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Truffe sulle vacanze prenotate via Booking, in primavera l’attacco hacker alla piattaforma con furto di dati

  • Postato il 7 agosto 2026
  • Cronaca
  • Di Il Fatto Quotidiano
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  • 3 min di lettura
In sintesi

La piattaforma di prenotazioni Booking.com è stata vittima di un attacco hacker che ha compromesso i dati personali di numerosi utenti. Durante la stagione estiva si sono moltiplicati i casi di frodi, con viaggiatori che si sono trovati davanti a strutture completamente diverse da quelle prenotate. L'incidente rappresenta un serio allarme sulla sicurezza dei dati nei siti di travel booking e sottolinea l'importanza di verificare le prenotazioni e adottare misure di protezione prima di partire.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Truffe sulle vacanze prenotate via Booking, in primavera l’attacco hacker alla piattaforma con furto di dati

L’alta stagione estiva è tempo di vacanze, ma senza le dovute precauzioni può trasformarsi in un periodo di truffe. Quest’anno a subire l’attacco è stata la nota piattaforma Booking.com. Nel corso dell’estate si sono moltiplicati i racconti di persone che si sono ritrovate davanti a strutture di altro genere al posto del residence che avevano prenotato per le vacanze, non solo in Italia ma anche in California e in Australia, come riportano testate locali. A essere truffati non sono stati soltanto gli utenti, ma anche le strutture registrate sulla piattaforma: l’ultimo caso è quello del Castello di Selvole, agriturismo senese il cui account è stato sovrapposto quello di un fantomatico “dream apartment” a Roma. Per comprendere cosa sia successo bisogna tornare indietro di qualche mese.

Cosa è successo a Booking.com

Il 14 aprile 2026, Booking.com ha annunciato di essere stata colpita da un attacco hacker, dopo il quale gli utenti avevano ricevuto una mail in cui la piattaforma li informava che “terze parti non autorizzate potrebbero essere riuscite ad accedere ad alcune informazioni relative alla tua prenotazione”, come nomi, indirizzi, email, numeri di telefono e altre informazioni condivise con la struttura in cui si era effettuata la prenotazione, ma non i dati di pagamento. Diversi utenti hanno ricevuto messaggi di phishing contenenti informazioni specifiche come dati personali e dettagli della prenotazione, ma altri che sono stati truffati successivamente non hanno ricevuto nessun avviso. Su quest’ultimo aspetto, a luglio l’associazione di consumatori “Codici Lombardia” ha chiesto un chiarimento all’azienda nell’ambito di una diffida inviata a seguito dell’aumento delle segnalazioni di tentativi di truffa.

Con 30 milioni di strutture ricettive registrate e circa 3 milioni di utenti potenzialmente coinvolti, l’hackeraggio della piattaforma ha fatto crescere significativamente il rischio di “breach booking“, una truffa che passa per messaggi apparentemente inviati dalle strutture che chiedono di effettuare pagamenti o confermare la prenotazione cliccando su un link, dal quale si viene poi reindirizzati a siti fraudolenti per il furto di dati personali e bancari. Conoscendo dettagli noti solo all’utente e alla struttura, gli hacker riescono a mandare comunicazioni altamente personalizzate, aumentando la credibilità della richiesta e riuscendo così a entrare nell’area riservata della struttura, consultare le prenotazioni attive e replicare l’interfaccia della piattaforma.

I truffatori, quindi, non accedono direttamente alle informazioni finanziarie, ma riescono a ottenerle raggirando l’utente: una situazione che sembrerebbe compatibile con ciò che ha dichiarato la nota piattaforma di prenotazione online. Nella diffida, Codici chiede proprio di “verificare se esista un collegamento diretto” tra le numerose segnalazioni ricevute e “il furto di dati comunicato da Booking.com“.

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Il Fatto Quotidiano

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