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Ubaldo Pantani racconta Gineprio: "Ecco a chi mi sono ispirato"

  • Postato il 10 maggio 2026
  • Spettacoli
  • Di Libero Quotidiano
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  • 7 min di lettura
Ubaldo Pantani racconta Gineprio: "Ecco a chi mi sono ispirato"
Ubaldo Pantani racconta Gineprio: "Ecco a chi mi sono ispirato"

Quarantaquattro anni, illibato, goffo, un anti-divo, un po’ Forrest Gump e un po’ Fantozzi. Eppure Gineprio, con la sua semplicità, gli abiti che vanno dal grigio cenere al grigio topo, il motto «sono a posto così», ha conquistato l’Italia. Il personaggio, inventato da Ubaldo Pantani e lanciato dalla Gialappa’s ogni lunedì su Tv8, è la rivincita degli umili. «Un tipo normale, canto nel coro di Sant’Ivano da Greminia»: così si descrive. Pantani, che tutti conoscono per la parodia di Lapo Elkann e Pier Silvio Berlusconi, tra le tante, racconta come nasce Gineprio.

Chi l’ha ispirato? C’è qualcosa di autobiografico?
«È nato su commissione. Serviva un personaggio nuovo per fare Ultimo appuntamento (lo sketch comico che racconta appuntamenti disastrosi, ndr). Avevo tirato fuori Sciatto dopo 20 anni, uno dei miei primi personaggi, molto fortunato, che sul tema dell’amore aveva un approccio diverso, era un praticante dell’amore meretricio, un vitellone romagnolo. Per contrasto, ho preso una figura realmente esistente, un mio amico, di cui non faccio né nome né cognome, che ha l’inflessione dialettale toscana che lambisce la Liguria; così è nato questo personaggio in cui un po’ tutti gli uomini si ritrovano, quando cedono con le armi deposte alla bellezza femminile».

Gineprio non arriva mai a “concludere” ma si emoziona molto.
«“Sono a posto così”, il suo motto, è un inno alla libertà, una specie di “chi si accontenta gode”. Un motto che ha preso piede con successo anche in altri ambienti, come quello sportivo: vedo in giro sul web tanti meme, è davvero un fenomeno».

Gineprio è un personaggio quasi letterario.
«Attinge al cliché della commedia romantica, come 40 anni vergine, alla letteratura cinematografica. C’è un grosso lavoro sul corpo, sulla camminata dondolante che un po’ ricorda il Robertino di Paolantoni. Parlando con lui, mi ha confermato che ha attinto al cliché del bamboccione, al goffo. Era molto divertito da Gineprio».

È vero che a Sanremo, quando ha co-condotto una serata nei panni di Lapo Elkann, la gente ha chiesto di Gineprio?
«Una grossa soddisfazione, ero molto emozionato quando verso la fine dell’intervento ho deciso di citarlo, d’accordo con Conti. È stato un azzardo, Carlo si è fidato. Appena ho fatto Gineprio hanno riso tanto. Dietro le quinte c’era Marco Santin della Gialappa’s: ci siamo abbracciati, abbiamo condiviso quel momento, non immaginavamo tale riscontro».

È stato lì a Sanremo che avete deciso di “promuovere” Gineprio: non più solo uno dei personaggi ma protagonista assoluto di un documentario sudi lui?
«No, avevamo deciso prima. Noi programmiamo con grandissimo anticipo, per esempio il “mio” Pier Silvio Berlusconi sarebbe dovuto partire l’anno precedente».

Dove arriverà il nostro eroe?
«Per ora, autocitandosi, è a posto così, poi valuterà le proposte, il successo non ha età. Sta piacendo sia ai bambini, che non sanno leggere tutte le sfumature del personaggio, ai signori di una certa età. L’ho scoperto andando al tennis club».

La sua donna ideale chi è? «Per lui le donne sono tutte Beatrice». Prima o poi andrà “in gol”?
«Vediamo, stiamo vagliando varie opzioni. Ma Gineprio c’è».

Ubaldo, visto che lei va sempre a Che tempo che fa nei panni di Lapo Elkann, proporrà anche una incursione di Gineprio?
«Gineprio sta bene dove è... per valorizzarlo serve il contesto giusto. Casa sua, televisivamente parlando, è il GialappaShow».

Qual è il segreto del suo lungo sodalizio coi “Gialappi”?
«Sono formidabili, come il Mago Forest. Individuare un talento comico è il loro segreto, lavoriamo insieme da oltre 20 anni ed è sempre un piacere. I primi personaggi? Jonathan del Grande Fratello e Sciatto. Quando mi invitano a un progetto dico sempre ok, senza sapere i dettagli. Il rapporto è così».

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Autore
Libero Quotidiano

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