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Ucraina, la prima potenza militare europea: quali sono le tecnologie a cui Israele e Usa vogliono ispirarsi

  • Postato il 25 maggio 2026
  • Di Panorama
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Ucraina, la prima potenza militare europea: quali sono le tecnologie a cui Israele e Usa vogliono ispirarsi

Le forze armate ucraine sono oggi la prima potenza europea e gli Stati Uniti, insieme con Israele, stanno cercando di finalizzare nuovi accordi per la fornitura di armi per integrare la tecnologia ucraina dei droni nelle rispettive Forze Armate. Del resto, escludendo la deterrenza nucleare francese, a causa della guerra contro la Russia nessun altro esercito come quello di Kiev ha subito una trasformazione così radicale. Si pensi soltanto al fatto che le forze di Zelensky sono passate dall’essere dotate di mezzi risalenti agli ultimi anni di produzione dell’Urss alle più moderne armi disponibili e a maturare sulla loro pelle le esperienze operative. Non sorprende quindi che la scorsa settimana alti funzionari della Casa Bianca abbiano pubblicamente elogiato le forze armate ucraine ritenendole superiori per capacità a tutte quelle degli alleati europei e, in alcuni casi, addirittura davanti agli Stati Uniti stessi.

Le forze armate ucraine sono “le più forti e potenti di tutta Europa”, ha dichiarato la scorsa settimana il Segretario di Stato Marco Rubio, citando un rapporto sulle perdite dell’esercito russo e l’adattamento sul campo di battaglia calcolato dall’inizio della reazione ucraina all’invasione. “La necessità di combattere la guerra”, ha affermato Rubio, “ha spinto gli ucraini a sviluppare nuove tattiche, attrezzature e tecnologie che stanno creando una sorta di guerra asimmetrica ibrida”. A rafforzare le sue parole, quelle del Segretario dell’Esercito Usa Dan Driscoll, il quale ha dichiarato alla Commissione per le Forze Armate del Senato che l’Ucraina ha integrato droni, sensori e armi in un’unica rete di comando che si estende lungo tutto il fronte, mentre i sistemi dell’esercito statunitense rimangono “compartimentati, isolati e inefficaci contro le minacce moderne”.

Come funziona la rete dati di Kiev

Driscoll ha puntualizzato: il sistema operativo comune ucraino chiamato Delta per il comando e controllo è ad architettura aperta ed è assolutamente incredibile. Integra completamente ogni singolo drone, sensore o piattaforma di tiro in un’unica rete. Il nostro non ancora.” Questa ammissione è storica, anche perché è l’esatto opposto di quanto andava affermando l’Amministrazione Trump 2 poco dopo il suo insediamento, ovvero che Kiev non aveva carte da giocare. Non soltanto: Washington affermò di non avere bisogno dell’aiuto ucraino per la difesa dai droni e che in fatto di sistemi a pilotaggio remoto gli Usa ne sapevano più di chiunque altro avendo a disposizione i migliori droni al mondo.

Ciò che invece non era stato compreso è che una cosa sono i grandi droni armati che operano su lunghe distanze e da altissima quota, ma tutto un altro scenario è quello dei piccoli Uas che combattono negli scenari urbani o nelle trincee. L’ispettore generale del Ministero della Difesa ucraino nonché funzionario che ha supervisionato lo sviluppo di Delta, Yuri Myronenko, ha affermato ai microfoni della testata Military Times: “Delta è uno dei migliori sistemi perché, fin dall’inizio, è stato creato per questa guerra con i droni: integrato con sistemi di guerra elettronica, rilevatori, artiglieria. E poi abbiamo tutti i dati da cui impariamo. È diventata la guerra dei dati”.

Nei primi giorni di maggio l’esercito Usa e una coalizione di aziende statunitensi del comparto Difesa, tra le quali Anduril, Boeing, Lockheed Martin, Perennial Autonomy e Rtx, hanno annunciato di aver costruito attorno alla stessa architettura di Delta dei sistemi aperti che consentono al sistema ucraino di integrare nuovi strumenti man mano che gli ingegneri li sviluppano. Diverse di queste aziende hanno già testato i loro sistemi sul fronte ucraino, dove la guerra è diventata il banco di prova più importante per le tecnologie occidentali di droni e anti-droni.

Per gli Usa una lezione d’umiltà

Quanto accade è un vero ribaltamento della situazione rispetto a come veniva dipinta fino a poco tempo fa, quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ribadiva agli alleati europei che la difesa del continente fosse un loro problema e non di Washington e che la Nato era un debitore degli Stati Uniti piuttosto che un partner. La realtà si è rivelata molto diversa: già dallo scorso anno il Pentagono agiva nella direzione opposta: le forze statunitensi schierarono un sistema anti-drone ucraino per intercettare gli attacchi degli Shahed iraniani contro un’installazione americana in Arabia Saudita, e ufficiali militari ucraini si recarono sul posto per addestrare i colleghi americani all’uso di questa tecnologia.

Oggi lungo il fronte le operazioni offensive dell’Ucraina superano quelle russe. Questa frase è stata pronunciata la scorsa settimana dal comandante in capo, il generale Oleksandr Syrskyi, il quale ha sottolineato come le perdite subite dall’esercito di Mosca siano ormai largamente superiori a quelle ucraine. Dal 2024 il sistema Delta è diventato il primo tra quelli da combattimento ucraini a superare un audit di sicurezza informatica secondo gli standard Nato. Da allora, Kiev ha integrato nell’ecosistema di battaglia un modulo di controllo missione che registra ogni sortita del drone: tipo, punto di lancio, rotta, missione ed esito, inviando i dati ai comandanti e registrando e analizzando tutte le informazioni. La piattaforma conta ora 270.000 utenti registrati e viene perfezionata quotidianamente per facilitarne l’uso e integrarla al meglio con gli strumenti in prima linea.

Link video: https://youtu.be/SerHyei8sqc?si=Ph2ILBVlQ7CXKhET

Autore
Panorama

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