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Ultimo Atto, 3 assoluzioni e 4 condanne definitive per le nuove leve del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò

  • Postato il 6 ottobre 2026
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Ultimo Atto, 3 assoluzioni e 4 condanne definitive per le nuove leve del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò

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Ultimo Atto, 3 assoluzioni e 4 condanne definitive per le nuove leve del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò

La sentenza della Cassazione chiude il cerchio sul rito abbreviato del processo Ultimo Atto, scaturito da un’inchiesta sul “locale” di Cirò


CIRÒ MARINA – Diventano definitive tre assoluzioni e quattro condanne nel filone del rito abbreviato del processo “Ultimo Atto”, scaturito dall’inchiesta contro le nuove leve del “locale” di ‘ndrangheta di Cirò. La Corte di Cassazione ha chiuso il cerchio giudiziario dichiarando inammissibili i ricorsi della Procura generale di Catanzaro e di alcuni imputati, blindando così la sentenza emessa dalla Corte d’Appello. Il verdetto di legittimità cristallizza quello di secondo grado, che aveva ribaltato la posizione di tre imputati originari di Umbriatico. Assolti con formula piena perché “il fatto non sussiste” Antonio Rizzo, Domenico Rizzo e Francesco Rizzo.

IL VERDETTO DELLA CASSAZIONE

Cancellata nei loro confronti la condanna a oltre 6 anni di reclusione rimediata in primo grado per l’accusa di estorsione. La difesa, sostenuta dagli avvocati Domenico Sirianni, Francesco Sirianni e Concetta Nunnari, è riuscita a smontare la tesi delle minacce mafiose legate alla contesa di un terreno assegnato dall’Ismea.

Pene confermate per i quattro imputati condannati. Per Gianfranco Musacchio, difeso dall’avvocato Francesco Bastone, la condanna è a 6 anni di reclusione. Conferme piene anche per i nipoti dello storico boss Cataldo Marincola, Ottavio e Pino Marincola, e Giuseppe Santoro, condannati a 4 anni e 1 mese ciascuno per tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Li difendevano gli avvocati Francesco Bastone e Sergio Rotundo.

LEGGI ANCHE: Processo “Ultimo Atto”: in Appello 3 assoluzioni e una pena ridotta – Il Quotidiano del Sud

LA RIGENERAZIONE DEL CLAN

Viene sostanzialmente confermato l’impianto della sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro, che aveva scandagliato il sistema di intimidazioni imposto sul territorio, dalle pressioni sui cantieri edili della Fox alle vessazioni e ai pestaggi subiti dall’imprenditore Francesco Spataro, costituitosi parte civile e assistito dall’avvocato Dario Fabiano, costretto a pagare per le famiglie dei detenuti. Fino ai finanziamenti estorti a persone fragili e al monopolio imposto nel mercato ortofrutticolo a Torretta di Crucoli. Un quadro che conferma anche la costante capacità di rigenerazione del clan cirotano nonostante i colpi inferti in passato dagli inquirenti antimafia con la maxi operazione Stige. In primo grado è alle battute finali, davanti al Tribunale penale di Crotone, il troncone processuale del rito ordinario, pendente per 28 persone.

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