Trump prende tempo sui Patriot “made in Ukraine”. E rilancia il negoziato
- Postato il 31 luglio 2026
- Esteri
- Di Formiche
- 0 Visualizzazioni
- 2 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Donald Trump frena sull’ipotesi di consentire all’Ucraina di produrre i missili intercettori Patriot, rimettendo in discussione uno dei principali risultati dati quasi per assodati dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel rafforzamento della cooperazione militare con Washington. In un’intervista telefonica rilasciata al Financial Times, il presidente statunitense ha dichiarato di non aver ancora preso una decisione sulla concessione della licenza necessaria alla produzione dei missili, affermando di essere “non sicuro” e che l’amministrazione sta ancora valutando la questione. “È un’arma davvero straordinaria e dobbiamo stare attenti a chi concediamo le licenze. In realtà non concediamo quasi mai licenze per questo tipo di equipaggiamenti” sono le parole usate da Trump nella sua conversazione con Ft.
Le dichiarazioni rappresentano un’inversione sostanziale rispetto ai segnali arrivati nelle ultime settimane. All’inizio di luglio, durante il vertice Nato in Turchia, Trump aveva infatti lasciato intendere che gli Stati Uniti avrebbero autorizzato Kyiv a produrre i Patriot su licenza. E dopo l’ incontro alla Casa Bianca avvenuto martedì scorso Zelensky aveva parlato di un colloquio positivo, sostenendo che il presidente americano avesse accettato di concedere le licenze necessarie e annunciando di aver già incontrato i rappresentanti delle aziende coinvolte nella produzione del sistema per discutere una possibile coproduzione.
La questione è particolarmente rilevante per l’Ucraina. I sistemi Patriot rappresentano infatti uno degli strumenti più efficaci nella difesa contro i missili balistici russi che continuano a colpire Kyiv e le principali città del Paese. Ottenere la possibilità di produrre localmente gli intercettori ridurrebbe la dipendenza dalle forniture occidentali e consentirebbe di aumentare la disponibilità di munizioni in un momento in cui la domanda supera ampiamente la capacità produttiva esistente.
Nel corso dell’intervista Trump ha ribadito che la sua priorità resta la conclusione della guerra tra Russia e Ucraina. “Molto semplicemente vogliamo che la guerra finisca. Non sto cercando missili, stiamo cercando la pace”, ha dichiarato. Il presidente ha inoltre annunciato che due suoi inviati, Jared Kushner e Steve Witkoff, visiteranno l’Ucraina nei prossimi giorni per la prima volta dall’inizio del suo mandato, segnale della volontà della Casa Bianca di mantenere un canale diretto con Kyiv mentre continua a cercare una soluzione negoziale del conflitto.