Trump contro il Venezuela: le accuse di narcotraffico vanno rispedite al mittente

  • Postato il 26 agosto 2025
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  • Di Il Fatto Quotidiano
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La situazione internazionale è sempre più convulsa e angosciante. Continua, anzi si accelera, il genocidio del popolo palestinese, smentito dai negazionisti al servizio di Israele, i quali violano l’art. 604 bis, terzo comma, del Codice penale.

L’evidenza e gravità dei crimini commessi provocano veementi reazioni in tutto il mondo. Ma le chiacchiere stanno a zero, vedremo quali concrete misure riuscirà ad adottare l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, facendo ricorso, come propone il Centro di ricerca ed elaborazione per la democrazia, insieme a molti altri , al precedente “Uniting for Peace” per aggirare il veto statunitense o di altri Stati in sede di Consiglio di sicurezza.

Intanto Trump, che resta il più importante complice del genocidio insieme a Germania, Italia ed altri Paesi occidentali, consapevole della sua debolezza strategica, di fronte all’avanzata di Brics che mettono sempre più in discussione la centralità del dollaro nel sistema dei pagamenti internazionali, prende saggiamente atto della vittoria della Russia in Ucraina e tenta, per la verità con scarso esito, di indossare le vesti del peace maker.

Si mettono di traverso, per quanto possono gli gnomi europei che insistono sulla guerra permanente ai confini orientali per alimentare l’industria bellica, con connesse cospicue mazzette, e tranquillizzare i paranoici staterelli baltici, istigando il demunito Zelensky a continuare la guerra fino all’ultimo ucraino. Veri e propri dilettanti allo sbaraglio questi governanti europei, che stanno definitivamente sotterrando un progetto, quello dell’Unione europea, che meritava forse un destino migliore, che potrà ritrovare solo a condizione di liberarsi dai vincoli soffocanti della Nato, dell’imperialismo occidentale e del capitalismo neoliberista della finanza e delle lobby. Prospettiva che oggi appare molto lontana ma che occorre continuare a perseguire.

Infatti l’Europa potrà avere senso solo se sarà socialista e non allineata. L’informe pastrocchio attuale malgovernato dalla signora Von der Leyen in Pfizer non ha alcun senso e risulta del tutto irrilevante a livello internazionale, come ha capito perfino, sia pure con notevole e inescusabile ritardo, il mitico Mario Draghi.

Tra i dilettanti allo sbaraglio che si agitano inutilmente ai vertici dell’Europa che non c’è, spicca, per quanto purtroppo ci riguarda, la signora Meloni che, osannata in modo davvero indecente dall’oscena stampa nostrana, ha partorito, evidentemente malconsigliata da qualche esperto raccattato chissà dove, l’ideona di estendere e riformulare l’art. 5 del Trattato Nato per renderlo applicabile all’Ucraina. Fuffa pericolosa che, come ha spiegato in modo convincente il generale Mini sulle pagine del Fatto, potrebbe portarci dritti alla Terza Guerra Mondiale senza neanche accorgercene.

Tornando a Trump, occorre riconoscere che il compito che gli è stato assegnato, e cioè contenere e interrompere il declino degli Stati Uniti in quanto Stato guida del capitalismo mondiale, è davvero immane. Tuttavia si sta giocando le sue carte, dai dazi al commercio delle armi, alle sanzioni all’intervento militare, ottenendo in qualche caso dei parziali successi, soprattutto grazie ai suoi smidollati vassalli europei che cedono su tutta la linea, rinunciando a ogni prospettiva di risanamento ambientale, all’autonomia energetica e strategica e alla tassazione delle multinazionali.

Inoltre Donald, coadiuvato in questo dal suo pessimo Segretario di Stato, il “gusano” (cubano controrivoluzionario) Marco Rubio, cerca un’improbabile rivincita in America Latina, sostenendolo le peggiori destre golpiste e terroriste in tre Stati chiave: Brasile, Colombia e Venezuela. Quest’ultimo soprattutto, zoccolo duro, insieme a Cuba, della resistenza latinoamericana all’imperialismo, è oggetto di un’intensa campagna di destabilizzazione, incentrata, dopo le false accuse di brogli elettorali, su quelle altrettanto fasulle di partecipazione al narcotraffico.

La realtà è ben diversa. Il Venezuela è da tempo in prima fila nella lotta al narcotraffico, mentre sono gli Stati Uniti ad assumere sempre più chiaramente le caratteristiche di vero e proprio Narcostato. Si veda l’ultimo National Drug Threat Assessment, a cura dell’agenzia statunitense specializzata nella lotta alla droga, la Dea, che tra l’altro sottolinea il ruolo crescente della coltivazione della marijuana geneticamente modificata e del riciclaggio finanziario all’interno del territorio nazionale.

Il Venezuela aggredito risponde colla mobilitazione di massa delle milizie e l’appello alla solidarietà internazionale. Occorre sostenerlo, per coltivare il fiore dell’alternativa popolare, in America Latina e nel resto del mondo. Auspico a tale riguardo una posizione più autonoma e ragionevole del governo italiano, che emancipi finalmente l’Eni dalla stolida sudditanza nei confronti degli Stati Uniti e veda la fine dell’inaccettabile atteggiamento neocoloniale e delle ingiustificate sanzioni nei confronti del Venezuela.

La servile accondiscendenza nei confronti degli Stati Uniti, in questo come altri casi, è dannosa per gli interessi nazionali dell’Italia e quindi va superata al più presto. Ritengo anche che la scarcerazione del nostro concittadino Alberto Trentini, detenuto con gravi accuse, potrebbe costituire, nel contesto del necessario dialogo col governo italiano, un atto apprezzabile da parte del presidente Nicolas Maduro, nello spirito di buona volontà e buona fede reciproca che deve animare le relazioni internazionali.

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Il Fatto Quotidiano

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