Uefa e Infantino, scontro totale. Le federazioni europee: “Boicottaggio delle competizioni Fifa”
- Postato il 30 luglio 2026
- Di Panorama
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Guerra totale tra Uefa e Fifa. Il piano del presidente della confederazione mondiale di privatizzare la Coppa del Mondo, cedendo una quota rilevante di una nascente società in cui concentrare tutti i ricavi commerciali, ha compattato l’Europa del pallone fino ad arrivare alla minaccia più grave: boicottare tutte le competizioni organizzate da Zurigo con l’ipotesi di arrivare fino al Mondiale del 2030.
La decisione è stata presa all’unanimità in una riunione d’urgenza che la Uefa ha convocato chiamando tutti le 55 federazioni. Nessuna si è sottratta. Ne è uscito un documento durissimo nella forma e nella sostanza che apre ufficialmente la guerra tra Aleksandr Ceferin, presidente della Uefa, e Gianni Infantino. Sullo sfondo anche la possibilità che la stessa Uefa presenti un suo candidato alle prossime elezioni di marzo 2027 in cui Infantino punta a ottenere il terzo e ultimo mandato.
Ecco il comunicato della Uefa contro il piano di Infantino
Ecco il testo approvato dalle federazioni europee e pubblicato dalla Uefa al termine del meeting d’emergenza sul piano Infantino: “La Uefa le sue 55 federazioni affiliate sono unite. Respingiamo all’unanimità e senza riserve la proposta della Fifa di trasferire la proprietà della Coppa del Mondo e di altre competizioni Fifa a investitori privati. La Coppa del Mondo non può essere trattata come un prodotto di investimento. È una delle più grandi eredità sportive del calcio. È stata costruita nel corso delle generazioni da giocatori, nazionali e tifosi di ogni continente.
Nessuna parte di essa dovrebbe mai essere ceduta a investitori privati. La Coppa del Mondo non è in vendita. È irresponsabile e indifendibile che una proposta di tale importanza per il calcio sia stata concepita in segreto e portata quasi all’approvazione senza alcuna consultazione significativa con coloro a cui è affidata la gestione di questo sport. Non si tratta solo di una grave mancanza di leadership, ma di una vera e propria abdicazione al dovere della Fifa di custode del calcio mondiale. Le federazioni nazionali di tutto il mondo si trovano ora di fronte a un ultimatum: accettare l’irreversibile acquisizione delle più grandi competizioni calcistiche o subirne le conseguenze. Questa non è una “decisione democratica”, ma un governo basato sull’intimidazione, un atto di coercizione indegno di un’istituzione a cui è affidata la tutela del calcio mondiale. Ma la nostra opposizione va ben oltre la procedura.
Nel momento in cui investitori esterni acquisiscono quote di proprietà nelle competizioni Fifa, il calcio cambia per sempre. Il profitto commerciale diventa un obbligo permanente. Le aspettative degli investitori diventano una pressione quotidiana. Da quel momento in poi, ogni decisione sul calendario internazionale, ogni decisione sui formati delle competizioni e ogni decisione che plasma il futuro del calcio non è più guidata da ciò che meglio serve al gioco, ma da ciò che meglio serve agli azionisti. Questo modello non ha posto nel calcio mondiale. Il futuro del calcio non può essere dettato dalle aspettative di coloro il cui primo dovere è massimizzare il profitto finanziario. Né gli interessi delle federazioni nazionali, delle leghe, dei club, dei giocatori e dei tifosi possono essere subordinati ai profitti degli investitori. Il calcio non può ipotecare il proprio futuro per un guadagno finanziario. La posizione dell’Europa è chiara.
Non daremo mai legittimità a questo modello. Nessuno ha l’autorità morale per vendere ciò che detiene in custodia per la prossima generazione. A seguito della discussione odierna, nessuna nazionale Uefa parteciperà ad alcuna competizione Fifa finché queste proposte rimarranno in piedi, a meno che non vengano abbandonate nella loro interezza e non vengano fornite garanzie vincolanti che la Fifa non aprirà mai più la sua governance o le sue competizioni alla proprietà privata. Nessuno deve avere dubbi: la Uefa e le sue federazioni nazionali si opporranno a questi piani con assoluta determinazione. Ci sono momenti in cui le istituzioni non vengono giudicate da ciò che sono disposte ad accettare, ma da ciò che si rifiutano di compromettere. Questo è uno di quei momenti. Alcune cose sono semplicemente troppo importanti per essere vendute. La Coppa del Mondo Fifa appartiene al calcio. Appartiene per sempre. E finché l’Europa avrà voce in capitolo, non sarà mai in vendita”.