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Trent’anni dopo Bossi, la Lega torna al Pian del Re

  • Postato il 5 settembre 2026
  • Cuneo
  • Di Quotidiano Piemontese
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  • 3 min di lettura
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Trent’anni dopo Bossi, la Lega torna al Pian del Re

PIAN DEL RE – Trent’anni dopo la prima storica salita di Umberto Bossi, la Lega è tornata alle sorgenti del Po, ai piedi del Monviso, per celebrare uno degli appuntamenti simbolici della storia del movimento. Una manifestazione che ogni anno riunisce militanti, amministratori e dirigenti del partito e che quest’anno ha assunto un significato particolare proprio per l’anniversario della prima iniziativa voluta dal fondatore della Lega Nord.

A sottolineare il valore simbolico dell’appuntamento è stato il senatore Giorgio Maria Bergesio, segretario provinciale della Lega Cuneo e organizzatore della manifestazione.

«Un’iniziativa fondativa che il Senatùr ha fortemente voluto e promosso e che rappresenta la nostra storia e la nostra identità», ha dichiarato Bergesio, ricordando la presenza di Bossi alle sorgenti del Po trent’anni fa.

L’appuntamento di Pian del Re è stato anche l’occasione per ribadire la continuità politica del movimento, questa volta nel segno dell’attuale segretario Matteo Salvini. «Oggi siamo qui nel segno della continuità con Matteo Salvini, uniti e compatti», ha sottolineato Bergesio, collegando la celebrazione ai temi sui quali la Lega rivendica i risultati dell’attività di governo.

Dall’autonomia alla sicurezza

Al centro del messaggio politico rilanciato durante la manifestazione ci sono soprattutto autonomia differenziata, sicurezza, immigrazione e tutela dei territori.

Secondo Bergesio, la Lega si trova oggi davanti a «traguardi storici» sull’autonomia differenziata, oltre che sul fronte della sicurezza e della difesa delle specificità territoriali.

Il riferimento alla stagione delle origini rimane però molto forte. «In trent’anni il mondo è cambiato ma i nostri ideali sono gli stessi», ha affermato il senatore, sintetizzandoli nello slogan della necessità di «essere padroni a casa nostra» e nella difesa dell’autogoverno.

Nel messaggio della Lega trovano spazio anche la critica al centralismo europeo, il contrasto all’immigrazione clandestina e la tutela del lavoro e delle pensioni.

Il ritorno al luogo simbolo della Lega

Le sorgenti del Po rappresentano da decenni uno dei luoghi più identitari della storia leghista. Fu proprio qui che Umberto Bossi portò il movimento all’inizio degli anni Novanta, trasformando il Pian del Re e il Monviso in simboli della stagione politica della Lega Nord e della sua battaglia per l’autonomia del Nord.

A trent’anni di distanza, la Lega utilizza nuovamente quel luogo per rivendicare una continuità con quella storia, ma anche per guardare alla propria esperienza di governo nazionale.

«Guardiamo al futuro con determinazione, forti della compattezza del nostro movimento e della capacità di essere concretamente protagonisti al governo del Paese», ha concluso Bergesio, ringraziando i militanti e i sostenitori arrivati numerosi alle sorgenti del Po.

Una celebrazione, dunque, che guarda al passato ma che la Lega ha voluto trasformare anche in un’occasione per ribadire le proprie priorità politiche nel presente.

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Autore
Quotidiano Piemontese

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