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Turismo, «La Calabria cresce, lo dicono i dati»

  • Postato il 22 agosto 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Turismo, «La Calabria cresce, lo dicono i dati»

Il Quotidiano del Sud
Turismo, «La Calabria cresce, lo dicono i dati»

Turismo, «La Calabria cresce, lo dicono i dati». L’intervento dell’assessore regionale Calabrese: «Non siamo una regione in crisi».


«Le critiche sono legittime, ma non si può raccontare una Calabria turistica in crisi quando i principali indicatori ufficiali descrivono una realtà opposta». È il messaggio dell’assessore regionale al Turismo, Lavoro e Sviluppo Economico Giovanni Calabrese, che replica alle analisi negative sull’andamento del settore e invita a guardare ai numeri. Calabrese parte da quanto accaduto nell’estate dello scorso anno, quando alcune stime relative alle presenze negli stabilimenti balneari vennero interpretate come un crollo del turismo calabrese. «Poi arrivarono i dati ufficiali», ricorda l’assessore: nei primi sette mesi del 2025 gli arrivi erano cresciuti del 7,5% e le presenze del 6,2%.

I DATI SULLA CRESCITA DEL TURISMO IN CALABRIA E L’AUMENTO DELLE PRESENZE STRANIERE

Secondo Calabrese, anche i dati successivi confermano una tendenza positiva. La Banca d’Italia ha registrato nel 2025 una crescita delle presenze turistiche dell’11,6%, mentre quelle straniere sono aumentate del 28,5%. Sul fronte dei trasporti, gli aeroporti calabresi hanno superato per la prima volta i quattro milioni di passeggeri, raggiungendo quota 4.367.864, con un incremento del 21% rispetto al 2024. La crescita, sostiene l’assessore, prosegue anche nel 2026. I dati della piattaforma Alloggiati Web del Viminale indicano per il primo semestre un aumento degli arrivi complessivi del 10,54%, il più alto tra le regioni italiane. Ancora più significativo il dato relativo agli stranieri: +23,19%, anche in questo caso prima regione italiana per incremento. Un altro indicatore citato da Calabrese riguarda il mese di maggio 2026. Secondo il Ministero del Turismo, rispetto a maggio 2025, gli arrivi in Calabria sono aumentati del 26,22% e le presenze del 30,51%. Un dato che l’assessore considera particolarmente significativo anche in relazione alla necessità di allungare la stagione turistica.

DESTAGIONALIZZAZIONE E IMPATTO ECONOMICO SUL PIL REGIONALE

Proprio sulla destagionalizzazione arriva un ulteriore elemento: l’anteprima dello studio TEHA Group, The European House – Ambrosetti, sul Destination Marketing colloca la Calabria al terzo posto tra tutte le regioni italiane e al primo nel Mezzogiorno per velocità di riduzione della stagionalità tra il 2024 e il 2025. «Non significa che abbiamo sconfitto la stagionalità», precisa Calabrese, «ma che ci sono segnali concreti nella direzione giusta». Anche l’internazionalizzazione rappresenta, secondo l’assessore, uno dei punti di forza della crescita. Nel 2025 gli arrivi stranieri avrebbero raggiunto il 23% del totale, un dato definito record storico. La componente estera è inoltre cresciuta ulteriormente nei primi sei mesi del 2026. Calabrese affronta anche il tema della capacità del turismo di generare ricchezza. «È giusto dire che dobbiamo aumentare il valore economico generato da ogni turista», afferma, ma definisce uno «slogan» l’idea che i visitatori arrivino in Calabria senza lasciare valore sul territorio. Secondo le stime citate dall’assessore, nel 2025 la spesa dei turisti stranieri avrebbe attivato 1,1 miliardi di euro di giro d’affari, ai quali si aggiungerebbero 1,3 miliardi generati dalla componente italiana, per un impatto complessivo di 2,4 miliardi, pari al 6% del Pil regionale.

TURISMO IN CALABRIA: LE SFIDE FUTURE E LA VALORIZZAZIONE DELL’INTERLAND

Resta, però, la necessità di trasformare la crescita quantitativa in maggiore valore per i territori. «Non basta aumentare gli arrivi», sottolinea Calabrese. La sfida è portare i visitatori oltre le coste, verso borghi, parchi, aree interne, siti archeologici, montagne, patrimonio culturale ed enogastronomia. L’obiettivo indicato è trasformare gli attrattori in veri prodotti turistici, cioè in esperienze facilmente raggiungibili, prenotabili e acquistabili. Dalla costa alla Sila, dal Pollino all’Aspromonte, dalle Serre ai borghi e ai siti della Magna Grecia, la strategia dovrà puntare a una maggiore integrazione dell’offerta. «Non mi interessa raccontare una Calabria nella quale tutto è perfetto. Non sarebbe vero», conclude Calabrese. Ma, allo stesso tempo, «non accetto neppure la rappresentazione di una Calabria nella quale nulla funziona». La posizione dell’assessore è quindi quella di una crescita ancora da consolidare, accompagnata dalla necessità di affrontare le criticità senza negare i risultati. «Non abbiamo bisogno né di applausi né di catastrofismi – conclude –. Abbiamo bisogno di serietà, perché i risultati non si inventano, si misurano. E quando i numeri raccontano una Calabria che cresce, anche questo va riconosciuto».

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