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Turchia, Montella trova tante scuse e mette in mezzo anche i Mondiali e il mercato

  • Postato il 6 ottobre 2026
  • Di Virgilio.it
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Turchia, Montella trova tante scuse e mette in mezzo anche i Mondiali e il mercato

In Turchia era stato accolto come rivoluzionatore, come figura nuova di ct da cui ripartire per il rilancio. Ad Euro 2024 l’illusione più grande di un percorso che stava nascendo, con la conquista dei quarti di finale, poi di nuovo la bufera: prima l’insuccesso al Mondiale ed ora anche i quattro ko consecutivi in Nations League. L’ulteriore sconfitta per 3-1, contro l’Italia a Bologna, ha messo ora inguai seri il ct Vincenzo Montella che rischia l’esonero.

Montella, dalla favola al sospetto

Il ct Montella aveva cominciato la sua avventura turca nel settembre 2023 con una missione difficile: qualificare la Nazionale all’Europeo. Missione centrata e con gli applausi, fino ai quarti di finale di Germania 2024. Poi il salto nella League A della Nations League, conquistato nel marzo 2025 con il netto successo complessivo sull’Ungheria: 3-1 a Istanbul e 3-0 a Budapest, per un 6-1 totale che certificò la promozione della Turchia tra le grandi d’Europa.

E soprattutto il Mondiale. La Turchia ha centrato la qualificazione a Usa-Canada-Messico 2026 superando il Kosovo nel playoff decisivo. Ventiquattro anni dopo, la Mezzaluna è tornata sulla scena più importante. Montella era l’uomo della provvidenza, quello che aveva costruito una squadra giovane con le baby stelline Kenan Yildiz ed Arda Guler, ambiziosa con giocatori del calibro di Calhanoglu e capace di arrivare dove nessuna altra Turchia era riuscita ad arrivare da oltre due decenni. Il contratto, del resto, raccontava la fiducia della federazione: nel giugno 2025 la TFF aveva prolungato l’accordo con Montella fino alla fine dell’Europeo 2028.

Il Mondiale ha cambiato tutto

Poi è arrivato il Mondiale. E lì qualcosa si è incrinato. La Turchia è uscita dal torneo senza riuscire a trasformare in gol una mole impressionante di occasioni. Montella ha ricordato i numeri alla vigilia dell’ultima partita, parlando di 61 tiri nelle prime due gare e di una squadra capace di produrre molto senza trovare la rete. La sua difesa era chiara: il gioco c’era, era mancata la concretezza.

Ma nel calcio i risultati pesano più delle statistiche. E l’eliminazione ha aperto le prime crepe nel rapporto con l’ambiente. Montella ha dovuto difendersi pubblicamente, respingendo l’ipotesi di dimissioni e chiedendo rispetto per i suoi giocatori: “Non mi dimetto e non mi arrendo. I miei calciatori meritano più rispetto”, era stato il messaggio del tecnico. Una presa di posizione netta, arrivata dopo giorni di critiche sempre più dure.

Poi la Nations League

Il vero terremoto, però, è arrivato con la nuova Nations League. La Turchia è stata inserita in un gruppo proibitivo con Francia, Italia e Belgio, tre Nazionali di prima fascia. Ma l’avvio è stato peggiore del previsto. Prima la sconfitta per 1-0 contro la Francia. Poi il 4-1 subito dall’Italia a Bursa, in una partita praticamente chiusa già dopo mezz’ora. Quindi il 3-0 contro il Belgio.

Tre partite, zero punti, un solo gol segnato e otto subiti. La Turchia è finita all’ultimo posto e la panchina di Montella ha cominciato seriamente a traballare. A Bursa, inoltre, la contestazione è stata evidente. Fischi all’allenatore, fischi alla squadra e una richiesta esplicita alla federazione di cambiare guida tecnica. Un clima che ha trasformato la sfida di Bologna in una sorta di ultima spiaggia.

L’Italia come spartiacque

Contro gli Azzurri, Montella ha cercato la risposta per salvare la faccia, ma invano. La Turchia ha giocato una partita più ordinata rispetto alle precedenti uscite, ha resistito ed ha trovato anche il pareggio con Aral Simsir dopo il vantaggio italiano di Scamacca.

Poi, però, sono arrivati Calafiori e Pio Esposito: 3-1 finale. Quarta sconfitta consecutiva e addio definitivo alle speranze di qualificazione ai quarti. La classifica oggi è impietosa: Francia prima con 10 punti, Italia seconda con 7, Belgio terzo con 6 e Turchia ultima a quota zero. Eppure Montella non arretra di un centimetro.

“Sono orgoglioso di essere qui”

Dopo la partita di Bologna il tecnico ha difeso il gruppo e il percorso fatto negli ultimi anni. Parole che suonano anche come una risposta a chi, in Turchia, chiede ormai un cambio in panchina: “È stata una partita tatticamente molto buona per noi, una gara equilibrata, forse anche in cui abbiamo fatto un po’ più di quanto volessimo. Sebbene il risultato non sia stato quello che desideravamo, useremo questa esperienza per migliorare, tenendo presente che il nostro obiettivo finale è il Campionato Europeo. Per quanto riguarda le nostre mancanze, abbiamo avuto delle lacune che farebbero la differenza in qualsiasi squadra, e ne abbiamo sentito l’assenza. Mi congratulo con i miei giocatori. Penso che a volte, quando parlo di livelli, vengo frainteso.”

Il ct della Turchia ha poi espresso un dubbio sui valori di mercato: “I nostri avversari hanno fatto tre sostituzioni e il loro valore di mercato si aggira sui 350-400 milioni di euro. Penso che come squadra abbiamo giocato una partita tatticamente molto positiva.”

Montella non molla

Già nei giorni precedenti erano arrivate forti polemiche per il ct turco che continua però a tenere il punto sulla situazione: “Questo periodo è stato un po’ più difficile, ma le emozioni che abbiamo trasmesso sono solo l’inizio, perché vogliamo fare di più. Non credo di essere il miglior allenatore del mondo, sono fortunato in questo senso perché so che migliorerò sempre. In questa professione tutto può cambiare molto velocemente, ma io guardo alla situazione con speranza e continuerò il mio lavoro.”

Il contratto fino al 2028 protegge Montella sulla carta, ma tutto può cambiare. Il calendario offre però una tregua. La fase a gironi della Nations League riprenderà a novembre: il 12 la Turchia ospiterà il Belgio, mentre il 15 sarà di scena in Francia. Il ct conclude in conferenza stampa: “In questi tre anni, i nostri giocatori hanno raggiunto traguardi incredibili, e la mia motivazione è alta grazie ai sacrifici che hanno fatto. Sono orgoglioso di essere qui, e anche se all’epoca ho ricevuto diverse offerte, sono davvero felice di essere rimasto. Perché credo nei miei giocatori fino alla fine.”

Autore
Virgilio.it

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