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Uil Liguria: “Aurelia Bis riparte con l’ennesimo roboante annuncio ma i lavoratori sono in braghe di tela”

  • Postato il 21 aprile 2026
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  • Di Il Vostro Giornale
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Uil Liguria: “Aurelia Bis riparte con l’ennesimo roboante annuncio ma i lavoratori sono in braghe di tela”
Aurelia Bis Savona

Savona/Albisola Superiore. “È notizia di ieri che Anas e Infratech hanno svolto un sopraluogo per verificare lo stato dell’opera Aurelia Bis che, giunti a questo punto, ripartirà con i lavori in sospeso. Apprendiamo che l’ormai famigerato cantiere dell’Aurelia Bis è ai blocchi di partenza per la terza volta – tuona Antonio Sechi, segretario regionale Feneal Uil Liguria con delega al savonese – Già dalla fine di marzo, l’ottimismo regnava sovrano dopo le dichiarazioni del sottosegretario Edoardo Rixi e del sindaco di Savona Marco Russo”.

“Tutto bene, anzi benissimo se non fosse che tutti, ma proprio tutti si sono dimenticati che ICI come impresa esecutrice e Anas come stazione appaltante, oltre ad aver fatto danno a se stessi e al territorio savonese, hanno lasciato i lavoratori in braghe di tela – prosegue Sechi – Le rassicurazioni riguardanti il pagamento degli stipendi date da Anas ai sindacati e alla Regione Liguria nella persona dell’assessore Giampedrone, promotore del precedente incontro pre natalizio, sono rimaste purtroppo lettera morta”. Sono rimaste lettera morta anche le promesse di mantenere vivi i rapporti sindacali con Feneal, Filca e Fillea che più e più volte hanno sollecitato Anas ad aprire il tavolo di monitoraggio così come prevedono i protocolli sottoscritti dalla stessa Anas e Feneal, Filca e Fillea nazionali.

“La ragione per cui la Feneal chiede insistentemente e con forza di attivare il monitoraggio, è di una semplicità disarmante: la tutela dei lavoratori a cui vorremmo evitare di trovarsi ancora una volta, e sarebbe la terza, in una situazione assai sgradevole come, per esempio non percepire lo stipendio, la gratifica natalizia o le assistenze di Cassa Edile perché nessuno paga – prosegue Sechi – Di più, questa resistenza passiva al confronto con chi i lavoratori li rappresenta, impedisce di fatto di fare contrattazione d’anticipo, il che vuol dire non poter attivare la clausola sociale, discutere la possibilità di assumere maestranze del territorio, vuol dire non sapere quanti e quali lavoratori della nuova impresa saranno impiegati e su quali lavorazioni. Vuol dire ancora non discutere di sicurezza e salute, di eventuali turni di lavoro, di come si pensa di alloggiare operai e tecnici in trasferta”.

La Feneal chiede a mezzo stampa, “che pare ormai essere diventata l’unica via comunicativa, di sbloccare questa impasse e lo chiede ad Anas, ai sindaci del territorio e alla Regione Liguria”. “Sollecitiamo la Regione Liguria a farsi portavoce delle istanze di quei lavoratori che fino all’ultimo erano presenti in cantiere senza stipendio e di quelli che presumibilmente arriveranno a completare l’opera, convocando Anas, i sindacati di categoria e il Consorzio Infratech per dar seguito agli intenti più volte enunciati e rimasti, ahimè, fermi al palo. Non smetteremo di tutelare i lavoratori e di tenere alta l’attenzione su questo ed altri appalti attivi nel nostro territorio e non smetteremo nemmeno di essere cittadini ed abitanti e vigileremo sulle promesse fatte nella speranza che siano attese”, chiude Sechi.

Autore
Il Vostro Giornale

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