Il fascino intramontabile di Casanova: incontro al Teatro Morlacchi di Perugia
- Postato il 8 febbraio 2026
- Antropologia Filosofica
- Di Paese Italia Press
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PERUGIA, 9 febb. 2026 – Il fascino intramontabile di Giacomo Casanova ha trovato casa, per una sera, nel cuore culturale del capoluogo umbro. Nel suggestivo Foyer del Teatro Morlacchi, la presentazione del volume “In orizzonte di tempo. Una vita da Casanova” (Edizioni Solfanelli) si è trasformata in un evento corale che ha saputo scardinare i cliché sul seduttore veneziano, restituendo al pubblico la figura di un intellettuale poliedrico e modernissimo.
A guidare l’incontro con una conduzione dinamica e coinvolgente è stata la curatrice del volume, Franca De Santis. Lungi dall’essere una presentazione statica, la serata ha vissuto del dialogo costante con il pubblico: la De Santis ha saputo sollecitare la platea, rendendo le osservazioni dei presenti parte integrante della narrazione. Il risultato è stato un dibattito fluido, dove il confine tra relatori e spettatori si è assottigliato in favore di un arricchimento reciproco.
L’attenzione si è focalizzata con forza sul saggio introduttivo di Pierfranco Bruni * Direttore Scientifico dell’opera. La sua analisi ha fatto da bussola all’intero incontro, definendo Casanova non come un semplice avventuriero, ma come un uomo che ha abitato il suo tempo con una profondità filosofica rara. Un Casanova “esistenzialista” ante litteram, capace di trasformare ogni esperienza in un’indagine sul senso della vita.

Gli interventi: dal gusto al mito letterario
Il volume è stato sviscerato attraverso tre angolazioni diverse e complementari:
* Cibo e Seduzione: Roberta Mazzoni ha affascinato la platea esplorando l’intimo legame tra gastronomia e sessualità. Per Casanova, la tavola era il palcoscenico del desiderio: un rito fatto di sapori e profumi che preparava il terreno all’unione dei corpi, elevando il piacere sensoriale a forma d’arte.
* Casanova vs Don Giovanni: Gioia Senesi ha tracciato una linea netta tra la figura storica di Casanova e il mito letterario del Don Giovanni attraverso la forma romanzata. Se il Don Giovanni è il simbolo della conquista seriale e distruttiva, il Casanova della Senesi emerge come un uomo capace di autentica partecipazione emotiva, un amante della vita in ogni sua sfumatura.
* Le tappe italiane e il legame con Napoli: Pasquale Guerra ha invece ripercorso i viaggi dell’avventuriero lungo la Penisola, accendendo un riflettore particolare sui soggiorni a Napoli. Guerra ha descritto un Casanova profondamente influenzato dalla vitalità partenopea, trovando in quella città un’affinità elettiva fatta di ingegno, luce e complessità sociale.
Un tricentenario che guarda al futuro

L’evento di Perugia conferma l’importanza di tornare a leggere i classici e le figure storiche con occhi nuovi. Grazie al lavoro della curatrice e dei saggisti coinvolti, Giacomo Casanova smette di essere una macchietta settecentesca per diventare un compagno di viaggio necessario per comprendere le contraddizioni e i desideri dell’uomo contemporaneo.
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Pierfranco Bruni è nato in Calabria. Archeologo, direttore del Ministero dei Beni Culturali e, dal 31 ottobre 2025, membro del CdA dei Musei e Parchi Archeologici di Melfi e Venosa, nominato dal Ministro della Cultura; presidente del Centro Studi “Francesco Grisi” e già componente della Commissione UNESCO per la diffusione della cultura italiana all’estero.
Nel 2024 è stato Ospite d’onore per l’Italia per la poesia alla Fiera Internazionale di Francoforte e Rappresentante della cultura italiana alla Fiera del libro di Tunisi.
Incarichi in capo al Ministero della Cultura:
Presidente Commissione Capitale italiana città del Libro 2024;
Presidente Comitato Nazionale Celebrazioni centenario Manlio Sgalambro;
Segretario unico comunicazione del Comitato Nazionale Celebrazioni Eleonora Duse.
È inoltre presidente nazionale del progetto “Undulna Eleonora Duse” e presidente e coordinatore scientifico del progetto “Giacomo Casanova 300”.
Ha pubblicato libri di poesia, racconti e romanzi. Si è occupato di letteratura del Novecento con studi su Pavese, Pirandello, Alvaro, Grisi, D’Annunzio, Carlo Levi, Quasimodo, Ungaretti, Cardarelli, Gatto, Penna, Vittorini e sulle linee narrative e poetiche del Novecento che richiamano le eredità omeriche e le dimensioni del sacro.
Ha scritto saggi sulle problematiche relative alla cultura poetica della Magna Grecia e, tra l’altro, un libro su Fabrizio De André e il Mediterraneo (“Il cantico del sognatore mediterraneo”, giunto alla terza edizione), nel quale esplora le matrici letterarie dei cantautori italiani e il rapporto tra linguaggio poetico e musica, tema che costituisce un modello di ricerca sul quale Bruni lavora da molti anni.
Studioso di civiltà mediterranee, Bruni unisce nella sua opera il rigore scientifico alla sensibilità umanistica, ponendo al centro della sua ricerca il dialogo tra le culture, la memoria storica e la bellezza come forma di identità.
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