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Truffa dei Rolex da acquistare in Vaticano: via al processo per Daniel Risso, ma non sarà l’unico

  • Postato il 8 maggio 2026
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  • Di Genova24
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Truffa dei Rolex da acquistare in Vaticano: via al processo per Daniel Risso, ma non sarà l’unico

Genova. E’ stato fissato il 7 luglio davanti al giudice Filippo Pisaturo l’inizio del processo per Daniel Risso, il 39enne autista di pullman che vantava conoscenze altolocate in Vaticano che è accusato di aver truffato un gruppo di facoltosi conoscenti, promettendo di poter acquistare per loro Rolex e altri orologi di lusso a prezzi super scontati per via dei benefici fiscali e in tempi rapidi.

L’inchiesta era stata resa nota un anno fa quando il pm Luca Monteverde aveva chiesto la citazione diretta a giudizio per Risso, che sui suoi profili social colleziona foto con politici e notabili locali e non solo.

Secondo l’accusa Risso, che fino all’anno scorso era anche dipendente del gruppo in Regione di Forza Italia oltre che ‘prefetto’ della sezione del Turchino del Rotary, si sarebbe fatto consegnare da diverse persone cifre che complessivamente ammonterebbero ad alcune centinaia di migliaia di euro. Anticipi o talvolta la cifra complessiva del valore dei Rolex che intendevano acquistare e che invece non hanno mai ricevuto.

Le prime due querele erano state presentate da un noto avvocato genovese e da un altro conoscente.  Le due vittime, che avevano conosciuto Risso proprio al Rotary, si erano fidate di lui, per la sua “specchiata morale e profonda religiosità accreditata dalle sue millantate collaborazioni con alte cariche religiose e politiche” aveva scritto il pm al momento della chiusura delle indagini, e gli avevano consegnato complessivamente oltre 50mila euro tra la fine del 2023 e l’inizio del 2024.

Ma ci sono almeno altre tre querele pendenti per fatti e cifre analoghe e per questo, oltre il processo che comincia luglio, ce ne saranno probabilmente altri. Risso, assistito dall’avvocato Cristiano Mancuso, non si è mai finora sottoposto a interrogatorio, ma alcune questioni sembra intenzionato a chiarirle proprio a dibattimento: “La scelta di andare a processo – spiega l’avvocato Mancuso – deriva proprio dalla necessità di chiarire alcuni aspetti che non sono emersi in fase di indagine”. E circa l’eventuale risarcimento del danno l’avvocato precisa che “è un elemento che stiamo ovviamente valutando”.

Autore
Genova24

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