Tifoso ferito a Torino: la procura apre un’inchiesta. Il padre: “È stato un lacrimogeno sparato ad altezza uomo”
- Postato il 25 maggio 2026
- Calcio
- Di Il Fatto Quotidiano
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Otto arresti, undici Daspo e un’inchiesta aperta dalla procura di Torino. Proseguono le indagini sugli scontri ultras scoppiati prima del derby della Mole tra Torino e Juventus, in cui è rimasto gravemente ferito il tifoso juventino Marco Leonardo Basoccu, ricoverato in terapia intensiva dopo essere stato colpito da un oggetto contundente durante i tafferugli scoppiati nelle ore precedenti alla partita. Basoccu, 36 anni, resta ricoverato in osservazione in terapia intensiva. Le sue condizioni vengono definite stabili, ma resta in coma farmacologico. Nel frattempo, le indagini dovranno chiarire innanzitutto da cosa è stato colpito. Se da una bottiglia di vetro, come emerge dalla prime ricostruzioni, oppure da un razzo lacrimogeno, come hanno dichiarato fin da subito gli ultras e come sostiene apertamente il padre, Pierluigi Basoccu: “L’impatto è stato fortissimo e devastante e ho testimonianze dei ragazzi che erano lì con lui: è stato un razzo lacrimogeno sparato ad altezza uomo“.
La procura di Torino ha aperto un fascicolo per chiarire le responsabilità legate al ferimento di Marco Basoccu. L’inchiesta, affidata al pm Paolo Scafi, procede al momento con l’ipotesi di lesioni gravi. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nei momenti più concitati degli scontri e se vi siano responsabilità dirette nell’episodio che ha portato al grave ferimento del tifoso juventino. Gli accertamenti medici e investigativi sembrano orientarsi verso una ricostruzione: sul corpo del tifoso non sarebbero state rilevate bruciature compatibili con un lacrimogeno, mentre le lesioni sarebbero riconducibili all’impatto con un oggetto contundente, probabilmente una bottiglia di vetro forse addirittura piena. Non si esclude che il colpo possa essere arrivato dal cosiddetto “fuoco amico”, cioè da un altro sostenitore juventino coinvolto nei disordini.
La versione del padre
Questa ricostruzione però viene smentita con forza da Pierluigi Basoccu, il padre di Marco. Parlando sia con Repubblica che con Corriere della Sera, ha spiegato: “Io ho le testimonianze di almeno 200 ragazzi che erano lì fuori, che sono stati con noi fino alle due di notte, che erano parte dei gruppi dei Viking Milano“, ovvero il gruppo ultras di cui è membro anche il figlio. ” Erano lì fuori in attesa di essere controllati nel settore ospiti: sono stati assaliti da un manipolo di tifosi del Toro, dopodiché la polizia ha subito risposto con un lancio di lacrimogeni, uno dei quali, sparato ad altezza d’uomo, è arrivato sulla testa di mio figlio”, ha aggiunto Basoccu. Che ha sottolineato: “Mi sono indignato leggendo la versione di una bottiglia, quella al massimo provoca qualche punto di sutura”. Le condizioni di Marco Basoccu invece sono molto più gravi: “Purtroppo ha la calotta cranica frantumata in più pezzi e non è stata neanche ricostituita tutta, quindi l’impatto è stato devastante”. Sulle testimonianze dei tifosi bianconeri e su questa ricostruzione dovrà lavorare la Procura, per tutte le verifiche del caso.
Gli otto tifosi arrestati
La polizia ha arrestato otto tifosi juventini: tre in flagranza di reato e altri cinque in flagranza differita, grazie all’analisi delle immagini registrate dal drone utilizzato durante il servizio di ordine pubblico. Gli arrestati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di resistenza a pubblico ufficiale, lancio di materiale pericoloso e possesso di artifizi pirotecnici in occasione di manifestazioni sportive. Il questore di Torino ha inoltre disposto undici Daspo nei confronti di tifosi coinvolti nei disordini. Parallelamente, la Digos sta continuando gli accertamenti per identificare eventuali altri responsabili degli scontri. Nel bilancio della giornata figurano anche sei agenti della polizia di Stato rimasti contusi durante le tensioni tra ultras e forze dell’ordine.
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