Tour de France bollente, i corridori contro ASO: "Dov'è il protocollo contro il caldo?". Anche il ghiaccio scarseggia
- Postato il 8 luglio 2026
- Di Virgilio.it
- 0 Visualizzazioni
- 4 min di lettura
Hanno finito il ghiaccio, e questo è un bel problema quando arriva l’ora dell’aperitivo. Solo che al Tour a quell’ora il più già stato fatto: la tappa conclusa, un passaggio fugace in sala massaggi, poi solo una voglia matta di salire sul bus e andare in hotel a riposare. Ma il ghiaccio in questo primo scorcio di grand boucle è un elemento essenziale per la salute dei corridori: con le temperature bollenti di inizio Tour, sapere che molti corridori sono letteralmente rimasti a secco è un bel problema. E non è un caso che gli stessi ciclisti abbiano protestato ufficialmente contro ASO (società che organizza il Tour) e UCI, cioè la federazione mondiale. Perché esisterebbe un protocollo per ovviare a situazioni di caldo estremo come quelle presenti sulle strade di Francia, ma nessuno le ha messo in atto.
- Tutti contro ASO: "Perché non attua il protocollo?"
- Trentin stupito dal caldo notturno: "Non rinfresca..."
- L'allarme di Pidcock e le promesse di ASO
- Kooij vince la prima volata. La Visma vuole Seixas
Tutti contro ASO: “Perché non attua il protocollo?”
Dylan van Baarle è stato il primo ad alzare la voce: “Vi sembra responsabile correre in questo modo?”, ha chiesto ai giornalisti che lo stavano marcando stretto per avere qualche info in più sulla protesta. “Il famoso protocollo per il caldo estremo deve essere rimasto chiuso in un cassetto, perché da queste parti nessuno ne ha avuto notizia. La soluzione più ovvia sarebbe quella di accorciare le tappe, perché più di tre ore a queste temperature non si può gareggiare. E non è solo una questione di sforzo fisico: a un certo punto siamo davvero rimasti a corto di acqua e ghiaccio”.
E qui torna l’incipit del pezzo: senza scorte adeguate di acqua fresca e cubetti rigeneranti, pensare di andare avanti è pura follia. “Nel protocollo è previsto un aumento della disponibilità di acqua e ghiaccio, ma a nessuna squadra è stata fornita la dotazione necessaria per ovviare a queste temperature estreme”, ha aggiunto Marc Madiot, gran capo della Groupama FDJ United. “Nei prossimi giorni assisteremo a nuovi malesseri da parte dei corridori, specie a livello gastrointestinale, causati proprio dal ghiaccio assunto sin qui per evitare di restare vittime di disidratazione”.
Trentin stupito dal caldo notturno: “Non rinfresca…”
Matteo Trentin di Tour ne ha corsi 9 con quello corrente, ma un caldo così giura di non ricordarlo. “Passi di giorno, che ogni tanto è capitato di correre a temperature elevate, ma il problema serio è che la notte non rinfresca e il corpo non recupera. Se non fossi un professionista, non uscirei in bici con questo caldo neppure se mi pagassero, perché non è una cosa sana.
Il problema serio è che la partenza delle tappe da qualche anno ormai viene posta sempre nelle ore più calde della giornata, tra mezzogiorno e le una, e questo aumenta le criticità per non corridori. Non è una cosa responsabile, ma non sembra importare a nessuno. Eppure penso sia giunta l’ora di sedersi attorno a un tavolo e cominciare a discuterne in maniera seria e appropriata”.
L’allarme di Pidcock e le promesse di ASO
Se Pidcock ha parlato della quarta tappa (quella vinta da Pedersen) come la “peggiore della sua vita, talmente faceva caldo che ho finito davvero al limite degli sforzi consentiti dopo aver bevuto chissà quanti litri d’acqua”, ASO non sembra però aver ancora afferrato la portata del problema.
Christian Prudhomme aveva rassicurato i corridori sul fatto che sarebbe stato pronto a tutto per di adattarsi alle situazioni legate al caldo, aumentando la portata di ghiaccio a disposizione delle squadre e anche il numero di borracce consentite (specie nei punti ristoro). Per ora però nulla di tutto questo s’è tramutato in realtà: il Tour va avanti un po’ alla cieca, sperando che dal cielo possa arrivare un po’ di refrigerio (ma le previsioni non danno mote speranze).
Kooij vince la prima volata. La Visma vuole Seixas
Intanto la prima volata di gruppo se l’è presa Olaf Kooij, alla prima vittoria sulle strade di Francia dopo le tre ottenute al Giro d’Italia in maglia Visma tra il 2024 e il 2025. Adesso l’olandese corre con la Decathlon CMA CGM assieme a Paul Seixas, che pure è finito prepotentemente nel mirino della Visma, pronta a fare follie pur di portarlo nelle proprie file.
Anche se i francesi sono pronti a mettere sul piatto una cifra per il rinnovo addirittura superiore agli 8 milioni di euro che la UAE elargisce a Tadej Pogacar (con tanto di “aiutino” da parte del governo Macron). Insomma, il ghiaccio in gruppo scarseggia, ma i soldi non sembrano proprio mancare…