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Tra tasse sui ricchi e coni gelato a 5 euro, la politica litiga mentre l’inflazione galoppa

  • Postato il 3 giugno 2026
  • Politica
  • Di Blitz
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  • 4 min di lettura
Tra tasse sui ricchi e coni gelato a 5 euro, la politica litiga mentre l’inflazione galoppa

C’è qualcosa di “nuovo” oggi nella politica italiana. Sa di antico, ma non passa mai di moda, in specie quando non si hanno argomenti per attaccare o difendersi. Parliamo della rinomata patrimoniale che furoreggia in questi giorni che sanno tanto di campagna elettorale. Nel campo in questione la più agguerrita è Elly Schlein, la segretaria del Pd, a cui fa da sponda, ma non troppo, Giuseppe Conte che preferisce altri problemi a lui assai cari: un programma comune all’unità della sinistra e le primarie allargate. Guarda caso, questioni che lo favorirebbero nella corsa alla candidatura per Palazzo Chigi.

La sua amica- nemica del Pd è tranchant: “Potremmo risolvere i temi più delicati di cui soffre il Paese come la sanità, la scuola, in parte il bilancio. Tanta paura per nulla: se dovesse essere approvata questa legge riguarderebbe l’uno per cento, forse meno, della nostra gente”. Ugualmente scatenato è “l’ultra rivoluzionario” Angelo Bonelli che rammenta il welfare e la grande disparità economica che esiste fra gli italiani. Si entra nel pieno del dibattito a cui non partecipa per il momento Maurizio Landini, deluso forse dalla poca attenzione che gli hanno riservato i vertici del Pd, partito nel quale ambirebbe di entrare una volta lasciata la Cgil. Con un ruolo di primo piano. Insomma, dalla porta principale non dalla finestra come un qualunque raccomandato.

I dem moderati non sono d’accordo con la spericolata iniziativa di Elly: la ritengono controproducente, quasi un regalo alla destra. I più anziani conoscono assai bene gli italiani, sanno come siano affezionati al mattone. I risparmi debbono servire o per comprare un appartamento dove vivere o per acquistare con un mutuo la seconda casa perché, dinanzi alla inflazione, si avrebbero solo vantaggi economici e difesa a oltranza del danaro impiegato.

Giorgia Meloni (Ansa)

Questo era vero e sacrosanto finché anche le mura domestiche sono entrate nel mirino del fisco. Primo: la tassa sulla prima casa tolta da Berlusconi, poi ripresentata ai tempi di Mario Monti. Oggi, si è tornati all’antico, ma l’Imu non tradisce mai l’erario e chissà se conviene ancora perseguire quell’obiettivo.Non solo, ma gli italiani sanno come si comporta lo Stato: l’appetito vien mangiando e alla patrimoniale si potrebbero aggiungere altri prelievi (o mani in tasca) per il bene del Paese e di coloro che stentano ad arrivare alla fine del mese.

Ecco perché, chi è contro la Schlein e vorrebbe farla fuori da via del Nazareno parla di un autogol, cioè di un prezioso assist all’avversario che si barcamenava in difesa dopo la batosta del referendum. Anche se non ufficialmente in via della Scrofa e dintorni gioiscono per la proposta di Elly. Così pure, forse più platealmente, Matteo Salvini e Antonio Tajani fanno festa e ringraziano. Dello stesso parere è anche l’onnipresente segretario di Italia Viva, Matteo Renzi, il quale deve sperare in un cambio della guardia (dopo le politiche) se vuole rientrare nel grande giro, grazie alla tanta pubblicità fatta nell’ultimo periodo alla Schlein.

Giorgia Meloni non risponde quando le chiedono un parere sulla patrimoniale. Sorride e se ne va, ma si vede lontano un miglio che ha gradito l’omaggio. La premier sa che il periodo che la divide dalle politiche sarà delicato e difficile. Mai sbagliare. Ben vengano i regali dell’opposizione. Per ora i tre alleati che guidano il Paese pensano alla nuova legge elettorale che potrebbe scongiurare il pareggio e gli intrighi di Palazzo per eleggere il nuovo presidente del Consiglio. Se la Schlein è perdente si corra subito ai ripari favorendo un cosiddetto papa straniero, cioè un personaggio solo all’apparenza contrario al campo largo. Si va ancora più in là e si pensa al dopo Mattarella: guai perdere il Quirinale dopo tanti anni. Sarebbe un pugno da ko.

La guerra, anzi le guerre, dove sono finite? In un angolo. Va bene preoccuparsi, ma non bisogna dimenticare i nostri guai. Sono parecchi, in primo piano l’inflazione che galoppa e tende sempre più difficile fare la spesa al mercato. Prima di comprare si fa il giro delle offerte per risparmiare anche un euro. Allo stesso tempo, c’è chi approfitta della situazione e rincara i prezzi anche se non ce ne sono le ragioni. Un piccolo esempio: con il caldo un cono gelato è assai gradito finché non se ne sente il prezzo: cinque euro, cinquanta centesimi in più se vuoi la panna. Tale rialzo è solo colpa dell’inflazione o qualcuno ne approfitta senza ritegno?

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Autore
Blitz

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