Trump, svolta sull’Intelligenza artificiale: cosa cambia con il nuovo ordine esecutivo
- Postato il 3 giugno 2026
- Di Panorama
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Donald Trump cerca un compromesso sull’Intelligenza artificiale tra le varie correnti interne alla sua amministrazione. Martedì, il presidente americano ha firmato un ordine esecutivo che introduce alcune blande regolamentazioni al settore. «Il testo definitivo richiede ad alcune aziende che sviluppano intelligenza artificiale di sottoporre i loro nuovi e potenti modelli a una revisione volontaria da parte del governo 30 giorni prima del rilascio dei prodotti al pubblico», ha riferito Politico. Si tratta di regole meno stringenti rispetto a un precedente testo, che prevedeva una revisione volontaria con 90 giorni di anticipo. Un testo che il presidente avrebbe dovuto firmare a maggio ma che, a causa delle pressioni del consulente tecnologico della Casa Bianca David Sacks, aveva poi bloccato.
Il nuovo ordine esecutivo cerca quindi di trovare una sintesi tra le varie posizioni che sull’Intelligenza artificiale si registrano in seno all’attuale amministrazione statunitense. Sacks, storicamente vicino a Peter Thiel e a Elon Musk, è un ferreo avversario delle regolamentazioni, sostenendo che i lacci e lacciuoli finirebbero col compromettere le capacità competitive degli Stati Uniti nei confronti della Cina. Fu proprio facendo leva su questa argomentazione che, il mese scorso, riuscì a convincere Trump a cassare il precedente decreto. Dall’altra parte, secondo Politico, il capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles, e il segretario al Tesoro, Steve Bessent, sarebbero maggiormente propensi all’introduzione di regolamentazioni per il settore dell’Intelligenza artificiale. Un auspicio, quest’ultimo, condiviso anche da una parte della base Maga più «tradizionale», soprattutto nei suoi settori cattolici ed evangelici.
Al centro del dibattito emerge infine la figura di JD Vance, il quale, se l’anno scorso sembrava maggiormente propenso all’assenza di regole nel settore dell’Ia, a partire dal 2026 è apparso più cauto. In particolare, a maggio, ha elogiato Magnifica Humanitas e ha espresso preoccupazione per l’uso dell’Intelligenza artificiale in ambito militare. Vance è storicamente sponsorizzato da Thiel ma, al contempo, è cattolico, oltreché espressione elettorale di quei colletti blu della Rust Belt che guardano con preoccupazione agli impatti socioeconomici dell’Ia. Tutto questo contribuisce a spiegare il mutamento di posizione del numero due della Casa Bianca, il quale, viste le sue ambizioni presidenziali in vista del 2028, deve urgentemente sciogliere il dilemma davanti a cui si trova.