Tutti contro Infantino, pioggia di fischi durante Francia-Spagna e poltrona a rischio: la mossa disperata del presidente FIFA
- Postato il 14 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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La posizione di Gianni Infantino alla guida della FIFA vacilla dopo crescenti contestazioni durante i mondiali. I fischi durante la partita Francia-Spagna rappresentano il simbolo di un consenso deterioratosi rapidamente tra i tifosi e gli addetti ai lavori. Nel frattempo, la UEFA accelera su strategie alternative per rimpiazzarlo, sfruttando il malcontento generalizzato verso le sue gestioni amministrative e organizzative del massimo organo calcistico internazionale.
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Per quanto il Mondiale 2026 sia stato un successo da vari punti di vista (soprattutto da quello commerciale), l’edizione in corso della Coppa del Mondo potrebbe aver messo a repentaglio la presidenza alla FIFA di Gianni Infantino, finito al centro delle critiche per le tante polemiche sorte durante questo Mondiale, con la UEFA che starebbe studiando un piano per spodestarlo e lui che invece sarebbe pronto a giocarsi un’ultima mossa disperata per ottenere il terzo mandato alle prossime elezioni.
- Pioggia di fischi per Infantino durante Francia-Spagna
- Presidenza FIFA a rischio per Infantino, il piano della UEFA
- La mossa disperata di Infantino
Pioggia di fischi per Infantino durante Francia-Spagna
Nonostante l’ottimo successo in termini di pubblico della prima edizione allargata dei Mondiali, se c’è qualcuno che da questa Coppa del Mondo esce con la reputazione non certo ai massimi livelli quello è Gianni Infantino, che ha pagato le tante polemiche sorte prima e durante la competizione, a partire dalle difficoltà di alcune selezioni (su tutte quella iraniana) e di alcuni tifosi all’ingresso negli Stati Uniti, passando per le accuse di favoritismo all’Argentina e finendo con il caso più eclatante, quello dell’espulsione revocata a Folarin Balogun su richiesta di Donald Trump.
Proprio la vicinanza (in alcuni casi apparsa tendente alla sudditanza) a Trump potrebbe essere uno degli aspetti che hanno fatto perdere credibilità e apprezzamento a Infantino, il quale sembra essere stato contagiato proprio dal Presidente degli USA. Come capitato spesso e volentieri a Donald le volte che è stato inquadrato quando era presente a grandi eventi, durante la semifinale tra Francia e Spagna il Presidente della FIFA è stato sommerso da una pioggia di fischi da parte del pubblico quando le televisioni lo hanno inquadrato mostrandolo anche sui maxi schermi presenti allo stadio.
Presidenza FIFA a rischio per Infantino, il piano della UEFA
A non apprezzare il Presidente della FIFA non sembrerebbero solamente i tifosi presenti allo stadio di Dallas per la partita tra Francia e Spagna, ma anche la UEFA, che avrebbe in piano di trovare un candidato forte da presentare alle prossime elezioni per la presidenza FIFA che si terranno nel 2027. Una delle opzioni potrebbe essere proprio Aleksander Ceferin, che però sembrerebbe orientato a mantenere il suo ruolo alla guida della UEFA. L’altro nome forte per battere Infantino potrebbe essere quello di Nasser Al-Khelaifi, presidente del PSG sostenuto da varie federazioni ma non convinto di poter ricoprire il ruolo. Più indietro nella lista dei candidati c’è infine il presidente del Lega Varsavia Dariusz Miodusk, sostenuto da Bosnia, Norvegia, Svezia, Germania e Spagna.
La mossa disperata di Infantino
Infantino dal canto non ha certo voglia di rinunciare alla presidenza della FIFA e avrebbe già in mente una mossa che potrebbe aiutarlo a ottenere il terzo mandato. Dopo i buoni risultati di questo Mondiale allargato Infantino punterebbe infatti ad aumentare ulteriormente il numero delle partecipanti in vista dell’edizione del 2030 portandole a 64: “Questo è sicuramente un tema che verrà esaminato e discusso nelle commissioni competenti dopo questi Mondiali. Quando si organizza una Coppa del Mondo, è importante farlo per tutto il mondo e non solo per Europa e Sudamerica. Ogni paese dovrebbe avere la possibilità di sognare di partecipare al Mondiale” erano state le parole dell’attuale presidente della FIFA.
Questa eventualità lo aiuterebbe a garantirsi i voti di federazioni più piccole o che hanno faticato a qualificarsi per il Mondiale come noi, traendo così un vantaggio non da poco in vista delle prossime elezioni.