Treviso, due parroci invitano i migranti sgomberati dal comune a dormire sotto ai portici accanto al municipio
- Postato il 22 aprile 2026
- Cronaca
- Di Blitz
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Il parcheggio multipiano Dal Negro, a Treviso viene usato da diversi immigrati come rifugio notturno. Il park si trova a due passi dalle mura e dalla sede della Caritas e nel tempo si è trasformato in un rifugio notturno di fortuna per molti senza tetto. Giovedì scorso, dopo settimane di proteste, è avvenuto lo sgombero di una quarantina di “occupanti” deciso dal comune guidato dal leghista Mario Conte. Dopo lo sgombero, alcuni di loro hanno inscenato un sit-in di protesta sotto alla Prefettura. Per 17 richiedenti asilo si sono aperte le porte di alcuni centri di accoglienza, altri sono tornati a dormire all’ultimo piano del parcheggio come se nulla fosse.
Altri invece, accompagnati da alcuni attivisti e dai due parroci don Giovanni Kirschner e don Francesco Filiputti, hanno iniziato a dormire sotto i portici accanto al municipio di Treviso provocando le ire della giunta.
Nella giornata di ieri, per cercare di calmare i toni, un imprenditore anonimo ha offerto per un tempo limitato un albergo. A renderlo noto è stato il vicario generale della diocesi Mauro Motterlini che ha voluto sottolineare che il gesto “può aiutare a stemperare la tensione. Facciamo in modo che non rimanga inutile, ma permetta piuttosto di tornare a pacatezza e a rispetto reciproco: è il solo modo per riprendere un lavoro comune che era già in atto, e che iniziative estemporanee, da qualunque parte vengano, certo non favoriscono”.
Mons. Motterlini ha precisato che “gli ultimi episodi di cronaca, a partire dall’occupazione e dallo sgombero del parcheggio Dal Negro a Treviso, hanno riportato al centro dell’attenzione non solo la ‘questione’, ma le persone stesse, che non hanno un’abitazione dove tornare la sera e che in più di qualche caso lavorano sul territorio. Persone in situazione di fragilità e disagio, ma con una dignità che va rispettata. Ritengo, quindi, sia necessario riconoscere che, se la situazione in sé supera le responsabilità e le forze di ogni singolo attore sociale, proprio per questo è necessario tornare a ragionare insieme sul modo per ridurre la sofferenza delle persone, ma anche di tutta la società. Per poterlo fare, è necessario abbassare i toni, togliendo dal tavolo aggressività e pretese, da qualunque parte nascano” conclude Motterlini citando il vescovo mons. Michele Tomasi che “ha ricordato ci sono leggi che tutelano l’ordine pubblico e altre che vogliono il rispetto della dignità dei migranti”.
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