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Trump attacca di nuovo la premier Meloni, ma il governo non replica

  • Postato il 6 luglio 2026
  • Di Panorama
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  • 3 min di lettura
Trump attacca di nuovo la premier Meloni, ma il governo non replica

Altro giorno, altro attacco del Presidente americano Donald Trump contro la premier Giorgia Meloni, in quella che sta ormai diventando una strana consuetudine, ovvero l’insulto ad un (ex) alleato.

Il post di Trump

Il post pubblicato questa mattina su Truth dal tycoon ha generato l’ennesima (e più che giustificata) ondata di indignazione in Italia; nel meme, si vede una spasimante Meloni intenta a guardare un Donald Trump di spalle, accompagnato dalla didascalia che recita: “serve un ordine restrittivo”, lo stesso che si dà agli stalker.

Non è la prima volta che il tycoon prende di mira la premier con toni sopra le righe. Tutto era iniziato a metà giugno, all’indomani del G7 di Evian, quando Trump aveva raccontato a al Corriere di essere stato “implorato” da Meloni per uno scatto insieme, aggiungendo di aver accettato solo perché gliene era “venuta pena”.

La premier aveva replicato senza mezzi termini, in un videomessaggio, definendo la ricostruzione “completamente inventata” e rivendicando che né lei né l’Italia sono mai state solite “implorare” nessuno.

Pochi giorni dopo Trump era tornato all’attacco sostenendo che la leader di Fratelli d’Italia avesse insistito “più e più volte” per la fotografia, e che il suo bisogno di visibilità fosse legato a un presunto calo di consensi in patria, causato (a detta di Trump) dalla scelta italiana di non schierarsi nell’operazione militare nello Stretto di Hormuz.

La reazione del governo

Di fronte all’ennesimo affondo contro la premier Meloni, il governo ha scelto la linea del basso profilo. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha derubricato l’episodio invitando a guardare oltre: “Le persone passano, ma i rapporti tra Stati devono restare”, ha dichiarato, ribadendo che la priorità resta la tenuta del legame con Washington.

Sulla stessa lunghezza d’onda il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani, secondo cui le parole di Trump “si commentano da sole” e non intaccano relazioni transatlantiche che definisce imprescindibili sul piano commerciale, politico e strategico.

Toni concilianti anche dal titolare del Viminale Matteo Piantedosi, che ha parlato di rapporti “incrollabili” nonostante le “fibrillazioni”.

Il summit NATO ad Ankara

La vicenda arriva a un passo da un appuntamento cruciale per l’Alleanza Atlantica: da domani, infatti, Ankara ospiterà il vertice NATO che vedrà riuniti i capi di Stato e di governo dei Paesi membri, oltre a ospiti come l’ormai immancabile Volodymyr Zelensky.

Sul tavolo, i target di spesa per la difesa, il rafforzamento dell’industria militare comune e il sostegno a Kiev, dossier già di per sé delicati in un momento in cui diversi governi europei faticano a conciliare gli impegni presi con le proprie coperture di bilancio.

Trump arriva al summit dopo essersi progressivamente alienato non solo Meloni e l’Italia, ma diverse altre cancellerie europee (Londra e Madrid, ad esempio), mettendo ripetutamente in discussione l’impegno americano nella difesa del Vecchio Continente e accusando gli alleati di scarso contributo finanziario.

Il nuovo strappo con Meloni arriva a poche ore dall’apertura dei lavori, in un contesto in cui la coesione dell’Alleanza appare più fragile che mai.

Autore
Panorama

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