Ufficiale ligure bloccato sulla nave a Doha, Francesco Genesio attraversa lo Stretto di Hormuz: “Passaggio rischioso, ma è la fine di un incubo”
- Postato il 20 aprile 2026
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- Di Il Vostro Giornale
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Borghetto Santo Spirito. “L’incubo è finito”. Così Francesco Genesio, 24enne di Borghetto Santo Spirito che attualmente lavora come secondo ufficiale di navigazione su una nave da crociera rimasta a lungo bloccata nel porto di Doha a causa del conflitto in corso nella regione, ha voluto comunicare a IVG il passaggio dello Stretto di Hormuz.
Il passaggio è avvenuto nella serata del 18 aprile, quando la nave è partita dal porto di Doha in direzione dello Stretto di Hormuz “approfittando della temporanea riapertura al traffico commerciale. La mattina del 19 aprile ci siamo ricongiunti, al largo di Abu Dhabi, con altre navi da crociera rimaste bloccate nel Golfo, tra cui la MSC Euribia, e con alcune portacontainer della Mediterranean Shipping Company. Insieme abbiamo deciso di organizzare un transito congiunto”.
Gli equipaggi hanno scelto di seguire una rotta meridionale “mantenendoci all’interno delle acque territoriali dell’Oman, a circa sei miglia dalla costa, evitando le rotte obbligatorie indicate dall’Iran a nord dell’isola di Larak. Una decisione rischiosa, ma che si è rivelata determinante“.
“A circa dieci miglia dall’ingresso dello stretto abbiamo ricevuto sul canale radio una comunicazione attribuita al Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che annunciava la chiusura immediata dello stretto a qualsiasi tipo di nave e nazionalità, minacciando la distruzione di chiunque avesse tentato il passaggio“.
Una minaccia che tuttavia non li ha fatti desistere: “Nonostante l’avvertimento, abbiamo proseguito mantenendo calma e lucidità, portando la velocità fino a circa 20 nodi insieme alle altre quattro navi del convoglio. Durante il transito abbiamo captato comunicazioni radio di una portacontainer battente bandiera francese che chiedeva agli iraniani di cessare il fuoco, dichiarando di essere in fase di manovra per obbedire agli ordini ricevuti. Abbiamo ricevuto a nostra volta diversi tentativi di contatto radio da parte iraniana, ai quali abbiamo scelto di non rispondere per motivi di sicurezza”.
Nella fase finale del passaggio, un drone ha colpito il mare a circa 20 metri dalla nave di Francesco, per fortuna “senza provocare danni. Dopo circa tre ore di navigazione ad alta tensione, siamo riusciti a completare il transito dello stretto”.
“Abbiamo attraversato lo Stretto di Hormuz nonostante la sua chiusura al traffico: un passaggio estremamente rischioso che ha segnato la fine di giorni di incertezza e pressione” conclude il giovane ufficiale.