesa parecchio, specie in Europa, per il sistema industriale, a cominciare da quello italiano che - da sempre - paga un prezzo ben superiore a quello dei competitor europei - leggasi Francia e Germania- che godono dell’utilizzo sia dell’energia nucleare che di quella dei fossili. L’ulteriore consistente aggiustamento verso l’alto dei prezzi di gas e luce rischia di far diminuire di molto il fattore competitivo, che già non è ai livelli dei due partner continentali citati. Hanno quindi ragione il Governo e Confindustria a richiedere all’Europa di poter uscire temporaneamente dai limiti di deficit, almeno per la parte riguardante l’energia. In aggiunta alla problematica del costo energetico, si sta manifestando una riduzione particolarmente drastica della disponibilità di fertilizzanti, che va a incrementare i costi necessari per la realizzazione delle colture agricole, sia in termini di qualità che di quantità per le materie prime, da cui sta derivando una prima accelerazione dei prezzi al consumo di tutti i prodotti agricoli, aumenti di prezzo che incidono parecchio sul carrello della spesa delle famiglie, insieme alla bolletta energetica, innescando così un balzo in avanti dell’inflazione, che fa un pendant negativo col potere d’acquisto. Potere d’acquisto che stava recuperando grazie ai rinnovi contrattuali di buona parte delle categorie economiche private e pubbliche.

Agire per far fronte alla crescita inflattiva, in presenza delle storture determinate dal blocco di Hormuz, sarà molto complesso. Il derogare ai parametri di deficit stabiliti in Europa è sicuramente tra le condizioni che possono alleviare il costo della vita, ma essendo un’azione che deve essere esclusivamente di natura temporanea, per evitare sobbalzi negativi impetuosi dei mercati finanziari verso di noi, è necessario ricorrere ad ulteriori iniziative che vedano in campo non solo il Governo, ma anche le rappresentanze sindacali e datoriali, con le prime a favorire una miglior produttività e le seconde a contribuire, con i propri investimenti, al miglioramento complessivo del fare impresa. Fondamentale è poi il coinvolgimento del sistema bancario, che alla presentazione dei dati del primo trimestre, ha confermato la propria capacità di realizzare ottimi risultati, essere capitalizzata adeguatamente e riconoscere agli azionisti ricche cedole, che con la tassazione alla fonte del capital gain contribuiscono in misura rilevante agli introiti fiscali.

Fare squadra tra Governo e politica - tenuto conto di quanto possa incidere l’opposizione sui sindacati per far risalire la china delle produttività- e sistema imprenditoriale e finanziario, è la migliore delle componenti che si possa realizzare per far fronte agli effetti distorsivi innescati dalla guerra in Iran. Le condizioni per riuscire a far squadra ci sono tutte e più che mai sono necessarie per affrontare la possibile crisi, ma anche e forse soprattutto, per essere pronti a rimettere in moto una crescita che ormai difetta da molti lustri. Puntare a un Pil che supera l’1% e a un’inflazione che sta sotto il 2%, sono obiettivi indispensabili che devono ridare all’intero Paese un rilancio del proprio ruolo internazionale. Cosa che il Governo Meloni ha già fatto, almeno sotto il profilo dei conti pubblici, portando il rapporto deficit-pil prossimo al 3%.

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Autore
Libero Quotidiano

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