Tortu pronto a trascinare l’atletica azzurra ai Giochi del Mediterraneo: “Ho sofferto nel vedere i trionfi di Birmingham”
- Postato il 19 agosto 2026
- Di Virgilio.it
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Nel tripudio di Birmingham è stato tra i pochi che ha potuto gioire soltanto davanti alla TV. Ma Filippo Tortu dentro di sé ha sofferto, e nemmeno poco: l’infortunio che l’ha costretto a spostare il mirino sui Giochi del Mediterraneo è ormai alle spalle e la pressione che inevitabilmente avvertirà sulle proprie spalle non dovrebbe essere tale da precludere il proposito di prendersi un riscatto personale, prima ancora che trascinare l’atletica azzurra nella competizione di Taranto.
- Motivazioni ritrovate per guidare la spedizione azzurra
- L’emozione di correre nella terra di Mennea
- L’atletica corre veloce: “Come nuoto, tennis e volley”
- Pippo pensa ai mondiali 2027: “LA28 verrà dopo”
- C’è anche Tamberi tra i convocati azzurri
Motivazioni ritrovate per guidare la spedizione azzurra
Avrebbe fatto certamente il suo uno come Tortu nel festival tricolore andato in scena nella terra d’Albione. Dezza e (soprattutto) Desalù non lo hanno fatto rimpiangere nei 200, la sua gara, mentre nella staffetta 4×100 le tante (troppe) assenze hanno presentato inevitabilmente un conto salato.
“Ho passato giorni difficili sotto il profilo psicologico, perché avrei voluto essere lì con i miei compagni”, ha raccontato il velocista sardo alla Gazzetta del Mezzogiorno. “Ho accettato a malincuore l’idea di non poter partecipare ai campionati Europei. L’infortunio che ho subìto non è grave, ma essendo capitato a ridosso della partenza per Birmingham ha scombussolato il lavoro di preparazione, costringendomi a saltare diverse sessioni di allenamento.
Resto positivo perché questo tipo di stop fa parte degli inconvenienti che si verificano nell’arco della carriera di ogni sportivo: bisogna farsene una ragione per poi ripartire con la giusta concentrazione”. A Taranto, con i 200 e la staffetta 4×100, proverà a riprendersi quello che il destino è sembrato togliergli nell’ultima annata.
L’emozione di correre nella terra di Mennea
A conti fatti, per Tortu i Giochi del Mediterraneo somiglieranno quasi a un debutto. “Praticamente non ho mai corso quest’anno, e di sicuro queste sue opportunità serviranno anche come occasione di riscatto.
Avvertiremo una sensazione speciale: siamo nella terra di Mennea, e quando ebbi la possibilità di indossare la maglia con la quale corse a Seul nel 1988 provai un’emozione fortissima. Poi il pubblico saprà spingerci a dovere, perché qui si respira un’aria di grande festa.
Io ho già partecipato ai Giochi del Mediterraneo nel 2018, a Tarragona: stavolta sento che sarà molto diverso, con l’aria di casa che aggiunge valore e importanza alla manifestazione. Ed essere portabandiera azzurro è un riconoscimento significativo, anche perché non ho mai presenziato a una cerimonia d’apertura di una manifestazione, nemmeno alle Olimpiadi”.
L’atletica corre veloce: “Come nuoto, tennis e volley”
Tortu sara il faro della spedizione azzurra per ciò che riguarda l’atletica leggera, e visti i recenti risultati tutto si aspettano che possano piovere altre medaglie. “Dall’interno si ha sempre un’idea più chiara e una panoramica più completa di quello che stiamo attraversando”, spiega Filippo.
“L’interesse, inutile nasconderlo, è cresciuto grazie ai risultati. È pur vero che però siamo entrati in un’ottica differente: se fino a qualche anno fa la conquista di una medaglia rappresentava quasi un caso isolato, ora possiamo mirare a successi in quasi tutte le specialità. Credo, senza voler fare classifiche, che insieme a tennis, nuoto e pallavolo il nostro sport sia quello che ottiene i risultati migliori”.
Pippo pensa ai mondiali 2027: “LA28 verrà dopo”
Anche se il vero orizzonte conduce a LA28, dove le medaglie peseranno molto di più. “Non dimentico nemmeno i mondiali di Pechino dell’anno prossimo. Meglio pensare a un evento per volta, vale quindi la pena affrontare le cose per gradi. In questa fase specifica sto lavorando di più sui 200 per meglio finalizzare quanto occorre per chiudere la stagione ma non abbandono i 100, considerando le staffette. Avrei voluto correre qualche 100 in più in quest’annata, ma è andata come è andata.
Certo il mondo dell’atletica ha allargato i propri confini: se una ragazza di Santa Lucia (piccola isola caraibica) ha vinto i 100 metri alle olimpiadi significa che la concorrenza è aumentata, per tutti. Ma l’Italia si sta facendo valere e questo è motivo di grande soddisfazione”.
C’è anche Tamberi tra i convocati azzurri
A Taranto l’Italia si presenterà con 82 atleti: tra questi sono stati indicati nell’elenco del DT La Torre anche Gimbo Tamberi, Luca Sito, Lorenzo Benati (autore della stoica resistenza nell’ultima frazione della 4×400), Sara Fantini, Micol Majori, Alice Mangione, Alessandra Bonora e molti altri ancora (tra gli altri Folorunso, Inzoli, Arese e Osakue).