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Tutela h24 per il sindaco di Gioia Tauro: «Mi sento più serena»

  • Postato il 17 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Tutela h24 per il sindaco di Gioia Tauro: «Mi sento più serena»

Il Quotidiano del Sud
Tutela h24 per il sindaco di Gioia Tauro: «Mi sento più serena»

GIOIA TAURO (REGGIO CALABRIA) – È una Simona Scarcella più serena e rilassata. Diversa da quella che nei giorni scorsi minacciava lo sciopero della fame e di incatenarsi nel suo ufficio. Ieri mattina nella conferenza stampa annunciata immediatamente dopo la riunione di martedì scorso del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza a cui lo stesso sindaco di Gioia Tauro ha partecipato a Reggio Calabria.

Scarcella era uscita insoddisfatta dall’incontro col prefetto Clara Vaccaro, convocato dopo la lettera di minacce recapitata al sindaco e alla sua famiglia qualche settimana fa. Nel giro di 24 ore, però, a farle tornare il sorriso è stata la comunicazione della prefettura. Concessa la tutela h24 per lei e la sua famiglia.

«Mi è stato accordato quello che io avevo chiesto – ha esordito il sindaco – non avevo mai richiesto la scorta perché ritenevo che fosse un provvedimento di carattere punitivo nei confronti dei miei ragazzi. Loro devono avere il diritto ad una vita quanto più possibile tranquilla e normale. Però avevo chiesto altre forme tutorie che mi sono state pienamente accordate. Quindi mi sento sicuramente molto più serena perché ci sono delle esigenze di tutela importanti».

Il focus della conferenza stampa si è spostato poi sulla commissione di accesso agli atti insediatasi al Comune. Scarcella ha collegato il suo arrivo al clima di ostilità nato verso la sua azione amministrativa. «Io ho accolto con molto rispetto nei confronti delle istituzioni l’invio della commissione di accesso al Comune di Gioia Tauro. E io ne parlo oggi nella misura in cui la commissione di accesso può essere collegata alle intimidazioni. Per il resto preferisco aspettare gli esiti del lavoro, dell’attività investigativa che verrà svolta dalla commissione di accesso. Che ha agito, devo dire, con molto rispetto nei confronti di questa amministrazione comunale. Perché ne parlo? Perché io, come ho avuto modo di circostanziare alle forze dell’ordine, ovviamente non posso dare particolari su nomi e circostanze. Posso però dire che io ritengo che ci sia un forte collegamento tra la mia azione amministrativa e quelle che sono le due gravi intimidazioni che ha subito la mia famiglia».

Ma quali azioni amministrative avrebbero disturbato tali equilibri? Scarcella cita in primis la riscossione dei tributi locali, non risparmiando, in tutto il suo discorso, pesanti frecciate alla precedente amministrazione guidata dall’ex sindaco Aldo Alessio (che sui social ha annunciato di averla querelata ndc): «Io vengo dopo un’amministrazione che si faceva vanto di essere portatrice di legalità e paladina della legalità, però delle domande me le devo fare. Appena sono arrivata qui la prima cosa che sono andata a verificare sono stati i tributi. Ebbene, io vi dico che ho fatto notificare a mano i tributi degli ultimi 5 anni mai richiesti a colui che è indicato come il gotha della ‘ndrangheta mondiale. Li ho notificati io perché chi c’era prima di me non aveva richiesto i tributi, né a lui, né alla moglie, né al figlio. Questo è stato uno dei primi provvedimenti che io ho adottato e che sono in atti che noi abbiamo dato alla commissione di accesso. E insieme a lui tanti soggetti specifici che io ho richiesto appositamente all’ufficio tributi perché avevo la necessità di capire se fosse stata effettuata in concreto, e non solo a parole, un’attività di recupero nei confronti di questi soggetti. Ho trovato delle attività commerciali aperte a soggetti completamente evasori totali dei tributi, altri che non avevano mai pagato tributi nonostante ci sia una legge specifica che impone e dà la possibilità al sindaco di abbassare le saracinesche per il mancato pagamento dei tributi e addirittura di revocare le concessioni edilizie e tutte le autorizzazioni».

Oltre a questo, il primo cittadino ha ricordato di aver disposto la chiusura di attività commerciali di evasori totali e ordinato demolizioni attese da anni, parlando anche di alcune scelte riguardanti il personale del Comune: «Io ho toccato interessi, ho toccato con mano interessi anche legati a persone particolari. Ho spostato dipendenti che, per carità, persone perbene che non hanno fatto nessun reato, ma che erano vicini per strettissimi rapporti di parentela a persone legate alle cosche, anzi a personaggi principali delle cosche. Queste persone avevano incarichi di tipo fiduciario con la precedente amministrazione. Uno è stato proprio allontanato, non gli è stato rinnovato l’incarico, gli altri due sono stati destinati ad altre posizioni lavorative che io ho ritenuto più opportune. Le commissioni di accesso operano scioglimenti anche in assenza di reati, soltanto per una suggestione, per una possibilità che ci possa essere un’infiltrazione. Quindi io avevo messo le mani avanti e mi sono chiesta come mai la commissione di accesso sia stata mandata a me. Come mai? Questo però è un discorso che verrà giocato quando sarà il momento su un altro tavolo».

«Già il 14 gennaio 2025 – jha aggiunto poi il sindaco – avevo scritto al prefetto, perché ero fortemente preoccupata e turbata della presenza di due soggetti pluripregiudicati che nell’ambito dei consigli comunali, e ci sono anche le registrazioni, con indifferenza e in maniera sprezzante delle istituzioni salivano sugli scranni della minoranza suggerendo quello che si doveva dire».

Da qui, ha aggiunto Scarcella, «nasce, probabilmente, una matrice di astio nei miei confronti, che si è tradotta prima in un attacco mediatico forte, incessante, continuo, che mi ha costretto a fare 16 denunce. Ritengo che questo mio agire abbia determinato quel movimento criminale che ha indotto qualcuno il 18 dicembre 2025 a recapitarmi a casa i proiettili di Kalashnikov, più proiettili 9×21 parabellum per poi arrivare all’ultima lettera. Una lettera terribile perché era circostanziata dove c’è scritto “se scrivi ancora”…non è che mi hanno detto “finiscila, hai rotto le scatole, non parlare assai, stai zitta, stai muta”, hanno detto “se scrivi ancora”, facendo riferimento a cosa? A queste denunce, a queste mie segnalazioni, al fatto che io abbia palesemente comunicato alla commissione di accesso attraverso atti formali tutto quello che era successo, tutto quello che io avevo visionato e raccolto in questo periodo».

Riconoscendo qualche possibile «peccato di eccesso» nell’ultimo periodo, il sindaco non ha nascosto lo sgomento provato nel momento in cui è stata recapitata la seconda lettera di minacce: «mi sono sentita molto ferita di questo attacco cattivo che hanno voluto fare, perché hanno scritto “se scrivi ancora”, utilizzando un termine arcaico, “ti scanniamo”, con un termine arcaico legato veramente alle consorterie criminali arcaiche che noi abbiamo conosciuto negli anni ‘80, “ti scanniamo i figli e il cane”, perché? Perché i miei figli tutte le sere escono con il cane, in quanto io ho un figlio gravemente diabetico che la sera ha necessità di camminare, quindi con la scusa di farlo camminare gli abbiamo preso il cane, ed è stata una cattiveria terribile nei confronti mia e dei ragazzi, che sono dei ragazzi incolpevoli rispetto ad ogni dinamica politica e amministrativa».

Nonostante l’enorme sofferenza patita, Scarcella ha espresso profonda gratitudine verso i cittadini di Gioia Tauro per il costante affetto dimostratole, ringraziando altresì le istituzioni, le forze politiche e la commissione regionale anti ‘ndrangheta per il supporto ricevuto. Infine, alla domanda se Francesco Cannizzaro, segretario regionale di Forza Italia (partito a cui Scarcella appartiene), l’abbia mai chiamata dopo la lettera di minacce, Scarcella ha risposto in maniera secca: «No, neanche a titolo personale».

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