Tombazis shock, i costruttori hanno fatto pressione sui regolamenti e i motori 2026 di F1
- Postato il 28 aprile 2026
- A Tc
- Di F1ingenerale
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Tombazis ha ammesso che alcuni costruttori hanno fatto pressione per i regolamenti 2026 di F1, dichiarando che ci sono state scelte troppo estreme
Tombazis ha fatto “mea culpa” per i regolamenti 2026 di F1, ammettendo che però ci sono state troppe pressioni di alcuni costruttori che hanno fatto arrivare i motori alla ripartizione 50/50. Dopo alcuni mesi in cui la FIA aveva protetto questa scelta, ora il direttore delle monoposto ha rivelato che si è trattato di una sorta di errore, fatto per accontentare alcuni costruttori e per farne entrare altri.

La F1 infatti era in un momento in cui stava perdendo costruttori, dove solo Mercedes e Ferrari erano rimaste. Con questa scelta si è cercato di far entrare due costruttori, come Audi e Porsche (poi rinunciataria, con Ford che ha preso il suo posto). Anche Honda, che stava uscendo dalla Formula 1, è rimasta solo per la forte elettrificazione. Ma ora per Tombazis le cose cambieranno quando si andranno a stilare i nuovi regolamenti che entreranno in vigore solo dal 2031.
Le parole di Tombazis per il futuro
Nelle ultime settimane sembra che la strada che la F1, insieme alla FIA, voglia percorrere è quella di un ritorno ai motori V8 con i carburanti bio sostenibili. Lo stesso Tombazis ha ammesso che lo slancio è questo. “Il panorama politico è cambiato,- ha detto in un incontro con i media lunedì. Quando abbiamo discusso dei regolamenti attuali le case automobilistiche più coinvolte ci dissero che non avrebbero mai più prodotto un altro motore a combustione interna. L’obiettivo era chiaro: eliminare gradualmente il termico e sostituirlo con l’elettrico.”
Poi ha aggiunto che la F1 non può essere ostaggio dei costruttori per le scelte future: “Per il futuro dobbiamo proteggere lo sport dalla situazione macroeconomica mondiale. Ciò significa che non possiamo essere ostaggi delle case automobilistiche che decidono se far parte o meno del nostro sport. Non significa che non vogliamo altri costruttori, anzi. Ma non possiamo nemmeno trovarci nella situazione in cui, se decidono di non voler più partecipare, ci ritroviamo improvvisamente vulnerabili. E dobbiamo continuare a lavorare per ridurre i costi.”
“Se dobbiamo cambiare qualcosa per il prossimo ciclo di regolamenti, dobbiamo iniziare a discuterne molto presto. Perché il tempo necessario per realizzare un motore e tutto il resto è piuttosto lungo.” – ha concluso.
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