Turista morto all’ospedale di Tropea: chiesto il rinvio a giudizio per un medico
- Postato il 2 settembre 2026
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Turista morto all’ospedale di Tropea: chiesto il rinvio a giudizio per un medico
A novembre l’udienza preliminare della causa giudiziaria che vede indagato un medico cubano in servizio all’ospedale di Tropea per omicidio colposo e falso in atto pubblico in relazione ad una vicenda che vide vittima un turista romano, morto nel 2024 mentre era in vacanza con la famiglia
VIBO VALENTIA – Rischia di finire a processo il medico di turno al Pronto Soccorso dell’ospedale di Tropea finito sotto inchiesta per la morte di Fabio Cisotto, il turista 54enne romano morto il 26 giugno 2024 a causa di un arresto cardio-respiratorio derivante da uno shock anafilattico. Il Sostituto Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Maria Barnabei, ha infatti depositato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti del dottor Fidel Perez Perez, 57enne di origine cubana domiciliato a Joppolo.
L’udienza preliminare è fissata per il 26 novembre prossimo davanti al Gup del Tribunale di Vibo Valentia, sede in cui si valuterà la posizione del sanitario. Nel procedimento figura come parte civile la moglie della vittima, Loredana Fedeli, rappresentata di fiducia dall’avvocato Francesco Rombolà del Foro di Vibo Valentia. Tra le parti offese individuate compaiono anche le associazioni di tutela dei consumatori e dei diritti del cittadino Codici e Codice Salute.
Inizialmente nel procedimento penale figuravano altre cinque persone le cui posizioni sono state evidentemente stralciate ai fini dell’archiviazione.
PER IL MEDICO CUBANO OMICIDIO COLPOSO E FALSO IN ATTO PUBBLICO
Le contestazioni mosse dalla Procura nei confronti del medico sono particolarmente serie e spaziano dall’omicidio colposo (in relazione alle lesioni e responsabilità in ambito sanitario) al falso ideologico commesso da pubblico ufficiale in atto pubblico. Secondo l’impianto accusatorio formulato dal magistrato inquirente, il medico avrebbe gestito in maniera gravemente imperita, imprudente e negligente l’emergenza sanitaria di Cisotto durante la sua permanenza in Pronto Soccorso. In particolare, la Procura contesta al sanitario di non aver presenziato con la dovuta tempestività alle fasi iniziali di accesso del paziente, sottovalutando la sintomatologia riferita ed omettendo un’adeguata anamnesi e la valutazione delle vie aeree.
“L’ADRENALINA AVREBBE POTUTO SALVARE IL TURISTA ROMANO”
Nonostante le condizioni del 54enne richiedessero una diagnosi immediata di reazione di ipersensibilità, il medico non avrebbe somministrato la terapia salva-vita di prima linea prevista dalle linee guida internazionali — a base di adrenalina, ossigeno, fluidi e cortisonici —, se non in una fase oramai terminale quando l’edema laringeo aveva compromesso irrimediabilmente la dinamica respiratoria. L’accusa individua inoltre la mancata esecuzione di manovre d’urgenza quali la cricotirotomia o la tracheotomia per ripristinare la ventilazione prima del fatale arresto cardiaco. Secondo la consulenza medico-legale disposta dal pm, un tempestivo trattamento con adrenalina avrebbe evitato il decesso con un grado di probabilità prossimo alla certezza.
IL GIALLO DEL REFERTO MEDICO “ALTERATO”
Accanto alla responsabilità sanitaria, il medico deve rispondere dell’accusa di falso per aver formato — secondo le risultanze investigative dei Carabinieri della Stazione di Tropea — due versioni differenti e non coincidenti dello stesso referto di accettazione in Pronto Soccorso.
Nella seconda versione del documento inserito in cartella clinica, il professionista avrebbe attestato di aver somministrato ripetute dosi di adrenalina per via sottocutanea e endovenosa a partire dalle ore 17:59. Tuttavia, gli accertamenti autoptici e gli esami medico-legali condotti dai periti della Procura non hanno riscontrato alcun segno di puntura o traccia riconducibile alla somministrazione del farmaco nelle sedi tipiche. Inoltre, l’orario indicato per le presunte terapie è risultato persino successivo all’orario in cui era già stato constatato e certificato il decesso del paziente, avvenuto alle 17:34.
Il prossimo 26 novembre la parola passerà dunque al Giudice per l’udienza preliminare, chiamato a decidere se disporre il dibattimento per far luce in aula sulle responsabilità della tragedia
Il Quotidiano del Sud.
Turista morto all’ospedale di Tropea: chiesto il rinvio a giudizio per un medico