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Torna l’ombra del nucleare in Basilicata: è scontro in Regione

  • Postato il 24 settembre 2026
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  • Di Quotidiano del Sud
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Torna l’ombra del nucleare in Basilicata: è scontro in Regione

Il Quotidiano del Sud
Torna l’ombra del nucleare in Basilicata: è scontro in Regione

POTENZA – L’ombra di impianti nucleari sul territorio della Basilicata: i consiglieri Angelo Chiorazzo e Giovanni Vizziello interrogano il governatore Vito Bardi. Il via libera definitivo del Senato alla legge delega sul nucleare riaccende lo scontro sul futuro energetico della Basilicata. I consiglieri regionali di Basilicata Casa Comune rompono gli indugi. Chiedono al governatore Bardi se vi siano già interlocuzioni, formali o informali, con il Governo per localizzare impianti nucleari di nuova generazione sul territorio lucano.

Una legge delega che rende ancora più significative le dichiarazioni rese il 7 luglio in Consiglio regionale proprio da Bardi. Il Governo nazionale costruiva il quadro normativo per riaprire in Italia la strada al nucleare. E il governatore dichiarava che la Basilicata non intendeva autoescludersi da questo scenario. E che avrebbe dovuto valutare quale ruolo poter svolgere.

GLI INTERROGATIVI DI CHIORAZZO E VIZZIELLO

«Esistono già interlocuzioni, formali o informali, tra Regione e Governo nazionale sulla possibilità di localizzare in Basilicata impianti per il nucleare di nuova generazione? Esistono interlocuzioni con soggetti industriali interessati allo sviluppo di questi progetti?». Un interrogativo che i consiglieri Chiorazzo e Vizziello rivolgono direttamente al governatore. Nel tentativo di chiarire ai cittadini lucani se vi siano già accordi o intese. «La successione dei fatti rende doveroso fare piena trasparenza – aggiungono –. Su una scelta di questa portata non possono esserci disponibilità preventive espresse senza che esista un atto di programmazione sottoposto al Consiglio regionale e senza un confronto pubblico con i lucani. Se il Governo regionale e la maggioranza di centrodestra ritengono che la Basilicata possa ospitare in futuro impianti nucleari, presentino una proposta, la portino nelle Commissioni e in Consiglio regionale e se ne assumano apertamente la responsabilità politica. Su una questione destinata a incidere per decenni sul futuro della nostra terra non sono sufficienti dichiarazioni o disponibilità generiche. Servono atti e responsabilità davanti ai lucani. Anche per questo sollecitiamo la convocazione del Consiglio regionale straordinario sul petrolio e sul futuro energetico della Basilicata già richiesto dalle opposizioni».

ROSA: «SVOLTA STORICA»

La spinta verso l’atomo trova invece un sostegno granitico nei parlamentari lucani di Fratelli d’Italia, che considerano il provvedimento un passaggio cruciale per archiviare vecchi tabù ideologici e rimettere l’Italia al centro del progresso tecnologico ed economico europeo. Il senatore Gianni Rosa definisce il voto del Senato come una vera e propria svolta storica, una risposta necessaria a quello che l’Europa stessa ha bollato come un fallimento strategico: l’abbandono precoce dell’energia nucleare. «L’approvazione del Ddl sulla delega al Governo in materia di energia nucleare sostenibile rappresenta una svolta storica per la politica energetica italiana. I dati e le analisi tecniche confermano che si tratta della scelta giusta per il Paese».

Rosa mette sul tavolo i numeri impietosi della dipendenza dai combustibili fossili. Evidenzia che gli investimenti miliardari sulle rinnovabili non hanno risolto il problema della stabilità della rete né quello dei costi per l’utente finale. Secondo il parlamentare di FdI, il nucleare non si pone affatto in antitesi con le fonti pulite tradizionali. Rappresenta invece l’unico elemento capace di stabilizzare il sistema ed evitarne il collasso finanziario. Inoltre, secondo la Joint Research Partnership Nucleare, l’opzione nucleare genera un incremento del valore aggiunto per l’Italia superiore del 30% rispetto al mix energetico attuale.

CAIATA: «L’ITALIA SUPERA DECENNI DI PRECONCETTI»

Sulla stessa linea d’onda si posiziona il deputato Salvatore Caiata. Rimarca come le famiglie e il tessuto produttivo abbiano pagato un conto salatissimo a causa della dipendenza energetica dall’estero. «Il sì dal Senato alla legge delega sul nucleare sostenibile segna un passaggio storico per il futuro strategico e industriale della nostra Nazione. L’Italia supera così decenni di preconcetti ideologici e torna da protagonista nel panorama energetico globale, puntando su innovazione, sicurezza e sostenibilità».

Il nucleare di nuova generazione rappresenta un pilastro fondamentale per raggiungere una vera indipendenza energetica. Ma anche per abbattere il costo delle bollette e centrare gli obiettivi di decarbonizzazione senza sacrificare la competitività. Le risposte alle preoccupazioni sollevate dai banchi dell’opposizione lucana si intrecciano inevitabilmente con la tabella di marcia definita a Roma dal Ministero.

LA POSIZIONE DEL MINISTRO PICHETTO FRATIN

Il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha chiarito che l’approvazione del provvedimento segna la fine di un lungo percorso legislativo e apre la fase operativa che porterà il Paese a integrare stabilmente il proprio paniere con la produzione da fonte nucleare. La tabella di marcia del ministero punta ora alla redazione dei decreti attuativi entro la fine dell’anno, uno snodo normativo fondamentale che dovrà definire anche i criteri per la gestione delle scorie e dei rifiuti radioattivi. Una questione, quella dei depositi, che la Basilicata ha già vissuto sulla propria pelle in passato con le storiche mobilitazioni popolari e che oggi richiede la massima trasparenza istituzionale.

Pichetto Fratin ha specificato che i decreti attuativi distingueranno nettamente lo stoccaggio temporaneo dei materiali ad alta radioattività dal deposito nazionale per i rifiuti a bassa e media intensità, legati principalmente alle attività industriali, edili e ospedaliere. Lo scenario temporale delineato dagli esperti del settore fissa il traguardo per l’entrata in funzione delle prime centrali di nuova generazione in Italia verso il 2033-2034. Questa accelerazione risponde a un fabbisogno energetico nazionale in costante crescita, trainato dalla digitalizzazione e dai moderni data center, che costringerà l’Italia a reperire fino a cento o centocinquanta terawattora aggiuntivi nei prossimi decenni per garantire la propria competitività industriale sui mercati globali.

«Oggi è una giornata storica per l’Italia: il Parlamento ha approvato in via definitiva la legge sul nuovo nucleare. Il nucleare sostenibile, insieme alle rinnovabili, renderà l’Italia un Paese sicuro, indipendente e competitivo. L’Italia avrà più energia per famiglie e imprese. È la direzione che stanno prendendo i principali Paesi del mondo». Questa scelta strategica metterà finalmente famiglie e imprese al riparo dalle turbolenze geopolitiche. Proprio l’orizzonte temporale fissato dal Governo centrale impone alla politica lucana una riflessione immediata e profonda. La Basilicata, da sempre terra di frontiera e hub energetico strategico per l’intera nazione grazie ai suoi giacimenti petroliferi, si trova nuovamente di fronte a un bivio decisivo sul nucleare.

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