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Tre libri che raccontano l’Odissea dal punto di vista delle donne

  • Postato il 20 luglio 2026
  • Di Panorama
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  • 4 min di lettura
In sintesi

L'epica omerica torna in auge grazie al cinema contemporaneo, offrendo l'occasione per esplorare narrative alternative centrate sulle figure femminili. Questo articolo esamina tre opere letterarie che riscrivono il capolavoro greco dalla prospettiva di Penelope, Circe e altre donne protagoniste, rivelando storie dimenticate e complessità psicologiche mai approfondite nella versione classica. Una lettura indispensabile per chi desidera riscoprire l'Odissea attraverso sguardi nuovi e femminili.

Sintesi generata automaticamente con intelligenza artificiale a partire dal contenuto originale della testata. Standard editoriali.

Tre libri che raccontano l’Odissea dal punto di vista delle donne

Il successo dell’Odissea di Christopher Nolan ha riportato al centro dell’immaginario uno dei racconti fondativi della cultura occidentale. Ma, mentre il film segue il lungo e accidentato viaggio di Ulisse verso Itaca, esiste un’intera costellazione di romanzi che sceglie di osservare quella stessa storia dai suoi margini, dando voce ai personaggi che Omero aveva lasciato nell’ombra. 

Sono soprattutto le figure femminili a trasformare l’epica del ritorno in un racconto diverso, più intimo e ambiguo. Penelope non è più soltanto la moglie fedele che attende, Circe smette di essere la maga pericolosa incontrata lungo il cammino e persino il ricongiungimento finale perde la rassicurante linearità con cui è entrato nella memoria collettiva. 

Tre libri permettono così di tornare nell’universo dell’Odissea cambiando prospettiva e di scoprire ciò che accade quando l’eroe non occupa più da solo il centro della scena.

Tre libri che raccontano l’Odissea dal punto di vista delle donne
Tre libri che raccontano l’Odissea dal punto di vista delle donne
Tre libri che raccontano l’Odissea dal punto di vista delle donne

Il canto di Penelope di Margaret Atwood

Nell’Odissea Penelope è il simbolo dell’attesa e della fedeltà, la donna che per vent’anni resiste alle pressioni dei Proci continuando a tessere di giorno e disfare di notte. Margaret Atwood riprende quella figura apparentemente immobile e le restituisce una voce, permettendole di raccontare la propria storia dall’aldilà. La sua Penelope è intelligente, ironica e tutt’altro che indulgente nei confronti del marito, del mito che lo circonda e del ruolo assegnato a lei dalla tradizione.

La narrazione mette in discussione anche le imprese di Ulisse, domandandosi quanto ci sia di vero nei racconti di mostri, incantesimi e seduttrici riportati da un uomo celebre soprattutto per la propria abilità nel mentire. 

Breve, tagliente e attraversato da un umorismo corrosivo, Il canto di Penelope non si limita a riscrivere l’epopea in chiave femminile. Interroga il modo in cui le storie vengono tramandate, chi abbia il diritto di raccontarle e quali voci siano state sacrificate affinché l’eroe potesse rimanere tale. 

Circe di Madeline Miller

La Circe di Omero appare come una delle tante prove disseminate lungo il viaggio di Ulisse. Vive sull’isola di Eea, trasforma gli uomini in maiali e trattiene l’eroe presso di sé per un anno, prima di aiutarlo a ripartire. Nel romanzo di Madeline Miller, però, l’incontro con Ulisse rappresenta soltanto un episodio all’interno di un’esistenza molto più lunga e complessa.

Figlia del dio del Sole Elios e della ninfa Perseide, Circe cresce sentendosi estranea al mondo divino. Non possiede la bellezza né la potenza degli altri dèi, ma scopre progressivamente un talento capace di renderla pericolosa: la magia. L’esilio sull’isola, presentato inizialmente come una punizione, diventa così lo spazio in cui imparare a conoscere il proprio potere e costruire un’identità sottratta alle gerarchie dell’Olimpo.

Con una scrittura lirica e profondamente contemporanea, il romanzo trasforma la presunta antagonista in un personaggio capace di interrogarsi sulla solitudine, sulla maternità, sull’amore e sul prezzo della libertà. In Italia è pubblicato da Sonzogno. 

Itaca per sempre di Luigi Malerba

Il terzo titolo da riscoprire è Itaca per sempre di Luigi Malerba, una delle più originali riletture italiane dell’Odissea. Il romanzo si concentra non sul viaggio, ma su ciò che accade dopo: Ulisse è finalmente tornato a Itaca e, travestito da mendicante, entra nella reggia aspettando che Penelope lo riconosca. Malerba modifica però un dettaglio decisivo del poema. Penelope comprende quasi immediatamente chi si nasconde sotto quelle sembianze, ma sceglie di non rivelarlo.

La regina è ferita dal fatto che il marito, dopo vent’anni di assenza, non si fidi di lei e senta ancora il bisogno di sottoporla a una prova. Comincia così un sottile confronto psicologico raccontato attraverso l’alternanza delle loro voci. Ulisse osserva, sospetta e prepara la propria vendetta; Penelope tace, recita e usa contro di lui la stessa astuzia che ha reso celebre l’eroe.

Malerba porta l’epica dentro la dimensione quotidiana del matrimonio e mostra che l’ultima prova di Ulisse non è sconfiggere i Proci, ma ricostruire un’intimità con una donna che non è rimasta immobile ad aspettarlo.

Autore
Panorama

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