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Travaglio (Festival Leoncavallo): «Obiettivo è far incontrare le persone con la musica»

  • Postato il 26 agosto 2026
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Travaglio (Festival Leoncavallo): «Obiettivo è far incontrare le persone con la musica»

Il Quotidiano del Sud
Travaglio (Festival Leoncavallo): «Obiettivo è far incontrare le persone con la musica»

Dal 27 al 31 agosto, la XXIV edizione del Festival lirico internazionale “Ruggiero Leoncavallo” trasformerà i luoghi più suggestivi di Montalto Uffugo in un palcoscenico internazionale. L’intervista al direttore artistico Luigi Travaglio.


MONTALTO UFFUGO (COSENZA) – Un’intera città si prepara a diventare palcoscenico internazionale. Montalto Uffugo accende i riflettori su Ruggiero Leoncavallo e, dal 27 al 31 agosto, trasforma i suoi luoghi più suggestivi in un festival itinerante, capace di attraversare musica, lirica, danza, teatro e letteratura. Un viaggio tra arte e territorio, tradizione e contemporaneità, con artisti di fama internazionale e giovani talenti provenienti da tutto il mondo. Da Piazza N. Canonaco a Taverna di Montalto Uffugo al Sagrato e al Duomo della Serra, fino al suggestivo Chiostro di San Domenico, la XXIV edizione del Festival lirico internazionale “Ruggiero Leoncavallo” porta la cultura nei luoghi simbolo della città e li trasforma in scenari vivi, aperti al pubblico e all’incontro. Una scelta che mette il territorio al centro della narrazione e fa dell’accoglienza una parte integrante dello spettacolo. Un cartellone audace, trasversale e costruito nel segno della contaminazione, dove la grande tradizione musicale incontra linguaggi, personalità e sensibilità differenti.

Il Concorso lirico internazionale rappresenta il cuore pulsante della manifestazione: giovani voci provenienti da Italia, Francia, Spagna, Corea, Cina e da altri Paesi si incontreranno a Montalto Uffugo, trasformando la città in un vero crocevia internazionale della lirica. Ma qual è la visione che guida questa nuova stagione? Ne abbiamo parlato con Luigi Travaglio, direttore artistico del Festival lirico internazionale “Ruggiero Leoncavallo”. Nella nostra intervista, ci ha raccontato le scelte artistiche, il valore del concorso e l’ambizione di fare di Montalto non soltanto la sede del festival, ma un autentico luogo di incontro attraverso la musica e la cultura.

In cartellone, sono presenti appuntamenti molto diversi tra loro, da Vincenzo Schettini (fisico, divulgatore scientifico e musicista) a Luca Ward (attore, doppiatore, conduttore radiofonico). Una programmazione eterogenea, sulla scia della contaminazione: com’è stata pensata questa nuova stagione?

«Anche se alcuni ospiti possono sembrare lontani da Leoncavallo, in realtà non è così. Schettini ha studiato violino al Conservatorio e parlerà della fisica legata alla musica, naturalmente con la sua grande creatività. Il 28 agosto, andrà in scena “Cavalleria Rusticana”. La straordinaria cornice del Sagrato offrirà all’opera un palcoscenico d’eccezione, permettendo al pubblico di vivere la grande lirica in un contesto di rara suggestione. Il 29 agosto, avremo “InCanto sotto le stelle”, un ensemble costituito da musicisti e cantanti del territorio. A seguire, Ronn Moss, artista di fama internazionale e musicista molto legato al Sud, ci regalerà un omaggio musicale dedicato a Leoncavallo».

Il 30 agosto è in programma la serata di gala del Concorso lirico internazionale. Un appuntamento particolarmente atteso: cosa dobbiamo aspettarci?

«La serata sarà dedicata ai finalisti del concorso. Abbiamo già svolto un’eliminatoria online, mentre il 29 agosto ci sarà la semifinale in presenza qui a Montalto. La partecipazione è stata così importante che in questi giorni è diventato difficile trovare alberghi disponibili. Molti ragazzi hanno già prenotato e questo, naturalmente, è un ottimo segnale. Avremo una giuria di qualità, presieduta da una cantante di fama internazionale come Cristina Gallardo Domas. L’ospite della serata sarà Luca Ward, con la sua splendida voce. Abbiamo già avuto modo di assaporare quello che reciterà e interpreterà durante la serata: sarà un appuntamento importante per tutti. Poi, il 31 ci sarà il “Dopo Festival” con Chiara Francini, che presenterà il suo libro “Le querce non fanno limoni”».

Il Concorso lirico internazionale si conferma uno degli appuntamenti centrali del Festival e porta a Montalto giovani talenti provenienti da diversi Paesi. Possiamo tracciare un primo bilancio della partecipazione internazionale?

«In semifinale avremo 20 concorrenti provenienti da Italia, Francia, Spagna, Corea e Cina. Durante le eliminatorie abbiamo avuto cantanti provenienti da diverse nazioni: tra loro anche un soprano brasiliano e un soprano estone arrivato da Tallinn. È una partecipazione internazionale davvero significativa. Tra i 20 semifinalisti verranno selezionati i finalisti che parteciperanno alla serata di gala».

Per alcuni giorni, Montalto tornerà ad animarsi di voci provenienti da tutto il mondo. Quanto è importante, a suo parere, l’incontro tra gli artisti e la comunità locale?

«È la cosa più bella. Il vero valore di una manifestazione come questa è proprio la possibilità di creare un rapporto tra chi arriva da lontano e la comunità che lo accoglie. Quando un artista straniero viene a Montalto deve sentirsi parte di questa realtà, non semplicemente un ospite di passaggio».

Il festival guarda anche al territorio e ai suoi talenti. In occasione della conferenza stampa di presentazione del festival, i presenti hanno potuto apprezzare il concerto del pianista Francesco Tropea…

«Sì, un talento che ho conosciuto già due anni fa. È uno straordinario musicista, dotato anche di una grande inventiva musicale».

Qual è stata la sfida più complessa nella costruzione di questa nuova edizione del Festival Leoncavallo?

«Lo spettacolo più complesso rimane sempre l’opera lirica, ma è anche quello che conosco meglio e a cui sono più abituato, soprattutto dal punto di vista organizzativo. Diciamo che la parte più complicata è stata il concorso, perché dobbiamo andare incontro alle esigenze di questi ragazzi che arrivano da molto lontano. Hanno anche delle spese per raggiungere Montalto. Noi dobbiamo sostenerli soprattutto attraverso l’accoglienza. Questi giovani devono sentirsi a casa».

Accoglienza, internazionalizzazione e cultura diventano così strumenti concreti di promozione del territorio. Il Festival Leoncavallo può diventare una vetrina per raccontare Montalto e il Sud al mondo?

«Assolutamente sì. Portare a Montalto giovani artisti provenienti da Italia, Europa e Paesi asiatici significa far conoscere il nostro territorio attraverso l’arte. La cultura diventa così uno strumento di promozione, ma soprattutto di condivisione. L’obiettivo è far incontrare persone, sensibilità e culture diverse attraverso una passione comune: la musica».

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Travaglio (Festival Leoncavallo): «Obiettivo è far incontrare le persone con la musica»

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