Trump attacca LeBron: "Nei miei confronti è razzista, e comunque il migliore è Jordan". Draymond Green lo segue a Phila?
- Postato il 25 luglio 2026
- Di Virgilio.it
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Nessuno è rimasto impassibile di fronte alla decisione di LeBron James di trasferirsi a Philadelphia. Neppure Donald Trump, da sempre nemico giurato del futuro giocatore dei Sixers, che a precisa domanda di un cronista in una delle tante conferenze stampa tenute alla Casa Bianca ha fatto capire di non essere per nulla interessato a quel che fa James. “Forse è pure razzista, ma a me in fondo piacciono solo quelli a cui so di piacere”, ha affermato (quanto ironicamente?) il tycoon. Che ha voluto dire la sua anche nell’eterno dibattito su chi sia il GOAT del gioco.
- Amici mai: l'eterna lotta tra Donald e LeBron
- Green deluso dal "fratello", ma forse ora vorrà seguirlo
Amici mai: l’eterna lotta tra Donald e LeBron
LeBron da sempre ambisce a diventare il più grande, ma per Trump c’è posto solo per uno sul trono dell’olimpo della pallacanestro. “Per me il migliore di tutti i tempi è Michael Jordan, e lo dico senza esitare. Michael peraltro è un amico: giochiamo spesso a golf insieme ed è una brava persona”. Un’opinione, al netto dei legami personali, che è fatta propria da tanti appassionati del gioco.
Ma che con James non corra buon sangue non è una novità, perché Trump è finito spesso nel mirino del giocatore. Soprattutto durante il primo mandato, quando LeBron criticò pesantemente le linee guida del Presidente degli Stati Uniti, soprattutto in riferimento alla politica estera e al muro con il Messico. “È ridicolo e allo stesso tempo spaventoso”, ebbe a dire James, diffidando chiunque dal seguire le gesta di Trump.
“LeBron? È un nullafacente”, replicò senza mezzi termini il tycoon, che peraltro ebbe modo di replicare anche al sostegno dato da James nei confronti della decisione presa dai Golden State Warriors, che nel 2017 rifiutarono l’invito alla Casa Bianca che tradizionalmente viene esteso nei mesi successivi alle squadre uscite vittoriose dalla serie di finale.
Green deluso dal “fratello”, ma forse ora vorrà seguirlo
Se da Trump ci si poteva attendere una risposta piccata, certo LeBron con la decisione di andare a Philadelphia ha comunque scontentato parecchi addetti ai lavori. Tra questi, menzione merita Draymond Green, che ha fatto di tutto per reclutare l’ex compagno di nazionale alla causa dei Warriors, senza però riuscire a convincerlo a unirsi a lui e Steph Curry. Tra l’altro era persino arrivato a uscire dal contratto (e quindi concedere spazio salariare a Golden State) pur di rifirmare a cifre inferiori, una volta che LeBron avesse accettato di giocare nella baia.
Green però potrebbe aver scoperchiato un vaso di Pandora: la sua decisione di testare la free agency potrebbe essere anche diretta conseguenza della volontà di seguire James ovunque sarebbe andato, e quindi a questo punto a Philadelphia. Dove peraltro in molti adesso vorrebbero andare: Kentavious Caldwell-Pope, ex compagno di LeBron ai Lakers, sta per accordarsi con Memphis per un buyout per poi firmare con i Sixers. Il primo incastro di altri pronti a unirsi al nuovo team dei desideri NBA.