Travolta in carrozzina da una moto e morta: l’assicurazione non voleva pagare ma il giudice ribalta tutto
- Postato il 26 agosto 2026
- Cronaca
- Di Blitz
- 0 Visualizzazioni
- 3 min di lettura
Generazione sintesi AI in corso…
Il 26 settembre del 2019 era stata investita mentre attraversava la strada sulla sua carrozzina, ma poi l’8 ottobre era deceduta per i traumi e le ferite riportate nel tragico incidente. L’assicurazione della moto che aveva investito e provocato la morte della 50enne invalida, però, si rifiuta di pagare: per i periti assicurativi la responsabilità della tragedia è totalmente a carico della donna. Di diverso avviso il giudice Fabiana Corbo, della tredicesima sezione civile del Tribunale di Roma, che nei giorni scorsi ha pubblicato la sentenza di primo grado di condanna nei confronti della compagnia assicurativa.
I familiari della vittima del drammatico incidente stradale dovranno essere risarciti con circa 410mila euro più interessi. Per il giudice la responsabilità è al 60% del conducente della moto e solo al 40% della donna.
La ricostruzione dell’incidente
Nel procedimento giudiziario avviato dai parenti della vittima è emerso che il 26 settembre del 2019, sospingendo la sua carrozzina la 50enne iniziò ad attraversare via Tiburtina, dal lato dei numeri civici pari verso quello opposto, fuori da un attraversamento pedonale e passando tra veicoli presenti lungo il margine della carreggiata.
Da sinistra sopraggiungeva il ragazzo in sella alla sua Aprilia, diretto verso piazzale del Verano, che entrava in collisione con la carrozzina. La donna veniva soccorsa immediatamente e trasferita in ambulanza in ospedale, dove però, come detto, era poi morta l’8 ottobre successivo.
La dinamica materiale, per il Tribunale capitolino, può essere ricostruita nel senso che “la carrozzina si immise sulla carreggiata fuori dalle strisce, emergendo da uno spazio tra veicoli che ne limitavano sensibilmente la visibilità; quando venne percepita dal motociclista era già avanzata nella corsia di marcia e, al momento del contatto, risultava ferma”. Il ragazzo tentò una manovra evasiva, stando al resoconto processuale, ma lo scooter urtò comunque la carrozzina nella propria corsia.
Il concorso di colpa e la sentenza
Non risultano invece provati, per il giudice, né il sorpasso di veicoli arrestati per consentire l’attraversamento, né l’invasione della corsia opposta, né la velocità esatta del motoveicolo.
Si legge chiaramente in sentenza: “Nel caso in esame, la condotta della donna certamente imprudente. Iniziò l’attraversamento fuori dalle strisce, emergendo tra veicoli che rendevano la carrozzina difficilmente visibile. Tale colpa non vale, tuttavia, a escludere integralmente la responsabilità del conducente”.
Per il giudice il tentativo di sterzata del ragazzo e le urla immediatamente precedenti all’impatto “dimostrano una reazione al pericolo, ma non attestano che, prima di allora, il conducente avesse tenuto una condotta tale da consentirgli l’arresto entro il campo di visibilità”, tanto più in una strada urbana trafficata e con veicoli ai margini della carreggiata.
Concorso di colpa, dunque, per il Tribunale romano che ha infine condannato in solido il ragazzo alla guida dello scooter e la compagnia assicurativa a risarcire parenti della vittima. Manca “l’assolvimento della rigorosa prova di avere regolato l’andatura e la condotta di guida, in modo da poter fronteggiare anche la possibile presenza di utenti deboli della strada”. Questo il verdetto di primo grado.
L'articolo Travolta in carrozzina da una moto e morta: l’assicurazione non voleva pagare ma il giudice ribalta tutto proviene da Blitz quotidiano.