Tour di Ed Sheeran nel caos: dall’esclusione di Macklemore alle spiegazioni del cantautore
- Postato il 20 settembre 2026
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Tour di Ed Sheeran nel caos: dall’esclusione di Macklemore alle spiegazioni del cantautore
Una bufera si è abbattuta su Ed Sheeran durante l’ultimo tour finito letteralmente nel caos: il motivo sarebbero le dichiarazioni pro Palestina del rapper Macklemore e la conseguente esclusione forzata dalla tournée. Polemiche, accuse, il ritiro di altri artisti e le spiegazioni di Sheeran, ecco cosa è successo
Tutto ha avuto inizio il 4 settembre al MetLife Stadium, nel New Jersey, durante una tappa del tour statunitense di Ed Sheeran. Il rapper statunitense Macklemore, nome d’arte di Benjamin Haggerty, è salito sul palco pronunciando un appello per una Palestina libera e chiedendo che, da Gaza alla Cisgiordania occupata, fosse chiaro che nessuno si era dimenticato di loro. Durante l’esibizione, in cui ha eseguito il brano Hind’s Hall dedicato alle proteste studentesche della Columbia University, [qualcuno/la regia] ha proiettato immagini della devastazione nella Striscia di Gaza. Le dichiarazioni hanno provocato reazioni immediate: l’Israeli American Council ha lanciato una petizione per chiederne l’esclusione dal tour, il gruppo StopAntisemitism lo ha accusato di diffondere propaganda e la cantante Pink ha rilanciato la stessa accusa sui social.
Il giorno successivo, Macklemore è tornato sul palco rivolgendosi direttamente al pubblico e agli spettatori ebrei, sostenendo che criticare il governo israeliano, parlare di apartheid e opporsi a un presunto genocidio non significhi rivolgere critiche contro gli ebrei, ribadendo la volontà di mantenere l’attenzione sui palestinesi. Dopo giorni di polemiche, il rapper ha annunciato che i responsabili lo avevano escluso dalla formazione del tour, attribuendo la decisione anche alla pressione esercitata da Robert Kraft, proprietario del Gillette Stadium in Massachusetts, il quale ha confermato di aver deciso di vietare l’esibizione per evitare quello che ha definito un incitamento all’odio.
LA REAZIONE DEGLI ARTISTI E IL RITIRO DAL TOUR
L’esclusione di Macklemore ha scatenato una vasta protesta e una reazione a catena tra gli artisti di supporto presenti nella tournée americana. Tutti gli altri musicisti hanno infatti annunciato il proprio ritiro. Tra loro Finneas, fratello di Billie Eilish, che ha spiegato la propria decisione sostenendo che gli artisti non devono essere messi a tacere quando prendono posizione a favore degli oppressi. Hanno lasciato la tournée anche il cantautore irlandese Aaron Rowe, la band danese Lukas Graham e il gruppo folk irlandese Beoga, che si esibiva con Sheeran sul palco ogni sera.
I Lukas Graham hanno sostenuto che gli artisti dovrebbero poter parlare della guerra, dei civili uccisi e dei bambini coinvolti nel conflitto, indipendentemente dalla bandiera sotto la quale vivono. I Beoga hanno spiegato di non voler suonare in luoghi dove viene messa a tacere chi sostiene una Palestina libera. Aaron Rowe ha ricordato il rapporto personale con Sheeran e definito l’esperienza determinante per la propria carriera, pur non prendendo alla leggera la decisione di andarsene. Anche Macklemore ha espresso comprensione per la posizione difficile in cui sarebbe stato messo Sheeran, criticando tuttavia la scelta di mantenere una posizione pubblicamente neutrale e affermando che non esisterebbe una posizione neutrale tra oppressori e oppressi.
LA POSIZIONE E LE SPIEGAZIONI DI ED SHEERAN
Le polemiche contro il cantautore britannico sono arrivate mentre Ed Sheeran cercava di chiarire la propria posizione, negando di aver deciso personalmente l’allontanamento del collega. Macklemore è uscito dal tour per decisione del promoter, non mia, ha scritto Sheeran su Instagram, aggiungendo di non voler deludere i fan e di voler tutelare la squadra tecnica, gli artisti e i musicisti che dipendono dalla tournée. Il cantante britannico ha definito una tragedia umana la sofferenza provocata dal conflitto, spiegando di preferire non utilizzare il proprio palco per affrontare pubblicamente questioni politiche e sottolineando di non essere complice. Secondo Sheeran, i suoi concerti devono rimanere uno spazio accessibile a un pubblico di ogni provenienza, pur rispettando la libertà di Macklemore di esprimere le proprie convinzioni.
Tuttavia, dopo le polemiche e le proteste dei manifestanti filo-palestinesi fuori dallo stadio, Sheeran ha rotto nuovamente gli indugi durante il primo concerto del tour a Philadelphia, prendendo pubblicamente la parola sulla guerra. “Quello che sta accadendo a Gaza è catastrofico, ingiustificabile e sproporzionato” ha detto dal palco, ricordando anche quanto accaduto in Israele e al Nova Music Festival il 7 ottobre 2023. Il cantante ha spiegato di non aver mai voluto essere un musicista attivista, ma di essere stato coinvolto in un importante e appassionato dibattito sulla libertà di espressione. Ha inoltre espresso profonda preoccupazione per l’idea che i proprietari degli stadi possano pre-autorizzare i contenuti delle performance, affermando: “Sono profondamente preoccupato dall’idea che si possano pre-autorizzare i contenuti delle performance. Una pratica di questo tipo non dovrebbe mai accadere nel mondo libero”.
GLI INTERVENTI ESTERNI E LE CRITICHE
La vicenda ha richiamato l’attenzione di personalità internazionali e generato un acceso dibattito pubblico ben oltre i confini dei palchi americani. Tra i commenti più duri si è registrato quello di Roger Waters, co-fondatore dei Pink Floyd e da tempo vicino alla causa palestinese, che ha attaccato frontalmente il cantante britannico attraverso un video pubblicato sui social. “Al mondo ci sono due tipi di persone: quelle che fanno la cosa giusta, come il rapper Macklemore, e poi ci sono gli str**zi che fanno la cosa sbagliata” ha dichiarato Waters, schierandosi apertamente a favore del rapper escluso.
Dal canto suo, Sheeran ha raccontato al pubblico di Philadelphia, visibilmente commosso, di aver attraversato una settimana di apprendimento e di aver temuto reazioni ostili o contestazioni durante i concerti. Nonostante i timori, il cantante si è esibito senza i previsti artisti di apertura davanti a una folla numerosa, ribadendo l’importanza di preservare lo spettacolo come momento di condivisione e speranza. “Voglio portare insieme persone di ogni provenienza, razza, religione e idea politica”, ha concluso l’artista. “Il mondo è un posto spaventoso in questo momento, e l’America lo è altrettanto. Vogliamo speranza”.
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Tour di Ed Sheeran nel caos: dall’esclusione di Macklemore alle spiegazioni del cantautore