Turismo nel savonese, ottimismo ma non troppo: meno capacità di spesa, aumento dei carburanti e incubo cantieri
- Postato il 7 giugno 2026
- 0 Copertina
- Di Il Vostro Giornale
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Provincia di Savona. Il ponte del Primo maggio è stato per il turismo un ottimo banco di prova e ha dato risultati molto positivi, che possono far ben sperare per la stagione estiva. Ma ci sono dei “però”. La crisi internazionale, che ha cancellato molte destinazioni all’estero favorendo quelle di prossimità, come la nostra, e’ destinata ad aggravarsi provocando per prima cosa un rincaro dei carburanti (nonostante gli interventi del governo), con benzina e gasolio ormai attorno ai due euro, quindi un costo notevole anche per il solo viaggio in direzione vacanze. Girano meno soldi e quindi c’è più attenzione a spendere.
Siamo proprio sicuri, in sostanza, che tutto questo ottimismo non sia fuori luogo? Lo chiediamo ancora una volta a Carlo Scrivano, direttore dell’Unione Provinciale Albergatori, che spiega: “Sono tutti dubbi e considerazioni ragionevoli. Durante la settimana c’è un calo, arrivi e presenze si concentrano nei week end e dipendono magari dal meteo. Le richieste vanno da 1 a 3 notti, con molto turn over, ma noi siamo la destinazione dí prossimità e quella regge. Il nostro bacino va dalla Bassa Germania alla Svizzera, dal Piemonte alla Lombardia, diciamo venti milioni di persone indirizzate all’Alto Tirreno, Liguria e Toscana, che sono il nostro patrimonio”.
Non c’è dubbio che esista una crisi economica, meno soldi da spendere, forse meno turismo di qualità, se così possiamo chiamarlo.
“Indubbiamente c’è meno potere di acquisto, o comunque molti turisti vogliono spendere meno. Allora nei confronti di questa clientela più esigente dobbiamo giocarcela bene, offrire servizi adeguati, animare la nostra destinazione soprattutto per i giovani, che arrivano da soli o con la famiglia, organizzare spettacoli e intrattenimento adeguati, saper rispondere alla domanda ‘Che c’è da fare la sera’ anche grazie ad alcuni locali notturni che sono anch’essi un nostro patrimonio. Ancora, dobbiamo offrire pulizia, illustrare le potenzialità delle nostre spiagge, unire le forze di imprenditoria ed enti locali”.
I prezzi. La nostra rete di imprese turistiche ha i suoi costi e non deve cedere sulla qualità. Come conciliare queste esigenze?
“I prezzi devono essere calibrati, dobbiamo fare attenzione, devono essere giusti. E’ un capitolo molto delicato, perché non dobbiamo esagerare, ma neppure rinunciare alla qualità, che dobbiamo illustrare e far comprendere ai nostri clienti”.
I cantieri continuano a essere un problema che spinge molti persino a rinunciare alla vacanza da noi, con code ormai insopportabili e tempi di percorrenza inaccettabili.
“Tutto vero. Mi verrebbe da dire che neppure sull’Adriatico sono messi bene, ma non voglio eludere il problema. A luglio ed agosto dovremmo essere messi meglio se verrà rispettato, come mi auguro, l’impegno a eliminare i cantieri. Una speranza che il turista che sceglie la Liguria deve conoscere. Ovviamente le istituzioni preposte devono monitorare la situazione ed eventualmente intervenire, anche perché la fine definitiva dei cantieri potrebbe protrarsi almeno sino a tutto il 2027 se non di più”.
Concludendo, che previsione si sente di fare per la stagione, considerando che per la crisi internazionale i tempi potrebbero anche peggiorare?
“Come ho detto, abbiamo un solido bacino di utenza, ma ciò non toglie che su tutto il resto dobbiamo lavorare, a maggior ragione se la situazione internazionale dovesse peggiorare. Non dobbiamo escluderlo ma anzi esserne consapevoli”.