Tuttiquotidiani è completamente gratuito.
Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.
Tumore del pancreas: lo preverremo con un vaccino?
Postato il 21 luglio 2026
Di Focus.it
0 Visualizzazioni
4 min di lettura
In sintesi
Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.
In sintesi
Generazione sintesi AI in corso…
Un vaccino sperimentale che addestra il sistema immunitario a riconoscere come estranee le cellule che esibiscono una mutazione tipica del tumore del pancreas ha dato risultati promettenti in un piccolo studio clinico di fase 1, mirato a testare la sicurezza del vaccino e l'avvenuta attivazione immunitaria.
I risultati, pubblicati sulla rivista scientifica Cancer Discovery, sono preliminari e da prendere con le dovute cautele, ma anche - in un certo senso - rivoluzionari: si parla infatti di un vaccino per prevenire il tipo più diffuso di tumore del pancreas in soggetti a rischio di sviluppare questa malattia, e non, come in passato, di un vaccino terapeutico, per chi già sta combattendo contro questa forma di cancro.. Il bersaglio del vaccino: l'interruttore genetico KRAS. Quello sviluppato, e testato, dagli scienziati del Johns Hopkins Kimmel Cancer Center (USA) e del suo Skip Viragh Center for Pancreatic Cancer è il primo vaccino sperimentale testato sull'uomo che prende di mira il gene KRAS, un interruttore genetico che, quando è bloccato nella posizione "acceso", ordina alle cellule di crescere e moltiplicarsi e che guida l'insorgenza dell'adenocarcinoma duttale del pancreas, la forma più comune e aggressiva di tumore pancreatico.. Gli scienziati hanno individuato le sei più comuni versioni del gene mutante KRAS presenti nei tumori del pancreas e nelle lesioni precancerose e le hanno incorporate, insieme a una sostanza che attiva il sistema immunitario, in un vaccino a peptidi, cioè a base di frammenti sintetici che riproducono le varie versioni della proteina KRAS mutata. L'obiettivo era insegnare al sistema immunitario a riconoscere e prendere di mira le cellule che contengano le versioni sbagliate di KRAS e risparmiare quelle sane.. Quali sono i pazienti a rischio su cui è stato testato il vaccino. Questo vaccino era stato testato nel 2020 su pazienti già in cura per un tumore del pancreas, reduci da un primo intervento e ad alto rischio di recidiva. Da quello studio era emerso che coloro in cui il vaccino aveva generato una forte attivazione immunitaria erano rimasti liberi dal cancro per almeno 5 anni.
Questi risultati hanno spinto i ricercatori a pensare a un vaccino preventivo, diretto a partecipanti ad alto rischio o per una storia familiare di tumore del pancreas, o per un'alterazione genetica che li predisponeva a sviluppare questo tumore, o per la presenza di cisti pancreatiche che possono evolversi in forme maligne.. L'adenocarcinoma duttale pancreatico (PDAC) deriva spesso infatti da queste lesioni che si sviluppano silenziosamente nell'arco di decenni: la loro presenza può fornire una finestra temporale utile per intervenire e impedire che evolvano in tumore.. I risultati suggeriscono un'attivazione riuscita. Venti partecipanti hanno ricevuto quattro dosi del vaccino nell'arco di 13 settimane in un periodo compreso tra il 2022 e il 2026. I ricercatori li hanno monitorati nel tempo con esami del sangue ed esami clinici per valutare la sicurezza del vaccino e l'attivazione immunitaria.
Il 90% dei partecipanti ha mostrato un'attivazione immunitaria, e i linfociti in grado di riconoscere le cellule con mutazione KRAS sono risultati ancora presenti anche a distanza di due anni. In 16,5 mesi di follow-up nessuno dei partecipanti ha sviluppato un tumore del pancreas o una lesione cancerosa; in chi aveva cisti pancreatiche si è verificata una regressione completa delle lesioni più piccole (5 pazienti su 20) o parziale (3 pazienti su 20), mentre quelle rimanenti sono rimaste stabili in dimensione.
Gli effetti collaterali? Minimi e risolvibili senza farmaci: un po' di affaticamento, brividi, sintomi simil-influenzali.. Un ottimo inizio. Lo studio non era mirato a valutare l'efficacia del vaccino e questo, unito al fatto che il campione testato è molto piccolo e che il periodo per cui sono stati seguiti i pazienti è limitato, fa sì che i risultati vadano interpretati con cautela. Lo studio dimostra un'avvenuta attivazione immunitaria, che andrà confermata su numeri più consistenti e periodi di tempo più lunghi. Occorrerà anche capire in che modo le cellule immunitarie istruite dal vaccino si comportino con il tessuto precanceroso nelle lesioni pancreatiche.
La strada, però, è quella giusta, e lascia sperare in un futuro in cui i pazienti ad alto rischio di questa forma altamente letale di tumore possano pensare alla prevenzione.
Inoltre, a differenza dei vaccini personalizzati a mRNA, i vaccini a peptidi pronti all'uso e diretti verso mutazioni già individuate e comuni a molti tumori dovrebbero consentire una prevenzione immaginabile su larga scala, uguale per molte persone, e non solo costosa e per singoli casi all'interno di studi selezionati..
Usiamo cookie tecnici necessari al funzionamento del sito e cookie di analisi (Google Analytics) e marketing. Puoi accettare tutti i cookie, rifiutare quelli opzionali o personalizzare. Per maggiori info: Privacy Policy.