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Uiltrasporti Liguria sull’ipotesi del Mit: “No agli autisti al volante fino a 70 anni”

  • Postato il 9 ottobre 2026
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  • Di Genova24
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Uiltrasporti Liguria sull’ipotesi del Mit: “No agli autisti al volante fino a 70 anni”

Liguria. L’ipotesi avanzata dal Ministero dei Trasporti di innalzare fino a 70 anni l’età lavorativa per chi guida mezzi pesanti e autobus sta suscitando un’ondata di forte preoccupazione e un aperto rifiuto tra le organizzazioni sindacali. La proposta rischia di scaricare sui lavoratori del settore logistico e del trasporto pubblico le conseguenze di politiche previdenziali ormai inadeguate, andando nella direzione opposta rispetto alle reali esigenze di un comparto già stremato. In Liguria, territorio strategico per la presenza dei tre principali hub portuali e di un’articolata rete d’imprese di autotrasporto, il problema assume una gravità particolare.

Nella regione operano circa 5.000 camionisti con un’età media che oscilla tra i 55 e i 57 anni, una fascia anagrafica che entro il prossimo decennio raggiungerà la pensione, ponendo interrogativi indilazionabili sulla tenuta del sistema.

“Non è sufficiente affermare che restare alla guida fino a 70 anni non sarà obbligatorio”, dichiara Roberto Ciaccio di Uiltrasporti Liguria, evidenziando come se il lavoro degli autisti non viene adeguatamente riconosciuto come usurante e le pensioni non garantiscono un reddito dignitoso, il rischio concreto è che la permanenza al volante diventi un’assoluta necessità economica e un obbligo di fatto per la sopravvivenza.

La radice della sofferenza previdenziale risiede nella struttura stessa della busta paga del settore, dove un’ampia quota del reddito percepito durante gli anni di attività è rappresentata dalle indennità di trasferta. Queste somme, pur beneficiando di regimi fiscali e contributivi agevolati che sostengono lo stipendio mensile, non concorrono alla formazione del montante previdenziale, generando un divario drammatico tra la retribuzione percepita durante la carriera e l’assegno pensionistico finale. Ciaccio sottolinea come non si possa accettare che chi ha trascorso decenni sulle strade sia costretto a prolungare l’attività perché la pensione non basta per vivere, lasciando al Governo il comodo pretesto di scaricare ogni responsabilità sui medici chiamati ad autorizzare l’idoneità alla guida.

A questo si aggiunge l’aspetto cruciale della sicurezza stradale: trascurare la fatica accumulata, le notti in cabina e i turni usuranti su una rete viaria complessa come quella ligure significa mettere a repentaglio la vita dei conducenti e di tutti gli utenti della strada.

Per queste ragioni Uiltrasporti chiede alla Regione di farsi promotrice con il Ministero per l’apertura immediata di un tavolo di confronto nazionale, proponendo tre priorità irrinunciabili: il riconoscimento formale del lavoro usurante per permettere uscite anticipate, una riforma delle condizioni salariali e contributive che assicuri trattamenti dignitosi, e l’attivazione di strumenti per un effettivo ricambio generazionale capaci di attirare i giovani.

Autore
Genova24

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