Troppe perdite a causa dei droni, la Russia modernizza i suoi carri armati T-90M. Il tank T-14 Armata costa troppo
- Postato il 15 settembre 2026
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- Di Il Fatto Quotidiano
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La Russia intensifica la produzione di carri armati T-90M Proryv e T-72B3M, rinunciando agli investimenti nel costoso T-14 Armata. Durante la celebrazione dell'80esima edizione del Giorno dei carristi, Uralvagonzavod ha consegnato nuovi contingenti di mezzi blindati modernizzati. Questa scelta strategica riflette le perdite significative subite dai droni sul campo di battaglia e la necessità di equipaggiare rapidamente le forze armate con sistemi più economici e efficienti, privilegiando la quantità alla tecnologia avanzata.
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In Russia, durante il Giorno dei carristi, ricorrenza dedicata agli equipaggi dei carri armati che si tiene la seconda domenica di settembre giunta quest’anno all’80esima edizione, l’azienda statale Uralvagonzavod ha consegnato nuovi lotti di carri armati T-90M Proryv e T-72B3M. Il numero dei tank non è stato rivelato, ma Uralvagonzavod ha invece fornito diversi particolari sui miglioramenti, resi necessari dal cambiamento del campo di battaglia con l’utilizzo dei droni armati. Un mutamento che i carristi russi, in seguito all’invasione dell’Ucraina del febbraio 2022, hanno pagato in prima persona. L’azienda ha dunque confermato di lavorare su carri già esistenti, ma non ha fornito notizie sul mezzo più atteso: il T-14 Armata.
Oryx, progetto di informazione open source (Osint) che si basa su dati visivamente confermati da foto e video, lo scorso maggio ha pubblicato il risultato di una ricerca: la Russia ha perso 23mila mezzi. La cifra include anche mezzi aerei e navali – tra cui 4390 carri armati, 6429 veicoli da combattimento dedicati alla fanteria, e 730 veicoli da trasporto blindati. A rendere vulnerabili i mezzi sono i droni ucraini, che hanno messo in evidenza le parti più sensibili dei blindati, come torrette, sezioni posteriori e vani motore. Da qui i tecnici russi sono partiti per migliorare i carri armati. Una delle novità, introdotte a partire dal 2024, è rappresentata dal sistema Arena M, una protezione che utilizza un radar per analizzare l’ambiente, intercettare e distruggere eventuali proiettili diretti contro il carro armato. Inoltre, nei nuovi T-90 è prevista una griglia corazzata con cavi d’acciaio per proteggere la torretta e una protezione altrettanto corazzata al sistema di sospensioni, oltre che protezioni in gomma sui fianchi. Non è un caso che i tank siano stati consegnati durante la “Giornata dei carristi”, che serve anche a celebrare le leggende dei T-34, il carro armato sovietico più noto che fu schierato contro i tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale.
Non ci sono annunci, invece, sul T-14 Armata, che doveva essere il tank del futuro per la Russia. Attualmente il T-14 resta un carro armato da parata, mai utilizzato sul campo di battaglia. Nel 2023 ci sono stati avvistamenti in Ucraina, ma sempre nelle retrovie. Il Cremlino sperava in una produzione di 2.300 esemplari entro il 2020 ma Sergej Čemezov, direttore di Rostec, ha ammesso che il T-14 ha costi molto elevati: per ogni “pezzo” ci vogliono tra i 5 e i 9 milioni di dollari.
Tra le difficoltà per completare il progetto Armata ci sarebbero anche le sanzioni imposte alla Russia dopo l’invasione dell’Ucraina, che avrebbero bloccato l’arrivo di componenti importanti. Così l’industria russa punta alla modernizzazione dei mezzi già esistenti: una analisi che risale alla fine del 2025 rivelata da Janes – pubblicazione britannica specializzata in intelligence militare e tematiche geopolitiche – indica che gli stabilimenti che producono tank sono due: Uralvagonzavod è in grado di sfornare 250 T-90M Proryv all’anno, e Omsktransmas si occupa della modernizzazione dei T-80BVM con 150 pezzi all’anno. Ma sul T-80BVM esistono pareri contrastanti: alcuni mesi fa Vault 8, il blogger militare pro Cremlino, sul suo canale Telegram ha ospitato il parere di un carrista, indicato come Tim, che ha bocciato il progetto: “Sulla carta sembra un’ottima idea, ma la qualità dell’esecuzione è pessima. I bulloni sono realizzati in una lega morbida, si rompono all’istante e si ha paura persino di stringerli. L’impianto idraulico della torretta ha iniziato a perdere liquido non appena il veicolo è sceso dal rimorchio. Si ripara una perdita e ne compare un’altra. È un circolo vizioso”. Tim ha anche fornito una testimonianza diretta su cosa gli accadde sul campo di battaglia in Ucraina: “Quando il nostro gruppo fu avvistato e iniziarono a bombardarci, il T-72 si mise subito in moto e si allontanò. Noi rimanemmo sotto il fuoco in attesa che la turbina entrasse in funzione”.
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