Tutti pronti per il ritorno a scuola, ma gli allievi in Basilicata sono sempre meno
- Postato il 14 settembre 2026
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Tutti pronti per il ritorno a scuola, ma gli allievi in Basilicata sono sempre meno
Tutti pronti per il ritorno a scuola, ma gli allievi in Basilicata sono sempre meno. Sono 63.595 i ragazzi iscritti, 1.839 in meno rispetto all’anno precedente. Perse circa 4mila unità in due anni, lo spopolamento si fa sentire. La Provincia di Potenza: «No ai tagli, potenziamo i servizi». Famiglie in difficoltà.
Pronti a tornare in classe. In alcune regioni (Veneto, Valle d’Aosta, province di Trento e Bolzano) l’hanno già fatto, in altre (Friuli Venezia Giulia, Liguria, Marche, Molise, Piemonte e Umbria e Lombardia) si parte oggi, domani toccherà a Calabria, Campania, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Toscana. E mercoledì 16 settembre la campanella suonerà anche per studenti e docenti della Basilicata (in qualche istituto la partenza è stata però anticipata a oggi), come per quelli di Abruzzo e Sardegna, con un giorno d’anticipo rispetto alla Puglia.
IL CALO DEMOGRAFICO E I DATI SULLE ISCRIZIONI NELLE SCUOLE LUCANE
Una partenza, in Basilicata, caratterizzata ancora una volta dalla riduzione della popolazione scolastica. Per l’anno 2026/2027, nelle scuole lucane risultano iscritti infatti 63.595 studenti, 1.839 in meno rispetto ai 65.434 dell’anno precedente. Un calo pari al 2,8%, che conferma una tendenza ormai strutturale se si considera anche i 1.983 alunni persi nello scorso anno scolastico. A conti fatti, in due anni il sistema scolastico regionale ha visto diminuire i propri iscritti di circa quattromila allievi. Stando ai dati dell’Ufficio scolastico regionale lucano, diretto da Anna dell’Aquila, dei 63.595 studenti complessivi, 39.434 frequentano istituti della provincia di Potenza e 24.161 quelli della provincia di Matera. Le classi saranno complessivamente 3.964: 2.539 nel Potentino e 1.425 nel Materano. Quanto agli organici, sono 699 le assunzioni a tempo indeterminato effettuate per il nuovo anno scolastico. Riguardano 579 docenti e 120 addetti di personale Ata. Nelle scuole lucane operano 10.169 insegnanti, 6.528 in provincia di Potenza e 3.641 in quella di Matera. Il personale Ata ammonta a 2.730 unità.
RITORNO SCUOLA BASILICATA: LA DISTRIBUZIONE NEI VARI ORDINI DI STUDIO
Il calo degli studenti tocca già i primi livelli dell’istruzione. Nelle 499 sezioni della scuola dell’infanzia sono iscritti 8.443 bambini, 5.172 nel Potentino e 3.271 nel Materano: 528 in meno. Gli alunni della scuola primaria sono invece 18.430 in 1.218 classi: 11.577 studenti e 800 classi in provincia di Potenza, 6.853 e 418 nel Materano. Nella scuola secondaria di primo grado gli iscritti sono 12.022 in 744 classi. Sono invece 24.700 gli studenti che frequenteranno gli istituti secondari di secondo grado. Gli alunni con disabilità sono 2.479.
LE REAZIONI ISTITUZIONALI E IL CONFRONTO SUL DIMENSIONAMENTO
«La risposta a questa flessione non può essere un taglio ai servizi; serve invece il coraggio di investire proprio laddove si riscontrano maggiori difficoltà», ha detto il presidente della Provincia di Potenza, Christian Giordano, dopo l’incontro svoltosi nella sala consiliare alla presenza del direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale Anna dell’Aquila. La Provincia, in vista della proposta di piano di dimensionamento della rete scolastica per l’anno 2027/2028, ha portato avanti la fase di concertazione territoriale. Sindaci, dirigenti scolastici, parti datoriali e sindacati si sono così riuniti con l’obiettivo di rispondere alle esigenze del territorio. Nel corso del confronto è emersa la necessità di potenziare, da parte degli enti preposti, il trasporto pubblico locale e di attuare una strategia concreta per favorire l’inserimento degli studenti nel mondo del lavoro.
.Il metodo è stato «apprezzato» dalla Uil Basilicata e dalla Uil Scuola Rua, perché si è «scelto di mettere al centro il confronto e la concertazione». «Non possiamo parlare di scuola e diritto allo studio senza parlare di infrastrutture e mobilità – affermano Diego Sileo, segretario organizzativo Uil Basilicata, e Luigi Veltri, segretario generale Uil Scuola Rua Basilicata –. Un ragazzo che vive in un’area interna deve poter raggiungere la propria scuola in tempi e con collegamenti adeguati, così come un docente deve poter svolgere il proprio lavoro senza essere penalizzato dalle difficoltà di collegamento. Per questo scuola, trasporti e viabilità devono essere considerati parte della stessa strategia territoriale».
RITORNO SCUOLA BASILICATA : IL MONITO DEI SINDACATI E LA PROPOSTA DEL TAVOLO REGIONALE
«Dopo le culle vuote arrivano le aule vuote – aggiunge Vincenzo Tortorelli, segretario generale della Uil Basilicata -, E quando diminuiscono bambini e studenti, qualche anno dopo diminuiscono anche giovani, lavoratori, famiglie, competenze e capacità di un territorio di costruire il proprio futuro».
Per la Uil Basilicata, scuola, demografia e lavoro non sono tre dossier separati: sono la stessa questione. «Se perdiamo quasi 4.000 studenti in due anni – continua Tortorelli – dobbiamo chiederci cosa accadrà tra dieci o quindici anni al nostro sistema produttivo, alla sanità, ai servizi, ai comuni delle aree interne e alla sostenibilità complessiva della regione». Per questo la Uil Basilicata «rinnova alla Regione la proposta di istituire un Tavolo regionale per la questione sociale, coinvolgendo organizzazioni sindacali, sistema delle imprese, autonomie locali, mondo della scuola e dell’università e rappresentanze della società lucana».
IL MESSAGGIO DELL’ARCIVESCOVO DAVIDE CARBONARO
Ma, tornando al suono della campanella, anche quest’anno, monsignor Davide Carbonaro, arcivescovo metropolita di Potenza-Muro Lucano-Marsico Nuovo, ha voluto rivolgere un augurio a studenti e operatori scolastici. «Lo scorso anno ho avuto la possibilità di entrare in molte scuole del nostro territorio, di incontrare studenti, docenti, dirigenti, personale scolastico – spiega l’arcivescovo nel suo messaggio -. Porto con me soprattutto i volti, le domande, le parole scambiate, anche quelle nate quasi per caso nei corridoi o al termine di un incontro. Visitare una scuola significa accorgersi subito che essa non è fatta anzitutto di edifici, programmi, orari. È fatta di persone che ogni mattina si ritrovano, si cercano, qualche volta si evitano, imparano a conoscersi. Proprio da quegli incontri nasce l’augurio che desidero consegnarvi all’inizio di questo nuovo anno scolastico».
È un messaggio che intende sottolineare l’importanza della «relazione». Perché, spiega l’arcivescovo Carbonaro «l’inizio di un nuovo anno scolastico ci chiede anzitutto questo: tornare ad accorgerci gli uni degli altri, perché prima della lezione, c’è un volto, una storia, una persona. Prima del voto c’è un ragazzo, prima del programma c’è una classe fatta di volti diversi. E questo vale tanto per chi siede tra i banchi come per chi sta dietro una cattedra. (…) La scuola vive certamente di conoscenze, di studio, di metodo, di verifiche – sarebbe sbagliato diminuirne il valore – ma nessuno di noi ha imparato davvero soltanto da un libro. Abbiamo imparato perché qualcuno ci ha spiegato una cosa che non capivamo, perché qualcun altro ha avuto la pazienza di ripeterla, perché un altro ancora ci ha corretto senza identificarci con il nostro errore. A volte abbiamo imparato semplicemente perché qualcuno ha creduto che potessimo farcela prima ancora che ne fossimo convinti noi».
RITORNO SCUOLA BASILICATA: L’IMPORTANZA DELLA RELAZIONE E L’AUGURIO ALLA COMUNITÀ SCOLASTICA
Naturalmente, aggiunge monsignor Carbonaro «questo non significa che a scuola dobbiamo essere tutti amici. La relazione educativa conosce ruoli, responsabilità e anche distanze che vanno custodite. Un insegnante non aiuta un ragazzo evitandogli ogni fatica, talvolta gli vuole bene proprio chiedendogli di più. E uno studente cresce anche quando impara che l’altro non è lì per assecondarlo. La relazione vera non elimina la differenza ma le permette di diventare incontro. Vorrei allora augurare ai nostri studenti di non guardare i compagni soltanto come quelli con cui dividere un’aula. Tra quei volti potrebbe esserci qualcuno che ha bisogno di una parola, di un posto lasciato libero accanto a sé, di non essere deriso per un errore. Potrebbe esserci anche qualcuno che vi farà vedere il mondo da un punto di vista che non avevate mai considerato».
AI DOCENTI CONSERVARE LA CAPACITÀ DI VEDERE CHI HANNO DAVANTI
E ancora: «Ai docenti vorrei augurare di conservare, anche nei giorni più faticosi, la capacità di vedere chi hanno davanti. Un registro segna presenze e assenze, voti e annotazioni ma non può registrare tutto quello che accade nella vita di un ragazzo. Ci sono giorni nei quali dietro un’insufficienza c’è semplicemente poco studio, altri nei quali c’è qualcosa che nessun numero riesce a raccontare. Saper distinguere è una delle forme più difficili dell’educare. Alle famiglie – prosegue l’arcivescovo – auguro di poter vivere la scuola non come un terreno sul quale difendere ad ogni costo i propri figli, ma come un luogo nel quale affidarsi reciprocamente una parte della loro crescita. Fidarsi non significa essere sempre d’accordo ma potersi confrontare anche quando non lo si è.
E penso anche ai dirigenti e a tutto il personale che ogni mattina rende possibile la vita delle nostre scuole. Anche un corridoio, una segreteria, un ingresso possono diventare luoghi nei quali una persona si sente accolta oppure semplicemente tollerata». «Il mio augurio, dopo i tanti volti incontrati lo scorso anno e pensando a quelli che ancora incontrerò – conclude l’arcivescovo Carbonaro -, è molto semplice: che nessuno, entrando ogni mattina a scuola, diventi invisibile. Vedere è già gesto etico. Perché si può dimenticare una lezione, è molto più difficile dimenticare qualcuno che, almeno una volta, ci ha guardati e ci ha fatto sentire che valeva la pena continuare a imparare».
Il Quotidiano del Sud.
Tutti pronti per il ritorno a scuola, ma gli allievi in Basilicata sono sempre meno