Ugo Foscolo. L’inquietudine dell’intellettuale moderno: progetto di Pierfranco Bruni nel Bicentenario della morte dello scrittore

“Ugo Foscolo. L’inquietudine dell’intellettuale moderno” è il nuovo lavoro curato da Pierfranco Bruni in occasione del Bicentenario della morte di Ugo Foscolo. Un progetto che indaga la modernità del poeta e l’eresia del rivoluzionario, collocandolo in una dimensione che supera l’Illuminismo, va oltre il Romanticismo e anticipa il tragico del Novecento, sul piano letterario e filosofico.

Un lavoro articolato che pone al centro Ugo Foscolo come figura dell’inquietudine moderna, inserita in un contesto post-illuminista, capace di rompere gli schemi della Ragione e di rappresentare una forma nuova di intellettuale eretico e libero.
Pierfranco Bruni sottolinea:
«Ugo Foscolo è un eretico rivoluzionario. Il dolore dell’inquietudine non vive solo nelle sue pagine, ma soprattutto nella sua vita, segnata da un continuo essere Ulisse in fuga».
La rivoluzione e l’eresia diventano così un binomio interpretativo essenziale per leggere Foscolo nella sua attualità: tra il superamento dell’Illuminismo e la rappresentazione moderna dell’intellettuale rivoluzionario.
Il progetto, intitolato “Ugo Foscolo. L’inquietudine dell’intellettuale moderno”, si sofferma sul rapporto tra modernità e inquietudine, sul superamento delle forme illuministiche e sulla dimensione eretica del pensiero rivoluzionario.

Il tema centrale riguarda il ruolo svolto da Foscolo a partire dall’ode A Luigi Pallavicini, passando per Bonaparte liberatore, fino a Dell’origine e dell’ufficio della letteratura, toccando anche i saggi su Petrarca, Boccaccio e Dante.
Ma è soprattutto l’impegno che emerge dalle Ultime lettere di Jacopo Ortis a diventare il fulcro attorno al quale ruota la visione post-illuminista e oltre-romantica, in una prospettiva profondamente risorgimentale e rivoluzionaria.
«Su questi aspetti – osserva Pierfranco Bruni, scrittore e Vicepresidente nazionale del Sindacato Libero Scrittori Italiani – lavoro sulla storia delle idee e sui temi letterari e storici, in un percorso che va oltre le forme didattiche e scolastiche».
«È un saggio – aggiunge Bruni – fortemente legato anche a elementi filosofici, attraverso i quali cerco di mostrare come Foscolo vada oltre l’Illuminismo e segni l’inizio di una decadenza post-rinascimentale, fino a toccare l’estetica e l’inquietudine dannunziana».
Il legame tra Foscolo e D’Annunzio diventa infatti uno dei perni fondamentali del progetto.
La figura e l’opera di Ugo Foscolo, nato a Zante nel 1778 e morto a Turnham Green nel 1827, rappresentano per Pierfranco Bruni il fulcro di un inquieto decadentismo e dell’uomo completamente libero ed eretico, capace di spezzare tanto l’Illuminismo quanto il Romanticismo, per collocarsi nel cuore della modernità.
«Sull’inquietudine della modernità – chiarisce Bruni – si scava nei testi di Foscolo ed emerge un autore nostro contemporaneo, anticipatore della tragedia nicciana. Un Ulisse in costante fuga, non in viaggio: una fuga esistenziale, metafisica e geografica».
Uno scrittore, dunque, sospeso tra poesia e filosofia.

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Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.

Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.

Incarichi in capo al Ministero della Cultura:

Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;

Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;

Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.

È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.

Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.

Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.

Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
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