Tuttiquotidiani è completamente gratuito. Ogni giorno aggreghiamo notizie da oltre 100 testate e generiamo sintesi AI originali per te. Aiutaci a mantenere il servizio attivo con una piccola donazione, oppure diventa TQ Pro da solo 1€/mese.

Tpl, via libera alla nuova legge regionale: voto unanime, ma minoranze chiedono Consiglio straordinario

  • Postato il 12 maggio 2026
  • 0 Copertina
  • Di Il Vostro Giornale
  • 0 Visualizzazioni
  • 9 min di lettura
Tpl, via libera alla nuova legge regionale: voto unanime, ma minoranze chiedono Consiglio straordinario

Liguria. E’ stato approvato all’unanimità in Consiglio regionale il Disegno di legge 108 “Disposizioni in materia di trasporto pubblico locale”.

Il provvedimento concede specifici contributi a favore del Comune di Genova, della Città metropolitana di Genova e delle Province di Imperia, La Spezia e Savona per sostenere l’efficientamento e la riorganizzazione del settore del trasporto pubblico locale.
In particolare la Regione concede un contributo di 40 milioni di euro ad Amt, che può essere realizzato anche attraverso l’acquisto di beni necessari all’erogazione del servizio, per sostenere gli investimenti previsti nel Piano industriale di risanamento dell’azienda di trasporto pubblico, che operante nell’Ambito territoriale della Città metropolitana di Genova.

La somma sarà liquidata in un’unica soluzione, dopo l’omologazione da parte del Tribunale di Genova degli accordi di ristrutturazione dei debiti, accordi stipulati dall’azienda con i propri creditori nel percorso di ristrutturazione. La legge stabilisce che il Comune di Genova, entro il 30 giugno di ciascun anno, proceda alla rendicontazione alla Regione degli investimenti dell’anno precedente e istituisce un Comitato di sorveglianza che monitora l’attuazione degli investimenti previsti nel piano industriale. I componenti del Comitato svolgono l’attività a titolo gratuito.

Attraverso lo stesso provvedimento, inoltre, la Regione concede contributi in conto esercizio fino al massimo di 3 milioni e 300 mila euro, di cui un milione 300 mila nel 2026 e 2 milioni per il 2027, a favore della Città metropolitana di Genova e delle Province di Imperia, La Spezia e Savona, per attivare procedure di esodo anticipato del personale dipendente. Questo secondo intervento straordinario viene attivato dopo la presentazione, da parte degli Enti competenti, di specifici Piani di efficientamento compatibili con le normative in materia di ammortizzatori sociali, e deve essere concluso entro il 31 dicembre 2027; le risorse sono ripartite tra gli Enti in misura proporzionale in funzione dei Piani di efficientamento e sono liquidate semestralmente secondo lo stato di avanzamento dei Piani.

COMMENTI

Opposizioni in Regione: “Sì al disegno di legge per responsabilità verso lavoratori, azienda e utenti, ma il provvedimento serve solo a coprire i disastri lasciati da Bucci. Chiederemo Consiglio straordinario su Tpl”

“Abbiamo deciso di votare a favore di questo disegno di legge – dichiara il capogruppo del Partito Democratico Armando Sanna durante l’intervento in aula sul disegno di legge per il Tpl – per senso di responsabilità verso i lavoratori, verso un’azienda che garantisce un servizio fondamentale, verso gli utenti che hanno diritto a un trasporto pubblico efficiente e puntuale. Ma non possiamo non fare una precisazione: questo provvedimento non è un investimento per il Trasporto pubblico ligure, come la destra vorrebbe far credere, non è favore dei lavoratori e degli utenti, è un provvedimento utile solo a coprire il disastro fatto dal presidente della Regione Liguria Marco Bucci quando era sindaco. È stato chi ha governato il Comune fino a ieri ad aver portato l’azienda in queste condizioni, costringendo oggi la Regione a intervenire con un provvedimento tampone, senza visione e prospettiva. Con questa legge la destra non sta regalando nulla, sta cercando solo di nascondere la deriva a cui ha portato Amt. Abbiamo presentato un emendamento, che è stato accolto, che chiede l’introduzione di una consultazione sindacale come precondizione di accesso alle misure di esodo anticipato”.

“L’emergenza nella gestione di AMT è stata creata da Bucci e dalla sua maggioranza, quando era sindaco di Genova. L’attuale amministrazione comunale si è trovata davanti al fatto compiuto e AVS, con senso di responsabilità, ritiene doveroso dare una risposta ai lavoratori, alle lavoratrici, agli utenti che aspettano l’autobus e ai cittadini di tutte le province. Ma è sbagliato continuare a tappare i buchi, con spese che peseranno sui bilanci per decenni. Serve una visione complessiva del trasporto pubblico, che deve essere il modo più veloce ed efficiente per spostarsi. Serve un adeguamento degli stipendi dei lavoratori, che devono essere adeguati al costo della vita. Serve una strategia efficace per dare continuità agli spostamenti su treno, bus e altri mezzi di trasporto. Serve una reale parità di trattamento per tutto il territorio ligure. Serve il coraggio di chiedere al governo più impegno, per dare una risposta seria e responsabile alle esigenze della cittadinanza, mentre invece il governo Meloni ha tagliato 120 milioni di euro al trasporto pubblico locale solo nell’ultimo anno. Chiederemo un consiglio regionale straordinario sui trasporti pubblici: è stato il primo tema che abbiamo posto all’attenzione in questa legislatura e continueremo a batterci per il diritto dei liguri a usare i mezzi pubblici in modo efficiente”, dichiara Selena Candia, capogruppo regionale di AVS.

“Quello che oggi il Consiglio regionale ha votato non era una riforma del trasporto pubblico locale. Si tratta piuttosto di un intervento in una situazione straordinaria per affrontare la crisi di AMT che, è necessario sottolinearlo, è sotto una procedura giudiziaria rispetto a una crisi che ha precise responsabilità – aggiunge il consigliere regionale Gianni Pastorino, capogruppo della Lista Andrea Orlando presidente e rappresentante di Linea Condivisa – E questa crisi non nasce oggi, né negli ultimi mesi. Ricordo che Marco Bucci ha amministrato e gestito la città di Genova, e quindi anche AMT, fino a pochi mesi fa. Proprio perché parliamo di un servizio pubblico essenziale, nessuno può permettersi atteggiamenti irresponsabili. Le lavoratrici e i lavoratori di AMT, così come gli utenti genovesi e dell’area metropolitana, non possono pagare il prezzo di errori politici e gestionali. Questo provvedimento riguarda Genova e AMT, ma non affronta la fragilità complessiva del trasporto pubblico locale ligure. Perché se Genova oggi è in emergenza, non significa che negli altri territori vada tutto bene. Anzi. Il taglio di 120 milioni al Fondo nazionale trasporti deciso dal governo Meloni pesa come un macigno, mentre in molte aziende del trasporto locale ligure le condizioni salariali e operative sono persino peggiori di quelle genovesi. Un salvataggio non è una medaglia: è il tentativo necessario di evitare un danno ancora più grande”.

“I consiglieri della maggioranza hanno dato prova di una grave miopia selettiva: mentre il governo Meloni aumenta la spesa per gli armamenti, sottraendo ulteriori risorse a scuola, sanità e servizi pubblici come il TPL, il centrodestra regionale continua a fingere di non vedere il disastro prodotto nella gestione dei servizi essenziali del territorio quando guidava il Comune di Genova – rincara Stefano Giordano, capogruppo Movimento 5 Stelle in Regione -. In questo quadro, il centrodestra ha maldestramente tentato di riscrivere la vera storia di AMT: vergognoso il taglia-e-cuci sulle scelte operate dall’amministrazione con Bucci. La maggioranza ha infatti omesso di ricostruire correttamente le tappe che hanno portato al tracollo dei conti dell’azienda quando al timone dell’Ente c’era la destra cittadina, la quale ha notoriamente usato AMT per la propria perenne campagna elettorale, incurante degli allarmi. I nodi sono da tempo venuti al pettine, e hanno certificato la crisi del modello ligure del trasporto pubblico. Come M5S abbiamo votato a favore dell’intervento regionale esclusivamente per senso di responsabilità verso lavoratori, cittadini e continuità del servizio pubblico. Ma nessuno pensi di poter cancellare le responsabilità politiche di chi ha governato Genova e costruito negli anni una narrazione chiaramente falsa. Sarà la magistratura ad accertare eventuali responsabilità penali. Noi però ci pronunciamo convintamente sulla responsabilità politica, che resta gigantesca e non può essere occultata né a Genova, né nel resto della Liguria. La commissione, infatti, ha evidenziato come la crisi riguardi l’intero trasporto pubblico ligure: aziende in difficoltà, carenza cronica di autisti, stipendi non competitivi, contratti di servizio sottocompensati e costi energetici fuori controllo. Il vero problema è che il TPL viene gestito da anni in emergenza permanente. Per questo serve una svolta radicale: come diciamo da anni, la Liguria ha bisogno di una vera piattaforma pubblica regionale del trasporto locale, con integrazione industriale, energetica, tariffaria e gestionale. Non possiamo continuare con salvataggi straordinari e rincorse continue alle emergenze”.

Biasi (Lega): strategia centrodestra include salvaguardia azienda e lavoratori, dalle sinistre solito teatrino

“Non è senz’altro ‘colpa’ di Marco Bucci, come invece intende far credere la sinistra, se siamo arrivati a questo punto su Amt. Noi abbiamo una responsabilità etica e di azione politica per un principio, che è il bene pubblico – ha dichiarato il consigliere regionale della Lega e presidente della commissione Trasporti Armando Biasi -. In Consiglio regionale oggi sono presenti diversi lavoratori Amt che, giustamente, vogliono risposte coerenti e concrete per il loro futuro e sono stufi di assistere al solito teatrino delle sinistre in Regione Liguria e in Comune a Genova. Sul Trasporto pubblico locale il centrodestra ha una strategia chiara e precisa, che include la salvaguardia dell’azienda e dei lavoratori. Come presidente della commissione Trasporti, tra l’altro, ho affrontato puntualmente tutti i quesiti posti dai banchi della minoranza e della maggioranza. E pure l’assessore Marco Scajola ha risposto a tutti i quesiti posti in commissione. Il voto di ieri in commissione, che ha visto l’astensione dei consiglieri-commissari di minoranza, mi ha quindi sorpreso perché ha tradito i lavoratori. Sono però soddisfatto che oggi in aula consiliare le sinistre abbiano espresso un senso di responsabilità avallando la decisione del centrodestra di approvare le disposizioni in materia di Trasporto pubblico locale. Il nuovo provvedimento è finalizzato a concedere specifici contributi a favore del Comune di Genova, della Città Metropolitana di Genova e delle Province di Imperia, Savona, La Spezia”.

Vince Liguria: “Scorretta la narrazione dell’opposizione”

“Approviamo una norma innovativa che risponde finalmente a una richiesta storica dei lavoratori: il “fondino” permetterà una gestione corretta e dignitosa del personale non più idoneo alla guida permettendo un prepensionamento di molti dipendenti, migliorando l’efficienza di aziende strategiche come AMT. La nostra visione è netta: vogliamo un trasporto pubblico che resti pubblico nel pieno sostegno dei consumatori. Nonostante la cronica carenza di risorse nazionali, il modello italiano garantisce tariffe inferiori del 30% rispetto alla media europea: un valore sociale che intendiamo difendere con i fatti. In una realtà storica come AMT, i ricavi da bigliettazione coprono solo una parte dei costi; per questo l’intervento della Regione e dello Stato è essenziale per garantire un servizio universale” ha dichiarato il capogruppo di Vince Liguria Matteo Campora. “Siamo soddisfatti – ha aggiunto il consigliere regionale di Vince Liguria Federico Bogliolo – del fatto che, nonostante l’astensione di ieri in commissione, la minoranza abbia scelto di votare con senso di responsabilità anche nei confronti dei sindacati. Riteniamo scorretta la narrazione delle opposizioni: si continua infatti ad attribuire ogni responsabilità all’allora sindaco Marco Bucci, quando in realtà in dieci mesi non sono stati ancora presentati i bilanci AMT del 2024. A febbraio 2026 il Comune chiedeva ufficialmente un intervento alla Regione, parlando di emergenza economica, ma ricordiamo che il Comune di Genova, nel giugno 2025, aveva un avanzo di amministrazione di 47,5 milioni di euro. Eppure nulla è stato detto sull’ipotesi di destinare almeno una parte di quelle risorse ad AMT. Oggi – conclude Bogliolo – la Regione ha dimostrato di saper capire quando è necessario intervenire predisponendo questo disegno di legge”.

Autore
Il Vostro Giornale

Potrebbero anche piacerti