Turchia, con Israele rapporti sempre più tesi: cosa è successo dopo il 7 ottobre
- Postato il 3 settembre 2026
- Di Panorama
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Aumentano le fibrillazioni tra Israele e la Turchia. Secondo quanto riferito ieri da Ynet, i contatti, mediati dall’Azerbaigian, tra Gerusalemme e Ankara sarebbero diminuiti negli ultimi tempi a causa di un ulteriore aumento delle tensioni. «La Turchia non è uno Stato nemico, ma è certamente un rivale. Ha intrapreso azioni contro di noi in ambito economico, legale e diplomatico», ha dichiarato un funzionario israeliano alla testata. «Direi che ultimamente questo fenomeno si sta verificando con minore frequenza», ha aggiunto, riferendosi ai contatti mediati dal governo di Baku.
I rapporti tra Israele e la Turchia sono tornati a deteriorarsi dopo l’eccidio del 7 ottobre 2023, perpetrato da Hamas ai danni dello Stato ebraico. Sono numerosi i fronti rispetto a cui i due Paesi risultano ai ferri corti. Tuttavia emergono, in particolare, tre dossier. Il primo è quello siriano. Benjamin Netanyahu ha sempre guardato con sospetto all’attuale regime filoturco di Damasco. E, nonostante l’amministrazione Trump stia cercando di mediare una distensione, i rapporti tra Israele e Siria restano al momento piuttosto freddi.
Il secondo dossier di scontro riguarda la Grecia. Pochi giorni fa, il governo di Atene ha sottoscritto con Israele un accordo per la realizzazione di Achilles’ Shield: uno scudo di difesa aereo greco dal valore di circa tre miliardi di euro. L’iniziativa è chiaramente rivolta a contenere la Turchia. Quella stessa Turchia che ha recentemente espresso irritazione per l’intenzione di Atene di realizzare una base per droni a Rodi. Si tratta di un quadro complessivo denso di implicazioni geopolitiche. Al di là della crescente rivalità tra Ankara e Gerusalemme, non bisogna infatti trascurare che la Grecia e la Turchia fanno entrambe parte dell’Alleanza atlantica.
Infine, il terzo fronte di tensione tra Israele e Recep Tayyip Erdogan riguarda il patto di sicurezza a cui il presidente turco, il mese scorso, ha aderito assieme ad Arabia Saudita e Pakistan (il cosiddetto Accordo della Mecca). Si tratta di un’intesa a cui lo Stato ebraico sta guardando con una certa apprensione. Islamabad è in possesso di armi atomiche e Netanyahu non ha mai apprezzato i suoi sforzi, volti a mediare il memorandum d’intesa tra Washington e Teheran. Al contempo, il governo israeliano è sempre più ai ferri corti anche con Riad, soprattutto dopo che Mohammad bin Salman ha subordinato l’adesione saudita ai Patti di Abramo all’avvio di un processo per l’istituzione di uno Stato palestinese. Stato palestinese che, notoriamente, è caldeggiato, a sua volta, anche da Ankara.